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Alla scoperta di Jardel – Tra profumi, Call of Duty, Acarajé e l’amore per la sua terra

enrico.delellis@libero.it'

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“Quando nasci in un paese pieno di difficoltà e allegria hai due strade che puoi intraprendere nella tua vita: metterti in brutti giri oppure provare a salvare la tua terra con l’allegria. Io ho scelto la seconda”. Un personaggio come Jardel non è mai banale. E lo si può capire da questa frase, fatta di gioia, dolore e amore. Tanto amore per la sua terra: il Brasile.

LE ORIGINI: Un’infanzia non semplicissima, cresciuto nelle difficoltà di una cittadina come Florianapolis Ele abandonado por Deus e os homens“, abbandonata da Dio e dagli uomini, non si hanno molte possibilità e soprattutto non pensi al futuro con molta fiducia. Ti basta un pallone per essere felice, che poi tanto pallone non era. Il più delle volte era fatto con stoffa cucito dalle mamme oppure dalle nonne, ma poco importa l’importante era calciarlo qualche volta contro un muro, spesso contro le finestre delle vacina di casa. La prima vera occasione per Jardel arriva nel 2004, quando lo nota il Avai. Da quel momento in poi l’ascesa verso una carriera da professionisti finalmente poteva iniziare, con l’umiltà di combattere e quel soprannome “Imperador“, tratto dal titolo del suo film preferito: L’ultimo imperatore.

TRA PRESENTE E FUTURO: Diventato un pilastro della retroguardia del Benfica, difende dal 2011 la maglia della aquile rosse. E’ entrato subito nel cuore dei tifosi con le sue prestazioni, ma soprattutto con la sua voglia di non mollare mai, di dare sempre tutto per la maglia.  Tanti scudetti vinti e troppe finali perse con i lusitani (quella con il Chelsea di Europa League, persa al 94′ la più dolorosa). Dopo tanti anni forse è arrivato il momento di cambiare aria e perchè no paese, la voglia di misurarsi con la Serie A è tanta e indossare un’altra maglia con il simbolo dell’aquila sul petto lo stuzzica e non poco. Al momento la distanza tra i due club è molta. Nei prossimi giorni la società biancoceleste tornerà alla carica per strappare il si del Benfica. Quello di Jardel è già arrivato.

MUSICA, ARTE, CUCINA E….: Non solo calcio anche perchè come ama spesso dire: “Non si può vivere solo di una passione, altrimenti quella passione poi finisci per odiarla”, nella vita di Jardel chi gli sta accanto giura non può rinunciare ad un piatto tipico brasiliano l’Acarajé – polpetta di fagioli fritta con salsa al peperoncino – e alla musica tra i suoi cantanti preferiti Michel Telò, con la sua “Ai se eu te pego”, tormentone estivo che ha fatto ballare milioni di persone nell’estate del 2011. Le sue grandi passioni sono due: la pittura soprattutto il pittore portoghese Simao Rodrigues che grazie alle sue opere hanno influito e non poco il modo di pensare dell’uomo Jardel e il gioco Call of Duty, una vera dipendenza. Profumi e scarpe a go go fanno da padrone in casa sua.  Chi gli sta vicino dice che non ci vuole tanto per farlo felice, basta semplicemente regalargli un profumo di Armani. Anche la fede, e soprattutto un Santo, sono stati importanti e come Simao Rodrigues hanno influenzato la sua visione delle vita: Padre Pio. E’ proprio una frase del frate è presente sul muro di casa sua appena si entra dalla porta: “Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere“.

 

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ESCLUSIVA | Addio Strakosha, il fratello Dimitri: “Tutta la famiglia ricorderà per sempre questi anni, la Lazio avrà sempre un posto nel cuore di Thomas”

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 La Lazio chiude la stagione con un 3-3 maturato contro il Verona. Una gara che sa di addio per alcuni giocatori, tra cui il portiere Thomas Strakosha. Al termine della sfida, la redazione di LazioPress.it ha raccolto le parole del fratello Dimitri, che ha commentato così il saluto dell’estremo difensore albanese:

“È stato molto emozionante quest’ultima partita. La Lazio avrà sempre un posto speciale nel suo cuore per questi 10 anni. Ricorderà tutto perché i tifosi e il club sono stati molto buoni con lui. Ha solo bei ricordi e non dimenticherà. Lui è un tifoso della Lazio, sempre, così come me è tutta la famiglia. Ricorderemo per sempre questi 10 anni.” 

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