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FOCUS – Altro che Luis Alberto e Leitner. Da Lombardi a Murgia, ecco i ragazzi di Inzaghi. E Rossi…

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Emozioni vere, niente di programmato. Il bello del calcio, dello sport. Anni di sacrifici, senza mai mollare. Una storia da raccontare, magari più avanti. C’è ancora molto da scrivere nella carriera di Alessandro Murgia, protagonista del pomeriggio agrodolce di Torino. Primo gol in Serie A e prestazione di livello, macchiata (in parte) dal pareggio di Ljalic allo scadere. Classe 96′, alla seconda presenza nel calco dei grandi sfrutta alla grande l’occasione datagli da Inzaghi. “Non sto regalando nulla a nessuno, Murgia ha meritato lo spazio che si sta prendendo”. Parole che suonano da monito per i nuovi arrivati, in particolare Leitner e Luis Alberto.

NIENTE REGALI – “Sono arrivati da poco e devono imparare la lingua come primo aspetto. In allenamento si impegnano al massimo. Luis Alberto ha giocato con il Bologna e mi aspettavo qualcosa di più. Leitner invece avrà la sua occasione”. Chiaro Inzaghi, qui niente è dovuto. Chi merita gioca. Arrivati tra lo stupore generale in estate, sia lo spagnolo che il tedesco non si sono ancora calati nel calcio italiano. L’impegno è massimo assicura il mister. L’ex Liverpool ha “sprecato” la sua chance nello spezzone di gara con il Bologna, mentre il tedesco aspetta la sua occasione, finora solo l’esordio con la maglia biancoceleste a Udine negli ultimi minuti. Due acquisti voluti dalla società, due giovani di talento con tanto ancora da capire e da migliorare. Il tempo c’è ma bisogna accelerare i tempi. Le gerarchie nelle testa di Inzaghi iniziano a cambiare. Chiedere anche a Kishna.

I “SUOI” RAGAZZI – Lombardi prima, poi Murgia e Prce, anche lui ieri all’esordio in A. Una Lazio mai così giovane, tanti gli under 23 ieri in campo (otto dopo le tre sostituzioni). Lombardi è stata la prima “vittoria” di Inzaghi. Subito titolare a Bergamo, facilitato anche dalle assenze. Gol, corsa, personalità. Sempre al servizio della squadra. Promosso a pieni voti. Tornano i titolari. “E quando lo rivediamo più a sto pischello”, si mormorava. Ma Inzaghi non guarda il curriculum, l’età, le gerarchie o il mercato. Nuovamente in campo seppur nel finale con il Pescara e con l’Udinese (al Friuli va vicino al gol prendendo il palo). Altro caso. Marchetti out, gioca Vargic? Macchè. Spazio a Strakosha, a Milano contro il Milan la sua prima con la Lazio. Ieri è stata la giornata di Murgia. Prima Hart gli nega la gioia del gol su una conclusione ravvicinata, ma non può nulla sull’imperioso stacco di testa sul cross preciso di Felipe Anderson. Nel finale spazio per Prce, altro segnale di come la Primavera biancoceleste sia meritevole di più considerazione. Ma Inzaghi lo sa, i “suoi” ragazzi hanno la testa sulle spalle e voglia di emergere.

BOMBER ROSSI – 12 gol in 8 partite con la Primavera, un lusso per la categoria. Rossi dipendenza? Forse, i numeri e le prestazioni stanno li ad evidenziarlo, nonostante tra le mura di Formello e a mister Bonatti questa etichetta (giustamente) non piace. La Lazio Primavera sta facendo bene, ben oltre le aspettative di inizio stagione. Secondo posto a meno tre dalla vetta. Non solo Rossi quindi. Ma il classe 97′ è pronto per raggiungere i suoi ex compagni in prima squadra? “Ha tutto per diventare un grande calciatore. Ognuno deve fare le proprie tappe, ora sta facendo bene. Deve proseguire il suo percorso e non bisogna caricarlo di pressioni. Deve fare bene in Primavera poi, a seconda delle emergenze o della sua crescita, avrà delle chance. Sa che avrà possibilità, le parole di Inzaghi nella conferenza pre Torino. La Lazio dei giovani, la bella gioventù che avanza. Rossi il prossimo ad esordire? Forse. Una certezza? Inzaghi. La Lazio che sta nascendo convince sempre di più.

  


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Juventus, Allegri: “Il rapporto di amicizia con Agnelli non finirà con il termine della sua presidenza”

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Il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri ha parlato della situazione che tanto continua a far discutere in casa bianconera, legata alla scissione del Cda della Società. Il Presidente Agnelli, Pavel Nedved e Arrivabene hanno infatti lasciato il Club bella serata di ieri .

Di seguito le parole di Allegri:

“È sempre molto positivo sentire la vicinanza degli azionisti e quindi ringrazio John Elkann per queste parole. In questi anni di lavoro, passione e vittorie, ho sempre potuto contare sul sostegno di Andrea Agnelli, al quale mi lega un rapporto di amicizia, che non si interromperà con la fine della sua presidenza. Sono figure di riferimento per il mondo bianconero che deve rimanere concentrato sul lavoro quotidiano in campo per ottenere i risultati che tutti vogliamo”. 


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