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BentornatA – 2014/15, Esordio da incubo per Pioli a San Siro: il Milan si impone per 3-1

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Come quando due innamorati sono lontani, il tempo di ritrovarsi sembra non passare mai. Discorso analogo avviene ogni estate per gli appassionati di calcio. Tre lunghi mesi senza Serie A. Tre mesi di voci di mercato e sogni sotto l’ombrellone, di aspettative e speranze. Manca poco ormai, il campionato sta per riaprire i battenti, e in questa settimana che ci divide dal suo inizio, Laziopress.it vi accompagnerà ogni giorno raccontandovi l’esordio della Lazio nelle ultime sette stagioni. La macchina del tempo è pronta. Mettetevi comodi, si parte.

TRA IL MALCONTENTO GENERALE, STEFANO PIOLI E’ IL NUOVO ALLENATORE DELLA LAZIO. “Metteremo il massimo, il mio staff e io, per una prossima stagione altamente positiva. Siamo qui per fare cose importanti. Dobbiamo riportare la Lazio dove merita”- con queste parole il nuovo tecnico si presenta alla stampa e ai tifosi. Obiettivi che, agli occhi di molti, sembrano troppo ambiziosi, irraggiungibili. Parole scontate. Tra l’altro, si sa, il tifoso biancoceleste è tra i più difficile da conquistare, se non il più difficile. E Pioli, ora, lo sa bene. “La solita storia, allenatore mediocre e che costa poco: pure quest’anno, zero aspettative” – borbottanto i tifosi della sponda biancoceleste della capitale. Reja, subentrato a Petkovic, ha terminato la sua avventura in biancoceleste e Pioli sembra essere il giusto successore secondo il patron della Lazio. Ma i tifosi, ancora una volta, non sembrano sposare l’idea del presidente. Vogliono altro. Tuttavia, sappiamo tutti com’è andata a finire e quanto sia stata gratificante e superlativa quella stagione. Un colpo di scena che ha sorpreso tutti, laziali e non. Chi lo avrebbe mai immaginato che quell’uomo, tanto criticato alla vigilia del campionato, avrebbe fatto rivivere al popolo laziale delle emozioni così forti e indelebili? Stefano Pioli ha mantenuto la promessa pronunciata quel 12 giugno 2014: la Lazio ha concluso il campionato sul podio, una medaglia di bronzo strameritata. A detta di molti, il gioco dei biancocelesti in quella stagione è stato senza dubbio il bello e divertente.

KO PER I BIANCOCELESTI  A SAN SIRO: MANCA CATTIVERIA AGLI UOMINI DI PIOLI. 31 agosto 2014 la Lazio raggiunge Milano per sfidare i rossoneri guidati da Filippo Inzaghi. Si prospetta un esordio non certo facile per Stefano Pioli. La gara si trasforma fin da subito in un vero e proprio incubo senza via d’uscita. Dopo soli sette minuti Honda, su assist di El Shaarawy, irrompe in area di rigore e ipnotizza Berisha. La Lazio crea, manovra la gara ma non conclude. Gli manca il guizzo finale. Diego Lopez non ha dovuto compiere interventi per i primi 45 minuti di gioco. Il Milan congela il parziale, senza faticare più di tanto. Primo tempo che, al di là del gol, regala poche emozioni. Per Lazio il secondo tempo si apre con la ghiotta occasione per pareggiare i conti, ma viene clamorosamente sprecata da Candreva che si divora il rigore. Tagliavento concede il penalty dopo che Abate atterra in area il numero 87. Non è l’unico errore del romano: all’85 e al 90′ fallirà due gol praticamente fatti. Tuttavia, Candreva non è l’unico ad avere una giornataccia, Parolo al 56′ si fa sorprendere da Muntari che mette a segno la rete del 2-0. La partita sembra aver preso una brutta piega, la sensazione si conferma al 65′ quando Menez trasforma il rigore provocato ingenuamente da De Vrij. 3-0, dunque. Il gol che accorcia le distanze, ma non cambia l’esito finale, giunge solo due minuti dopo: Alex è sfortunato nel contrasto con Djordjevic e provoca l’autogol. Il match si chiude sul risultato di 3-1, Pioli avrà molto materiale su cui riflettere e intervenire. Ma ride bene chi ride ultimo e la Lazio quell’anno rise e di gusto anche: si piazzò, infatti, al terzo posto, conquistando alla grande i preliminari di Champions. La stagione del Milan, invece, si rivelò un vero e proprio disastro, concludendo il campionato con un misero decimo posto.

 


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Udinese, la stima di Beto verso Immobile: “È il migliore attaccante della Serie A”

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Sei gol in questa prima parte di Serie A, e un inizio di stagione più che sorprendente in classifica con la sua Udinese. Questo l’avvio stagionale di Beto, l’attaccante portoghese che con i suoi gol ha contribuito a portare ai primissimi posti della classifica l’Udinese, che nonostante l’inevitabile flessione, è attualmente a tre punti dal sesto posto, utile per la qualificazione in Conference League. L’attaccante bianconero è stato intervistato ai microfoni di The Italian Football Podcast, e tra le varie dichiarazioni spunta la grande ammirazione verso il capitano della Lazio Ciro Immobile: “È il miglior attaccante della Serie A”, sintomo di come l’attaccante partenopeo sia stimato e non poco anche dai suoi colleghi.

Foto Proietto


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