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Zauli: “L’assenza di Biglia peserà molto. Lazio favorita per domenica”

enrico.delellis@libero.it'

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Di seguito i lanci dell’intervista realizzata a Lamberto Zauli dalla trasmissione radiofonica “Laziali On Air”, in onda dalle 10 alle 13, dal lunedì al sabato, sugli 88.100 FM di Elleradio.

Fantasista capace di fare la fortuna di Vicenza, Bologna e Palermo tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio, Lamberto Zauli è intervenuto sugli 88.100 di Elleradio nella trasmissione “Laziali on Air” per parlare proprio della sfida che vedrà i felsinei impegnati all’Olimpico contro la Lazio, domenica prossima.

Lazio e Bologna hanno stupito partendo in campionato decisamente meglio rispetto alle previsioni della vigilia: “Sicuramente la Lazio ha sorpreso ancor di più del Bologna. I rossoblu hanno confermato l’assetto dell’anno scorso che ha conquistato una tranquilla salvezza con Donadoni, a sua volta confermato, ed è andato avanti nel segno della continuità da parte di quella che è la nuova proprietà del club. Nella Lazio invece il gruppo si è stretto attorno ad Inzaghi, che inizialmente sembrava un ripiego, ma che invece ha fatto vedere qualità che forse non si immaginavano ad inizio stagione”.

Il centrocampo della Lazio è sotto la luce dei riflettori: “L’infortunio di Biglia ha tolto per il momento un vero top player all’impianto di squadra. C’è comunque un grande giocatore come Parolo, ma anche la presenza di De Vrij in difesa e il rientro di Keita in attacco hanno permesso alla squadra di compiere un bel salto di qualità”.

Su Simone Inzaghi e la gestione del caso Keita: “Al momento non conosco i veri motivi che hanno portato alla discussione con Keita. Sicuramente il ragazzo è stato escluso per il bene del gruppo, poi quando è rientrato ha saputo riconquistare la stima di tutti ed i risultati sono alla luce del sole. La gestione da parte dell’allenatore di questo momento di tensione mi è sembrata, alla fine di tutto, adeguata”.

In Italia non si offre più la dovuta attenzione all’Europa League. Le squadre italiane potranno ben figurare quest’anno? “Snobbare l’Europa mi sembra un discorso assurdo. Ci sono le squadre di primissimo piano che normalmente puntano alla Champions, ma ci sono tante realtà che dopo aver fatto di tutto per arrivare in Europa League si abbandonano a dei turn over che tolgono ogni ambizione per arrivare in fondo alla competizione. L’Europa League sarebbe un’ottima occasione anche per mettere in luce talenti, invece si snobba la competizione per concentrarsi sul campionato… e rientrare in Europa l’anno successivo. E’ abbastanza assurdo”.

Che impressione ha destato la Nazionale durante questa pausa? “E’ presto per dare un giudizio su Ventura. Sicuramente l’utilizzo di Belotti ed Immobile ha aumentato la qualità offensiva, ha portato una freschezza che era mancata contro la Spagna, anche perché l’allenatore li conosce bene e sa come valorizzarli. Non essendoci più grandi talenti tra gli azzurri la squadra va costruita con grande generosità e i due attaccanti hanno queste caratteristiche”.

La figura del classico trequartista sta quasi sparendo. Da ex interprete di questo ruolo, che evoluzione sta prendendo il calcio in questo senso? “Spesso dipende anche dai moduli che vanno per la maggiore. Nel 4-3-3 o nel 3-5-2 è difficile trovare posto al trequartista classico. Nella Lazio Keita o Felipe Anderson potrebbero fare il dieci classico, ma l’interpretazione dei giocatori di fantasia ora va verso direzioni differenti. Tatticamente si preferisce far giocare sulle corsie esterne i giocatori che sanno saltare bene l’uomo, piuttosto che farli svariare a tutto campo”.

La Serie A ripartirà nel weekend. La caccia alla Juventus ripartirà, ma il campionato riuscirà ad essere interessante fino alla fine su tutti i fronti? “Sicuramente tutti gli allenatori proveranno ad ottenere il massimo, ma al momento la Juventus fa impressione anche quando va piano, come è successo a Palermo poche settimane fa. Non credo che i bianconeri possano perdere tanti punti in questo campionato, la lotta più interessante ci sarà per la Champions League e in generale per un posto in Europa”.

