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‘La legalità rompe le barriere’. Presenti Lazio e Roma al convegno a La Sapienza. Lotito: “Radio e Tv lavorano contro la legalità”

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AGGIORNAMENTO ORE 12:30. Salito sul palco fra i fischi dei presenti, Claudio Lotito parla in questi termini: “Situazione particolare a Roma, anche mezzi di comunicazione incidono. Radio e tv private lavorano h24 contro la legalità. Noi abbiamo trasformato uno sport in un campo di battaglia. Una sparuta minoranza di tifosi è contro legalità. Differenza tra uomo e animale è la razionalità, basata sulle norme. Il tifoso non può permettersi di fare qualsiasi cosa. Nessuno ha preso provvedimento barriere con leggerezza. Noi come società dobbiamo produrre una campagna sociale e informativa per spiegare alla persone che lo sport è unione. Bisogna promuovere azioni per far recuperare valori e allo stesso tempo reprimere delinquenza perchè allo stadio, in curva, vanno anche persone per bene e vanno protette, altrimenti le si allontana.”

AGGIORNAMENTO ORE 12.12. Prende poi parola l’allenatore della Lazio Simone Inzaghi: “La partita di ieri sera contro la Fiorentina è stata la più bella della stagione vista all’Olimpico. Sono tornate le famiglie, c’erano tanti bambini e un’atmosfera calorosa. L’emozione è stata più forte rispetto alle ultime partire, ora speriamo che l’anno prossimo si possa rivedere uno stadio pieno”.

AGGIORNAMENTO ORE 12.01. Successivamente salgono sul palco Spalletti e Inzaghi. Queste le parole del tecnico giallorosso: “Quello che succede al di fuori dello stadio crea problemi. E’ successo una volta che un calciatore è venuto da me e mi ha detto ‘mister, c’è bisogno che io non sia in sintonia con le sue regole’, in quel caso lì la regola era che non si poteva utilizzare il cellulare nello spogliatoio. Gli ho detto di no perché è qualche anno che faccio l’allenatore e per rispetto reciproco qualcosa ci metto anche io. Lui mi fa ‘Io però ho un grosso problema, ho mia moglie e miei figli che sono per strada e finché non so che stanno seduti allo stadio e protetti, non gioco tranquillo’. In quel caso li gli sono venuto incontro. Giusto che ci siano controlli allo stadio, se prendo la partita con il Chievo c’erano molte persone e i controlli erano più lunghi e c’erano famiglie ancora fuori dallo stadio. I giocatori vogliono sapere se i loro figli sono al loro posto, hanno timore che succeda qualcosa e non giocano tranquilli e non si dà il meglio di noi stessi. Si tenta di giocare bene, per dare poi forza alle famiglie, ai bambini di divertimento. Bisogna essere tranquilli di testa. Allora ho tolto la regola per far si che i ragazzi giocassero tranquilli. Per me è fondamentale. Ho preso un dizionario e l’ho guardato e ho visto la parola ‘barriera’. Non voglio pensare a mia figlia di 5 anni, capisco la situazione dei controlli, ma bisogna capire anche che gli stadi sono vuoti. C’è solo un momento per fare la barriera, quando tira le punizioni Totti. Sapevo dove si andava a parare facendo l’allenatore della Roma e ho sempre risposto allo stesso modo e risponderò sempre allo stesso modo. Io sono felice se è felice Totti, se lui vuole fare il contratto io sono al suo fianco, gli do un aiuto, un supporto“.

