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FOCUS – Talento, follia e duro lavoro (finalmente): Morrison, è arrivato il momento di prendersi la Lazio

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“La distanza tra follia e genio viene misurata solo dal successo” scrisse Bruce Feirstein, celebre sceneggiatore statunitense dei film di James Bond. Una frase che sembra descrivere perfettamente Ravel Morrison. Un diamante grezzo. Un talento assoluto ma ancora inespresso a causa del proprio carattere. Nell’ultima stagione alla Lazio, trascorsa tra panchina e tribuna, l’inglese ha collezionato solo otto presenze. Un bottino misero per le sue qualità. I tifosi biancocelesti lo avevano osservato per la prima volta nel ritiro di Auronzo di Cadore lo scorso anno. Con dribbling, assist e gol fece innamorare anche i più scettici. La sensazione che Ravel potesse essere un craque era forte. Invece no, niente da fare: Morrison rimane fenomenale ma sfuggente. Genio e sregolatezza. Dopo mesi di tweet emblematici, a gennaio sembrava essere vicino alla cessione, ma la Lazio è riuscita a trattenerlo. Tra le cime di Lavaredo anche quest’anno è uno dei più attesi: i tifosi biancocelesti sono dalla sua parte, vogliono vederlo in campo. Il popolo laziale, in un momento delicato come questo, ha bisogno di un trascinatore, di un giocatore in cui identificarsi. Morrison potrebbe essere il profilo ideale. Per i più romantici è impossibile non paragonarlo ad un altro grande talento inglese che ha vestito la maglia della prima squadra della Capitale: Paul Gascoigne. Tra i due però, la sostanziale differenza è che “Gazza” è riuscito a dimostrare il proprio valore nel rettangolo di gioco. Ravel, a 23 anni, ha tutto il tempo per farlo. E’ impossibile pensare che leggende del calcio come Rio Ferdinand e Sir Alex Ferguson si sbagliassero sul suo conto ai tempi del Manchester. Il difensore qualche anno fa raccontò: “Un giorno il mister mi disse ‘vieni a dare un’occhiata a questo ragazzo’. Io e Rooney andammo a vedere una partita dell’Under 16 in corso. Pensammo che Morrison fosse il migliore mai visto, meglio di Giggs o chiunque altro”. Impressionante pensare che giocatori come Paul Pogba e Adam Januzaj, a quel tempo nelle giovanili dei Red Evilsvenivano oscurati dal laziale. Ora è arrivato il momento di mettere da parte i social network e le distrazioni per dimostrare chi è davvero Ravel Morrison. E’ arrivato il momento di prendersi la Lazio. Simone Inzaghi sembra credere molto in lui e avrà il duro compito di riuscire a far rigare dritto il genio ribelle. Sicuramente il nuovo numero 11 biancoceleste dovrà cambiare qualcosa, oppure a cambiare sarà per l’ennesima volta la sua squadra. In queste settimane l’ex West Ham sta lavorando duro ed è uno dei più in forma tra le file biancocelesti. I laziali incrociano le dita. Sperano di vederlo ancora a lungo a Formello ma soprattutto all’Olimpico, magari esultando e stropicciandosi gli occhi per i suoi gol…

 

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CdS | Festa Lazio, quinto posto per 55.000

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Un grande pubblico saluta i biancocelesti: campionato concluso davanti alla Roma.

Come riportato dal Corriere dello Sport, notte d’altri tempi con il popolo biancoceleste che torna a riempire l’Olimpico. Erano 55.000 i tifosi presenti per mandare un messaggio a Lotito: serve una Lazio ancora più ambiziosa nella prossima stagione.
Ieri partenza schock dei biancocelesti, il Verona segna con Simeone e Lasagna. Poi la rimonta: Cabral, Felipe e Pedro. Hongla acciuffa il pari.

Immobile è per la quarta volta re dei marcatori. Lo precede, nella storia della Serie A, solo Nordhal: nessun attaccante italiano era mai riuscito nell’impresa. Ha vinto Sarri, applaudito sotto la Curva Nord, perché bastava un pareggio per finire quinto e piazzarsi davanti alla Roma (terzo anno di fila per la società). La qualificazione in Europa League può essere la base per costruire un futuro radioso, a patto di accontentarlo sul mercato e magari ribaltando il destino attraverso la conferma di un top player come Milinkovic, forse al passo d’addio nella scia di Leiva, Strakosha, Luiz Felipe e probabilmente Acerbi.

 

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