Le difficoltà finanziarie del calcio italiano continuano. Zamparini in questi giorni ha messo in luce le difficoltà del Palermo che avrebbe bisogno di un’iniezione di capitali. “I modelli da inseguire sono quelli della Premier League e della Bundesliga, in cui il prodotto da vendere non è l’appeal del singolo club, ma quello di tutto il campionato, il che permette di dividere maggiori introiti fra tutte le squadre. Quando giocavo io il Palermo di Zamparini era una realtà ad un passo dalla Champions e che spesso raggiungeva l’Europa League. E’ chiaro che adesso il Palermo ha bisogno di nuovi investitori per tornare a quei livelli, ma per arrivare a questo è il prodotto Serie A che deve essere valorizzato in generale. Finché questo non avverrà il gap tra l’Italia e i campionati top in Europa aumenterà sempre di più”.

Anche andare allo stadio sta diventando sempre più complicato e le persone, come avviene all’Olimpico a Roma, si allontanano sempre di più dagli impianti: “In Italia si parla molto delle televisioni, ma in Inghilterra la Premier League è il campionato più televisivo del mondo eppure gli stadi sono sempre pieni. In Italia basta pochissimo per abbandonare lo stadio, a volte si reagisce eccessivamente male a restrizioni che sono pensate anche per la sicurezza collettiva. Vedere l’Olimpico vuoto fa male, quando fino a quindici anni fa si vedevano spesso ottantamila spettatori. In Inghilterra i prezzi sono alti, le famiglie possono avere difficoltà, ma gli stadi sono pieni anche perché gli impianti sono stati pensati per far godere il pubblico di un autentico spettacolo. In molti stadi italiani manca addirittura la copertura”.

 


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ESCLUSIVA | Lazio-Fiorentina, il doppio ex Calisti: “Se la mentalità sarà la stessa vista contro il Milan, non ci sarà partita. Difficile trovare un giocatore non in forma”

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A pochi giorni di distanza dallo splendido successo ottenuto in casa contro il Milan per 4-0, la Lazio si prepara ad affrontare un’altra sfida insidiosa. Domenica allo Stadio Olimpico alle ore 18:00, ci sarà la Fiorentina, squadra reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro la Roma in trasferta e il Torino in casa. I viola di Italiano avranno dunque voglia di riscatto e cercheranno di tornare al successo contro i biancocelesti che, dal canto loro, godono di un grande momento di forma dopo la vittoria contro i Campioni d’Italia. Per la squadra di Sarri però, sarà importante non prendere questa partita sottogamba, affrontandola sull’onda dell’entusiasmo. In occasione di questo importante incontro, ai microfoni di LazioPress.it è intervenuto il doppio ex di Lazio e Fiorentina Ernesto Calisti.

 

Come commenti la splendida vittoria contro il Milan?

“Facile commentare un partita del genere. È stato un bellissimo match al di là della fede laziale, un bello spot per il calcio. La Lazio è stata fantastica, forse la sua miglior partita degli ultimi 10 anni. Ha dominato in lungo e in largo un avversario che di certo vive una situazione di difficoltà, ma si è fatto caso più alla non forma del Milan che alla grandissima prestazione dei biancocelesti. C’è stata tanta e troppa Lazio per il Milan, questa è la realtà, al di là del momento dei rossoneri. Ho visto molto bene Hysaj, che nelle ultime 2/3 partite ha ritrovato la condizione ma come anche Marusic e il resto dei compagni. Paradossalmente la Lazio con Felipe Anderson lì davanti fa anche meglio. Immobile sicuramente è molto più bravo ad attaccare la profondità, sappiamo le sua qualità e quanto sia indispensabile per questa squadra, ma nel fraseggio il brasiliano ha sicuramente qualcosa in più. Speriamo comunque che Ciro possa ritornare il prima possibile, anche per far respirare Anderson che gioca praticamente sempre. È chiaro che con un Felipe così non serve affrettare i tempi di recupero, l’importante è che il capitano recuperi bene.”

In questa stagione si è vista una Lazio alternare grandissime prestazioni ad altre poco convincenti. Come ti spieghi questi alti e bassi della squadra di Sarri?