La legalità come protagonista. Nella cornice de La Sapienza Università di Roma, un incontro fra Istituzioni governative, mondo dello sport e giovani studenti ed universitari, per coadiuvare e sostenere tutti insieme gli stessi interessi e un unico comune denominatore. La legalità deve essere alla base del nostro quotidiano vivere. presenti all’incontro anche i due tecnici delle squadre romani, Inzaghi e Spalletti, il presidente Lotito e il dg della Roma Baldissoni Fra gli altri, anche il questore di Roma Nicolò D’Angelo e il prefetto Gabrielli. Il primo a prendere parola è proprio il questore D’Angelo: “Di questa opportunità ringrazio il rettore. Lo scopo è quello di costruire un movimento organizzativo di sicurezza nella metropoli che è questa città. Non mi nascondo però che avverto un forte senso di responsabilità da poliziotto che per tantissimi anni ha servito in questa città, anche negli anni di piombo. Voi ragazzi che siete il futuro di questo paese, che state attraversando una fase di cambiamento, io credo, e penso che ne siamo tutti convinti che se non c’è legalità non c’è futuro per nessuno. Nessuna bandiera potrà mai essere pesata e nessuno di noi potrebbe riconoscersi sotto questa bandiera. In nome di quella bandiera, che rappresenta ogni paese del mondo, si sono combattute guerre, si è versato tantissimo sangue. Non c’è libertà se non c’è legalità. Mi rivolgo a voi ragazzi e alla moglie di un ragazzo che saluto affettuosamente, Filippo Raciti, che il 2 febbraio 2007 uscì di casa salutando la sua famiglia e purtroppo non è più rientrato. Lui è morto per garantire la legalità per un incontro di calcio, per un incontro di sport. Volete sapere quali sono le vere barriere insormontabili? La prepotenza nel territorio, l’arroganza di giudicare la madre di un ragazzo ucciso, il disprezzo dell’avversario, il rifiuto di ogni regola fino ad arrivare al disconoscimento delle Istituzioni. Per dire basta c’è solo una strada: la legalità a Roma, allo stadio Olimpico. E’ stata fatta una cosa semplice, abbiamo applicato, in maniera forse rigida, ma severa, le regole che già esistono. Non voglio citare i casi relativi a questo campionato dello stadio Olimpico dove non è successo nulla e dove quel poco che è successo abbiamo noi e cognomi dei responsabili. Ma devo riconosce, e ringraziare per questo percorso iniziato, forse difficile e traumatico, perché tutto ciò che va cambiato dopo una tolleranza arrivata al tempo di guardia, devo ringraziare il CONI, proprietario dello stadio, e le due società che sono qui presenti con Baldissoni e il presidente Lotito. Quanto abbiamo fatto fino ad ora non è risultato preciso ma è soltanto l’inizio di un percorso di un dialogo coi club e coi tifosi. Su questa stretta collaborazione si è sviluppata anche una ricerca scientifica di tutti i settori dello stadio Olimpico. Alle società spetta questo duro compito del dialogo ma devo dire che siamo ancora lontani. I tifosi che sono i veri protagonisti delo sport e del calcio in particolare a cui va dato il compito di ridisegnare lo stadio nei termini della legalità. Abbiamo visto tantissimi bambini andare allo stadio, io credo e sono convinto che il nostro dovere è quello di riportare i nostri bambini e le famiglie allo stadio. Io credo che il nostro compito oggi sia proprio questo“.

 

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Un grande pubblico saluta i biancocelesti: campionato concluso davanti alla Roma.

Come riportato dal Corriere dello Sport, notte d’altri tempi con il popolo biancoceleste che torna a riempire l’Olimpico. Erano 55.000 i tifosi presenti per mandare un messaggio a Lotito: serve una Lazio ancora più ambiziosa nella prossima stagione.
Ieri partenza schock dei biancocelesti, il Verona segna con Simeone e Lasagna. Poi la rimonta: Cabral, Felipe e Pedro. Hongla acciuffa il pari.

Immobile è per la quarta volta re dei marcatori. Lo precede, nella storia della Serie A, solo Nordhal: nessun attaccante italiano era mai riuscito nell’impresa. Ha vinto Sarri, applaudito sotto la Curva Nord, perché bastava un pareggio per finire quinto e piazzarsi davanti alla Roma (terzo anno di fila per la società). La qualificazione in Europa League può essere la base per costruire un futuro radioso, a patto di accontentarlo sul mercato e magari ribaltando il destino attraverso la conferma di un top player come Milinkovic, forse al passo d’addio nella scia di Leiva, Strakosha, Luiz Felipe e probabilmente Acerbi.

 

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