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FOCUS – Peruzzi torna a casa: un ‘Angelo’ per la causa laziale

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Un digiuno di acquisti snervante spezzato solo qualche giorno fa dall’arrivo di Lukaku e Immobile, innumerevoli richieste di cessioni, lacune in vari reparti che ancora non vengono colmate, rapporto fra dirigenza e tifoseria sempre più incrinato e Inzaghi che spera in un decollo più intenso e concreto del mercato e nella permanenza dei big. E la Lazialità? Il buon Simone sì che la incarna e la sente propria. Ma gli altri? Sono pronti a dimostrare di saper onorare con il sangue e il sudore questa maglia e a rimanere nonostante le difficoltà? Solo a fine agosto potremo tirare le somme e stilare la lista dei coraggiosi. In tempi ancora non sospetti, ma comunque complessi finanziariamente, lui non fece le valigie alla ricerca di uno ingaggio più corposo, ma scelse di rimanere fedele ai colori del cielo e a quel popolo così severo quanto generoso che con lui fra i pali era  più sereno: la Lazio, dopotutto, era in buone mani.

Lui, Angelo Peruzzi, nonostante la crisi della società e la fuga di tanti campioni, ha continuato a credere in un certo progetto (di vita) e in un binomio di valori in cui sacrificio e perseveranza ne sono i componenti. Ecco, lui è un altro che di Lazialità ne sa qualcosa, l’ha vissuta per ben sette anni a 360 gradi. La sua avventura alla Lazio ha avuto inizio nel 2000 e si è conclusa sette anni dopo: era il 20 maggio 2007, un Lazio-Parma quando salutò per l’ultima volta la sua Curva. Ricordi indelebili e immagini che non hanno bisogno di descrizioni per i laziali. Ma il calcio è strano Beppe e, così, l’ex numero 1 biancoceleste a distanza di nove anni si ritrova a riabbracciare quel popolo che ha continuato a tenerlo nel cuore. Questa volta, però, senza guantoni, sarà un rapporto più ‘formale’. Peruzzi, infatti, andrà a ricoprire il ruolo di club manager: una figura che si pone a metà tra il dirigente sportivo e l’allenatore. 

Dunque, non può fare che bene a Inzaghi avere al proprio fianco un ex compagno di squadra, uno che parla la sua stessa lingua e sa esattamente a cosa si riferisce quando si parla di onorare la maglia. Dovrà fare da intermediario fra società e squadra e tra tifosi, sempre più arrabbiati e scontenti, e società. Non è un compito facile, è una sfida. Lui lo sa bene, Roma è una piazza difficile. E’ certo che un simbolo come lui all’interno della dirigenza laziale può portare una buona dose di speranza all’ambiente, il suo arrivo colmerebbe mancanze che ad oggi sono ben note. In Oceanomare Alessandro Baricco ricorda che ‘Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte’, forse il pretesto che Peruzzi si è portato dietro per tutti questi anni è proprio l’amore per la gente laziale, la necessità di ricongiungersi con essa.

 


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Lazio-Fiorentina, Provedel: “Importante la solidità dimostrata, dispiace non aver parato il gol”

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Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, il portiere della Lazio Ivan Porvedel ha commentato il pareggio maturato all’Olimpico contro la Fiorentina per 1-1.

Queste le sue parole:

La Fiorentina è una squadra forte, ha fatto una bella partita, è una squadra che ha molti punti in meno per quello che esprime, peccato non aver concretizzato qualche occasione per portare la vittoria a casa. L’hanno giocata a viso aperto, per me è importante la solidità dimostrata, cerco di fare sempre il mio meglio delle volte ci sono riuscito delle volte no, il percorso è di crescita. La Fiorentina pressava a uomo e  giocavano alti, per noi che giochiamo palla a terra il lavoro si è fatto più difficile per cercare di evitare i rischi, potevamo gestire qualche pallone, loro sono stati bravi. Dobbiamo fare  ancora meglio, per me la prestazione è positiva e la Fiorentina è stato un avversario molto difficile. Cambi? Io penso che gli ingressi siano stati positivi ma non dipende da chi entra, ma dallo spirito del collettivo. Mi dispiace non aver parato il gol”.

Queste le parole dell’estremo difensore in zona mista:

È stata una partita molto dura, loro sono una squadra forte, con molti punti in medo di quelli che meriterebbe secondo me. Sono venuti a fare una gara importante, peccato non essere riusciti ad allungare nuovamente le distanze, ma siamo stati solidi e questo è l’importante. Se le squadre ci lasciano gli spazi è più facile uscire, loro ci hanno pressato molto forte e gli spazi che hanno chiuso nella nostra area ce li hanno concessi più avanti. Per me la prestazione è da tenere, un punto da portare a casa anche se si poteva fare meglio. Lanci lunghi? Noi cerchiamo l’uscita da dietro, delle volte non si riesce e quindi se abbiamo gli spazi chiusi cerco la profondità“.

“Le proteste di Immobile per il recupero? Io non ho parlato con l’arbitro, per me sono cose che contano il giusto. Avrei preferito qualche minuto in più, però se hanno deciso così va bene. Guardando le occasioni in generale si poteva portare a casa la vittoria, non ci siamo riusciti. Poi per gli episodi finali è un punto guadagnato“.

Per me questa è un’esperienza molto positiva: ho avuto la fiducia della società che ha deciso di prendermi, io cerco solo di ripagarla nel quotidiano e in partita. In alcuni casi il mio contributo è stato sufficiente, in altri non sono riuscito ad essere perfetto. Penso faccia parte del percorso di crescita“.

Vedo il bicchiere mezzo pieno. Quello che forse ci era mancato nel tempo era la solidità. In alcuni casi, se non puoi vincere la partita non la devi perdere. Dopo prestazioni di un certo tipo non deve calare l’attenzione. Oggi non è successo. Bisogna dare anche merito agli avversari. Siamo in crescita“.

  


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