“Si tratta di cali di tensione a livello mentale, altrimenti è impossibile darsi una spiegazione. La Lazio è una squadra forte sopratutto nei titolari che può vincere con tutti, lo abbiamo visto contro Roma, Inter, Milan, Atalanta, Fiorentina. Poi quando si specchia troppo e pensa di aver già chiuso le partite va in difficoltà. Secondo me però, i primi segnali positivi di vera ripresa si erano già visti con il Bologna in Coppa Italia. Una partita giocata con attenzione, determinazione e molta pressione sull’avversario nonostante non fosse una sfida di cartello. Speriamo che ora questa squadra abbia imboccato la strada giusta e che non molli più niente. La Lazio in classifica è lì, tralasciando i punti persi con Empoli e Lecce, e se la deve giocare. L’importate è aver imparato la lezione e che Immobile venga recuperato. È chiaro che dalla Società ci si aspetta una mano se è possibile, Sarri sta facendo benissimo in quanto ha rigenerato alcuni giocatori messi un pò in disparte.”

A tuo giudizio, chi è attualmente il giocatore più in forma della Lazio?

“Difficile trovarne uno non in forma. Dietro stanno giocando tutti molto bene, come ho detto Hysaj è quello che mi ha sorpreso di più. In passato le sue prestazioni sono state spesso criticate, ora invece lo vedo davvero in piena forma ma come anche Marusic. Continua a saltarmi poi agli occhi l’utilità di Luis Alberto a centrocampo, o quella di Zaccagni in attacco. Stanno tutti molto bene, anche se mi aspetto ancora di più da Milinkovic che piano piano sta ritrovando anche lui la condizione.”

Domenica arriverà la Fiorentina all’Olimpico, che partita ti aspetti?

“Mi aspetto una gara difficile, molto dipenderà dalla Lazio. Se parte con la stessa mentalità vista contro il Milan non ci sarà partita. La Fiorentina comunque, anche se non sta vivendo un periodo felice, è una buona squadra con buone individualità: da Ikone a Bonaventura fino a Kouamé. I biancocelesti dovranno dunque stare attenti e non sottovalutare questo match, è troppo importante fare risultato pieno per la Lazio.”

Da ex difensore, come giudichi le prestazioni della coppia Casale-Romagnoli? 

“Molto bene anche loro. Grande intesa tra i due che tengono bene la linea difensiva, così come gli esterni. Casale a me piace tantissimo, un difensore se vogliamo vecchio stampo: poche chiacchiere, tanta sostanza. È molto difficile da saltare in uno contro uno, fortissimo sulle palle aeree, bravo nei contrasti, sempre attento e concentrato. Romagnoli non lo scopriamo sicuramente adesso, le sue qualità sono indiscusse.”

Il grande successo contro il Milan lancia i biancocelesti al terzo posto, pensi che la Lazio possa riuscire a mantenere questa zona di classifica fino a fine stagione?

“Secondo me si, ma dipende tutto da loro. A livello di rosa alcune squadre sono più attrezzate. La Juventus è quasi tagliata fuori dalle pretendenti, vedremo poi come andrà a finire, ma le restanti Inter, Napoli e Milan hanno sicuramente qualcosa in più della Lazio. Bisogna sperare che nessuno dei giocatori importanti si faccia male, per questo dico che la Società dovrebbe dare una mano a Sarri. Preservare tutti sarebbe un miracolo, anche perché i biancocelesti ora come ora sono un bel vedere.” 

A pochi giorni dalla fine del mercato, c’è qualcosa che sistemeresti nella rosa della Lazio?

“Serve innanzitutto un vice Immobile. Tralasciando le ottime prestazioni da punta di Felipe Anderson, ma il brasiliano serve anche e sopratutto sulla catena di destra. Quella fascia con lui, Lazzari e Milinkovic funziona benissimo e il loro fraseggio avviene quasi a memoria ormai e mette in difficoltà chiunque. Pedro sta facendo bene al suo posto, è un fuoriclasse, ma non ha la stessa età del brasiliano che può dare tanto anche in fase difensiva. Poi, se dovesse arrivate anche un terzino sinistro non sarebbe male, due nuovi innesti servirebbero eccome.”

 


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