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Tmw | Meglio del Pioli da Champions. Simone Inzaghi, la sorpresa più bella

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La normalità portata da Simone Inzaghi alla Lazio è quella della gioia del momento. Della spensieratezza. L’allenatore biancoceleste ha ritrovato Balde Keita Diao, ha portato alla maturazione Felipe Anderson, ha rilanciato Ciro Immobile. Fattori che portano il tecnico che era a un passo dalla Salernitana, scelto dopo il caso-caos Marcelo Bielsa, ad avere numeri addirittura superiori a quelli della prima Lazio di Stefano Pioli. 25 punti, dopo tredici giornate, contro i 20 dell’attuale tecnico dell’Inter che arrivò però terza e finì in Champions League. Meglio l’attacco, 26 reti a 21, meglio la difesa, 14 a 16. Inzaghi fa rotare di più la rosa e ha dovuto pure fare a meno a lungo di De Vrij e Biglia. Segnano in molti, 13 marcatori diversi contro gli 8 dell’era Pioli, con una rosa pure più giovane. Tutti fattori che portano la Lazio a nutrire fiducia e speranza per il futuro. Inzaghi, allenatore quasi per caso di questa Lazio, ha già dimostrato di meritare una piazza così importante. Tanto da superare, nei numeri, anche quella da Champions di Stefano Pioli.

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Urbano Cairo: “Questa volta io e Lotito la pensiamo alla stessa maniera. Al calcio serve sostegno”

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Il Presidente del Torino, Urbano Cairo, ha commentato, al telefono con l’ANSA, gli emendamenti presentati in Parlamento per aiutare il calcio: “Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato: penso al tax credit per il cinema, ad esempio (incentivo che peraltro vede escluse le TV come la 7 che danno lavoro a 500 persone con le loro trasmissioni e la cui occupazione andrebbe tutelata come quella del cinema dove il ministro della cultura Franceschini prese molto a cuore i problemi del settore riuscendo ad ottenere supporto).

Il discorso della rateizzazione fiscale per le società, che non è a fondo perduto come i tax credit ma una semplice dilazione, ha un senso, tra l’altro, anche come sostegno ad un comparto che contribuisce in larga parte al mantenimento degli altri sport. Quanto all’idea di modificare la legge Melandri e prolungare da tre a cinque anni la durata dei diritti tv, non è certo un assist a un’emittente TV o un’altra. Qualsiasi persona di buon senso capisce che è una sacrosanta opportunità per chi investe di ottenere un guadagno grazie alla continuità del progetto. E di conseguenza consente a chi vende di ottenere di più. Mi pare elementare da capire, e se non sbaglio funziona così anche all’estero. In Spagna, ad esempio, dove i diritti tv li valorizzano bene, gli anni di durata sono appunto cinque e sei per quelli internazionali”.

 


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