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LazioPress Racconta / Pres. club Isernia: “E’ un vanto tifare Lazio invece delle grandi del nord. Manzini è la nostra bandiera”

enrico.delellis@libero.it'

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Essere tifoso della Lazio vuol dire amare, soffrire, gioire, prendere tanti schiaffi in faccia, ma rialzarsi sempre, anche quando tutti ti danno per finito o battuto. Quel non mollare mai che ha caratterizzato un popolo che nonostante tutto è ancora in piedi a lottare “contro” i vicini di casa rumorosi e non solo. Nasce così una nuova rubrica su LazioPress.it, mirata a mettere sempre più al centro il tifoso. Abbiamo cominciato andando fuori dalla città eterna per arrivare in Molise. Parliamo del Lazio Club Maurizio Manzini di Isernia, fondato da Augusto De Santis, insieme ad altri nove tifosi biancocelesti, che adesso conta oltre settanta membri. “Tifare la Lazio vuol dire rappresentare un ideale. Non siamo come gli altri, noi siamo unici“. Esordisce così al telefono il presidente, con la voce piena di lazialità ed un pizzico di emozione: “Sono diventato tifoso grazie a mio padre, nato in un paesino vicino Roma. Mi ha trasmesso subito l’amore per questi colori e, nonostante qui tutti tifano Juventus, Milan o Inter, sono stato sempre fedele a questo ideale. Così un anno fa insieme ad altri ragazzi abbiamo deciso di fondare il Lazio Club Maurizio Manzini. Un giorno molto particolare per me”. I club generalmente sono dedicati a un calciatore e invece Augusto ha preferito optare per un personaggio diverso. Uno che non ha calcato il manto verde ma ha i colori biancocelesti nel suo DNA da decenni. “Maurizio Manzini è la nostra vera bandiera, sono tantissimi anni che è nella Lazio. I giocatori sono sempre passati, ma lui no. Abbiamo bisogno di riconoscerci in qualcuno, soprattutto noi che viviamo fuori da Roma. Lui è la persona giusta”. Tante sono le gioie e le delusioni vissute da Augusto, la partita indimenticabile non poteva che essere lei: il derby del 26 maggio: “Quel giorno ho vissuto un dramma interiore. Vivo alcune partite con un ansia atroce e quella finale mi ha messo duramente alla prova. Al gol di Lulic non ho capito più niente. Non credo di poter mai più rivivere in vita mia un’emozione così forte“. Scorre velocemente la pellicola dei ricordi fino all’attualità. Il presente si chiama Simone Inzaghi. “Uno di noi, laziale vero. Menomale che non è arrivato Bielsa“. Dalla panchina al campo con il reparto avanzato Felipe-Immobile-Keita che sta incantando i tifosi: “Il tridente più forte degli ultimi dieci anni”. Vederli dal vivo però non è sempre semplice. Duecento chilometri distanziano Isernia dallo stadio Olimpico, praticamente una trasferta per loro. Oltre alla lontananza va tenuto conto anche delle attività professionali  da portare avanti, ma non manca mai qualche “scappata” allo stadio. L’ultima per Lazio-Sassuolo del 30 ottobre scorso. “Dobbiamo ringraziare la società per averci permesso di venire allo stadio in distinti sud. Con noi sono venuti anche degli ospiti: un gruppo di immigrati arrivati ad Isernia ad agosto“. Infine Augusto lancia un appello: “Essere della Lazio e non poterla vivere quotidianamente è una cosa brutta. Mi auguro che il tifoso torni allo stadio, perchè questa squadra e il mister lo meritano. Non potendo venire sempre a Roma non possiamo far altro che strillare davanti alla televisione“. Dannata distanza direbbe qualcuno, ma ancora una volta questo popolo dimostra di essere unito, nonostante i chilometri e gli ostacoli che la vita mette sul proprio cammino. E il Lazio Club Maurizio Manzini è la prova di tutto questo.

 


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Serie A, ufficiale: dal 4 gennaio verrà introdotto il fuorigioco automatico

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Intervenuto su Rai Italia, il Presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini ha annunciato che dal 4 gennaio verrà introdotto nel campionato italiano il fuorigioco automatico.

Queste le sue parole:

Siamo pronti ad applicare, anche in Italia come al Mondiale, il fuorigioco semiautomatico gia’ dalla ripresa del campionato il prossimo 4 gennaio”.

“Dopo la mancata qualificazione dell’ Italia al mondiale come Lega abbiamo sentito il dovere di esaminare lo stato dell’arte e proporre delle riforme che attraversano tutti gli ambiti: dal settore sportivo – per esempio migliorare la var, migliorare i tempi effettivi – alla valorizzazione dei giovani, elemento qualificante della riforma”.  


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