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Perea: “A Roma ho lasciato tanti amici. Ma alla Lazio non giocavo”

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Un colombiano con la nostalgia di Roma. Questa è la storia di Brayan Perea, ex Lazio. El Coco, attualmente in forza al Lugo, si racconta ai microfoni di Gianlucadimarzio.com: “A Roma ho lasciato tanti amici. Keita e Felipe Anderson sono come fratelli. Klose? Era unico, un leader silenzioso. Parlava poco, ma quando parlava tutti lo ascoltavano. Ti diceva cosa fare, come muoverti. Invogliava la squadra a migliorare, un referente. Il primo anno in Italia mi hanno aiutato molto. Segnai in tutte le competizioni. Il più bello dei miei 5 gol? Quello al Parma, al 90′. Un’emozione incredibile. Poi, a causa degli infortuni non sono riuscito ad esprimermi. Certo, ho sbagliato qualcosa anche io. Ma io sarei voluto restare alla Lazio”. 

Ora con il Lugo le cose fanno abbastanza bene: “Siamo secondi a 17 punti dietro il  Levante, che ne ha 23. Qui mi sento a mio agio. L’anno scorso al Troyes è andato male. Potessi tornare indietro non andrei in Francia. C’erano alcuni problemi, qualche casino, tante situazioni che non andavano bene. Io ero in prestito secco, ad un certo punto hanno deciso di non farmi giocare più. Alla prima partita da titolare ho segnato, contro il Lille in Coppa di Lega”. Perea in carriera si è tolto anche qualche piccola soddisfazione: “Ho giocato contro Tiago Silva, è fortissimo. Come Ibrahimovic, Cavani…Tare mi definì il nuovo Edinson, mi ha fatto piacere. Ma se non gioco come posso dimostrarlo? Quando firmai ero contentissimo. Arrivai in una squadra forte, storica, internazionale. Volevo dimostrare di essere all’altezza. Sono andato in prestito a Perugia, poi sono tornato e non ho più giocato. Voglio dimostrare che posso giocare in Serie A. Se la Lazio mi avesse dato la possibilità di giocare avrei potuto far bene, ma non è andata così. Deluso? E’ normale, non giocavo…”. Una piccola stilettate. E tanta voglia di rivincita.

  


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Piscedda: “Nessun concetto di gioco è utile se non finalizzi. Sarri deve saper trovare soluzioni nei momenti di difficoltà”

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Intervenuto ai microfoni di Radiosei, l’ex biancocleeste Massimo Piscedda ha commentato la sfida di Coppa Italia persa ieri sera dalla Lazio per 1-0 contro la Juventus.

Queste le sue parole:

Dalla Juventus mi aspetto questo tipo di gara, dalla Lazio meno. Non ho mai capito cosa davvero volesse fare, non ho capito che indirizzo volesse dare alla prestazione. E’ andata sull’onda della Juventus che ha portato la gara dove voleva. Mi aspettavo qualcosa in più dal punto di vista del temperamento. Nessun concetto di gioco è utile se non finalizzi, ieri c’è stato da parte della Lazio un palleggio sterile. Le gare vanno interpretate, la squadra di Sarri doveva cercare di far uscire la Juve cercando poi profondità. Alcuni giocatori della Lazio non sono più abituati ad essere marcati, penso per esempio a Luis Alberto ed allo stesso Milinkovic. Un allenatore si differenzia da un altro tecnico dalle soluzioni che riesce a trovare nei momenti di difficoltà“.

  


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