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LazioPress Racconta / Accademia Manfredonia: “Rappresentare la Lazio è una gioia indescrivibile, soprattutto per i bambini”

enrico.delellis@libero.it'

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Essere tifoso della Lazio vuol dire amare, soffrire, gioire, prendere tanti schiaffi in faccia, ma rialzarsi sempre, anche quando tutti ti danno per finito o battuto. Quel non mollare mai che ha caratterizzato un popolo che nonostante tutto è ancora in piedi a lottare “contro” dei vicini di casa rumorosi. Nasce così una nuova rubrica su LazioPress.it, mirata a mettere sempre più al centro il tifoso. Oggi racconteremo la storia dell’Accademia Manfredonia, in provincia di Foggia, affiliata con la S.s Lazio. Altro viaggio nella lazialità, questa volta distante duecentottanta chilometri. Il vicepresidente Raffaele Collicelli ci porta alla scoperta del suo mondo: “L’affiliazione con i biancocelesti nasce due anni fa, quando all’epoca il Settore Giovanile era in mano al Generale Coletta. Per noi è stato motivo di orgoglio essere chiamati a rappresentare sul territorio una delle squadre più importanti del calcio mondiale, anche perchè qui in Puglia, specialmente nelle nostre zone, c’è una grossa rappresentanza di tifosi biancocelesti”. La distanza è molta ma, nonostante questo, la struttura capitolina non ha mai lasciato sola questa realtà: “Ci tengo a dire, che ci sentiamo parte integrante del progetto, molte volte i tecnici da Roma, con Joop Lensen, sono venuti a toccare con mano la nostra realtà. Ogni volta sono rimasti molto contenti di come lavoriamo con i ragazzi: Piccoli Amici, Pulcini, Allievi. Il nostro accordo sulla carta dovrebbe finire a Dicembre. Mi auguro che la collaborazione possa continuare per molti anni, portare il simbolo Lazio, per la Puglia e non solo è una gioia indescrivibile, soprattutto per i bambini”. Molti i tifosi che hanno la fede biancoceleste, come nel caso di Giampiero Schiavone (Segretario) e Giovanni Caratù (Allenatore dei Piccoli Amici e Pulcini), entrambi nati sul posto ma innamorati follemente di Immobile e compagni: “Ho deciso di sposare la fede biancoceleste grazie al mio idolo da bambino, Giuseppe Signori“- dichiara Giampiero. Altre le cuorisità rivelate ai nostri microfoni: “Essere tifosi della Lazio, vuol dire andare oltre al calcio. Siamo un popolo unito da Nord a Sud, non siamo come le altre tifoserie. Non è facile vivere distanti da questi colori, che mi hanno regalato gioie, momenti brutti, ma nonostante tutto ogni giorno mi innamoro sempre di più. Il mio primo trofeo festeggiato è stata la Coppa Italia nel 1998 contro il Milan. Il destino volle che quel giorno fossi in gita a Roma con la scuola. Mi ricordo i festeggiamenti e Roma tutta colorata di biancoceleste, solo il 26 maggio mi ha regalato un’emozione ancora più grande”. Anche per Giovanni la finale vinta con la Roma vale più di qualsiasi altra cosa: “Di quella partita ricordo tutto, ogni singolo gesto, ancora oggi solo al pensiero mi sento nuovamente male. Sono diventato tifoso grazie a mio padre, originario di un paese vicino Roma. Da allenatore cerco di insegnare ai miei bambini i valori dello sport: il rispetto, l’educazione e l’amore per questo gioco. Il nostro sogno più grande è dare un giocatore al circuito biancoceleste, sarebbe il coronamento di un percorso fatto di tanti sacrifici, ma anche molte soddisfazione”. Non può mancare una domanda sulle prestazioni della Lazio in questa stagion, sia Giampiero che Giovanni hanno risposto in coro: “Inzaghi ha riportato entusiasmo e il concetto di lazialità dentro lo spogliatoio. Siamo fiduciosi per questo campionato, con Immobile-Anderson-Keita, possiamo andare lontano senza dimenticarci di Bastos e de Vrij. Speriamo di tornare presto allo stadio, come fatto in occasione di Lazio-Sassuolo, dove insieme ai bambini abbiamo occupato un bello spicchio di Distinti Sud Est“. Storie di Lazio, d’amore. Lontane, ma vicine allo stesso tempo con il cuore e la testa. Come scritto da Roger de Bussy-Rabutin, poeta e scrittore francese del seicento: “La lontananza fa all’amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande“.

 


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Marchetti al veleno contro Blessin: “Avete preso in giro i genoani, ora che sei finalmente a casa impara da Davide Nicola” – FOTO

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La breve avventura di Alexander Blessin sulla panchina del Genoa è terminata. L’allenatore tedesco era arrivato lo scorso anno con il duro compito di salvare il Grifone, ma non c’è riuscito e dunque i rossoblù sono retrocessi in Serie B. Qui è stato esonerato anch’egli e al suo posto è arrivato Alberto Gilardino. Federico Marchetti, ex Lazio ma anche ex Genoa, nella giornata di oggi ha lasciato un commento velenoso su Instagram sotto una foto dell’ex allenatore genoano:

“Sei l’allenatore più povero, falso e presuntuoso che abbia avuto nella mia lunga carriera. Avete preso in giro tutti i genoani dal giorno 1, avete relegato una squadra che si sarebbe potuta salvare con le vostre ridicole idee calcistiche. Ora che sei finalmente a casa, fatti un bagno di umiltà e vedi Davide Nicola e cerca di imparare da lui come gestire un gruppo per ottenere risultati in campo, non i canti dei tifosi come hai fatto tu!!! In bocca al lupo Forza Genoa”

Ecco il post dell’allenatore dove è stato lasciato il commento dal portiere.

 

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Un post condiviso da Alexander Blessin (@alexanderblessin)

 


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