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Zoom Bastos – ‘Il figlio del Cuando’, alla Lazio per mantenere una promessa

enrico.delellis@libero.it'

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Non puoi raccogliere il miele, senza farti pungere dalle api” proverbio angolano terra dalle mille risorse nel cuore dell’Africa. Motto che Bartolomeu Jacinto Quissanga per tutti Bastos  (chiamato così dal cuginetto in onore di un cucciolo di Zebra che ogni tanto si affacciava dalle parti della loro casa in Luanda al quale è stato messo il nome di Bastos ) ha sempre cercato di fare suo: non può esserci vittoria senza sudore, non può esserci gioia senza mai prima aver conosciuto il sapore della sconfitta. Giocare sui campi di terra battuta sotto un sole rovente non è facile, soprattutto se per tirare due calci ad una palla devi lottare contro tutti: famiglia e mentalità nazionale, che per fortuna è cambiata nel corso degli anni. Con il suo fisico imponente, inizia a giocare a vent’anni nella squadra più importante del suo paese il Petro Atletico. Bastano pochi tocchi di palla ed uno spiccato senso della posizione per far esclamare ai dirigenti dell’allora club dell’angolano: “Questo ragazzo è il figlio del Cuando”, uno dei fiumi più importanti della nazione. Proprio sul Cuando, Bastos si allena ogni giorno con esercizi mirati per trasformare in un punto di forza la sua statura fisica, nella speranza un giorno di poter coronare il suo sogno: quello di giocare in Europa. Sogno che per le sue capacità arriva prima del previsto. Un osservatore del Rostov, club russo in tour in Africa si ferma a vedere la partita del Petro. Rimane impressionato dalle capacità fisiche del ragazzo e si mette subito in contatto con la propria dirigenza. Dopo alcuni filmati e schede di valutazione, il club russo decide di acquistare il giocatore per una cifra irrisoria. L’addio alla sua amata terra è straziante, ma un sogno deve essere vissuto, un bacio sulla fronte da parte della madre sull’uscio della porta e una promessa fatta al padre: “Un giorno ti ripagherò dei tuoi sacrifici”, e una raccomandazione al cuginetto sulla Zebra Bastos. L’ambientamento in Russia è impressionante, nonostante cultura e abitudini diverse da subito diventa uno dei giocatori più importanti della rosa e un titolare innamovibile. Nello scorso campionato viene premiato come miglior difensore e contribuisce a portare il club ai preliminari di Champions League. Il Tottenham lo segue da molto vicino e decide di comprarlo ma Pochettino non reputa il giocatore abbastanza pronto per solcare palcoscenici importanti come quello della Premier League, meglio virare su altri profili. All’improvviso nella vita calcistica del ragazzo piomba la Lazio, con il diesse Tare che preferisce le sue caratteristiche a quelle di Rodrigo Caio e decide di comprarlo. Visite e firma in gran segreto e subito arruolato per far parte della rosa. Sarà lui il titolare che affiancherà De Vrij nello scacchiere di Simone Inzaghi. Bastos è pronto ad ingannare lo scetticismo generale dei tifosi biancocelsti, le sfide non lo spaventano: il “Figlio del Cuando” è pronto a stupire tutti.

 


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Massimo Maestrelli e la Curva intitolata a papà Tommaso: “Chiamale se vuoi… Emozioni” | FOTO

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Oltre al successo della Lazio contro lo Spezia per 4-0, la giornata di ieri è entrata di diritto nella storia biancoceleste. Prima del match contro i liguri, è stata intitolata ufficialmente la Curva Sud a Tommaso Maestrelli, allenatore della Lazio vincitrice del primo Scudetto. Al taglio del nastro, oltre al Presidente della Lazio Claudio Lotito, era presente anche il figlio di Tommaso, Massimo Maestrelli, che ha ricevuto un targa commemorativa.

Questa mattina, lo stesso Massimo, ha ricordato la giornata di ieri attraverso Instagram. L’immagine pubblicata è accompagnata dal messaggio in ricordo di papà Tommaso: “E chiamale se vuoi… Emozioni, Babbo”.

 

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