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ESCLUSIVA / Vergassola: “Inzaghi ha idee innovative! Vi racconto il primo Immobile”

enrico.delellis@libero.it'

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Dopo i due punti persi in casa contro il Bologna, la Lazio domenica sarà impegnata all’Olimpico di Torino contro la squadra granata per una sfida d’alta quota. In esclusiva la redazione di LazioPress.it ha contattato l’ex centrocampista Simone Vergassola, che ha vestito la maglia piemontese dal 2001 al 2004. Con lui abbiamo parlato dell’incontro di domenica, ma anche di molte curiosità relative al mondo biancoceleste.

Entrambe le squadre stanno vivendo un momento d’oro. Secondo te è la sdifa tra le due rivelazioni di questo inizio di campionato?

Sono sicuramente insieme al Chievo le sorprese di questo inizio di campionato. Stanno avendo dei risultati da top club. Nessuno si aspettava da queste due squadre una partenza così forte. La Lazio domenica contro il Bologna è stata sfortunata, meritava di vincere e per sua fortuna ha pareggiato con Immobile all’ultimo secondo. Il Torino sta facendo grandi cose, ha battutto il Palermo che veniva da buoni risultati. Mi aspetto una bella partita con tante occasioni da gol”.

Sarà anche la sfida tra due tridenti molto prolifici. Quale dei due secondo te è quello più completo?

“Sono due grandi attacchi, con caratteristiche molto offensive. Conosco bene Immobile perchè da ragazzino è venuto a Siena in prestito dalla Juventus. Già si vedevano le sue doti fisiche e tecniche, tutti noi sapevamo che sarebbe emerso nel calcio che conta. Al suo fianco ci sono giocatori importanti come Keita e Anderson che abbinano qualità, duttilità tattica e imprevidibilità. Il Toro può contare su un centravanti come Belotti che insieme ad Immobile può diventare un punto di riferimento del calcio italiano. Iago Falquè personalmente mi piace tanto, fa sempre la giocata giusta al momento giusto. Come detto precedentemente mi aspetto un grande spettacolo domenica”.

Questa sfida di alta quota può rappresentare una rivincita per gli allenatori?

“Sotto un certo punto di vista sì. Sinceramente non capivo perchè la Lazio non aveva scelto di riconfermare Inzaghi, al termine della scorsa stagione, per portare a Roma un allenatore di grande spessore, ma che sarebbe stato una grossa incognita. L’attuale mister ha dimostrato già sul finale dello scorso campionato di essere pronto per allenare una piazza così importante ed esigente. Poi il suo attaccamento alla maglia laziale è nota. Sono contento per lui è un allenatore giovane e sono sicuro che farà grandi cose in futuro. Mihajlović al Milan secondo me non ha fatto così male, in un momento delicato per le note vicende presidenziali. Sono due ottimi allenatori che hanno idee innovative”.

Da ex centrocampista come valuti due giovani come Milinkovic e Cataldi?

“Sono due giocatori importanti nonostante la loro giovane età. Milinkovic è un centrocampista che abbina molta qualità ad una grande quantità ed è raro vedere un giocatore nel calcio moderno con queste doti. Cataldi mi piace molto, si vede che ha moltissima qualità. Poi mi sembra un ragazzo anche molto intelligente, a posto con la testa. Cerca sempre la palla dai compagni, questo denota una grande personalità. Di fronte a lui c’è un top player come Biglia, che può sfruttare come esempio per diventare un calciatore ancora più completo“.

Inzaghi in questa stagione ha cambiato spesso modulo in base alle caratteristiche della squadra avversaria. Credi che possa succedere anche con il Torino?

“Quando giochi contro un attacco a tre, credo che sia più opportuno schierarsi con una difesa a quattro, perciò credo che possa riproporre il 4-3-3. A questi livelli ogni allenatore può preparare ogni partita diversa come interpretazione da quella precedente, così come i giocatori possono adattarsi ad ogni soluzione anche a partita in corsa. Inzaghi è un tecnico preparato e sono sicuro che contro il Torino metterà una squadra impostata per vincere la gara”.

Da giocatore hai incontrato molte volte la Lazio. C’è qualche ricordo al quale sei più legato?

“Affrontare una squadra così importante è sempre stato un piacere. Giocare in uno stadio come l’Olimpico, davanti ad un tifo molto caldo è una sensazione indescrivibile. Mi ricordo il passaggio di Mancini ed Eriksson quando dalla Samp passarono alla Lazio per vincere lo scudetto, in quegli anni facevo parte della rosa blucerchiata. Il ricordo più bello è la salvezza con il Siena quando affrontammo i biancocelesti nell’ultima gara di campionato”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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