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ACCADDE OGGI – Il numero dieci, colpi di genio e carattere da leader. Auguri Mancio | VIDEO

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Ci sono i calciatori, e poi loro. Appartenenti ad un’altra categoria. Generazione numero dieci. Quel numero tanto ambito e sognato da tutti i bambini. I primi calci ad un pallone, la prima volta mano nella mano allo stadio con il proprio papà. E un sogno, quello di emulare il proprio idolo, spesso proprio con il 10 sulle spalle. Una maglia che da sempre, nella storia del calcio, racchiude tutto ciò che c’è di magico in questo sport: fantasia, colpi di genio, magia pura. Generazione numero dieci, non una maglia ma il bello del calcio. In Italia ne abbiamo avuti di grandi con il 10 sulle spalle. Dei fuoriclasse in grado di accendere con una sola giocata la passione della gente. Oggi compie 52 anni uno dei dieci più forti della storia del calcio italiano: Roberto Mancini.

SAMP E I TITOLI CON LA LAZIO – Genio assoluto, carattere da vendere, e tanti trofei. Alcuni da immortalare. Giovanili del Bologna, a 17 anni l’esordio in A. Predestinato. Poi Genova, sponda blucerchiata. Con la maglia della Sampdoria dal 1982 al 1997, Mancini porta la Samp sul tetto d’Italia e, quasi, su quello d’Europa. Lo scudetto del 91′ fu un’impresa unica, il trionfo di una squadra destinata alla leggenda del calcio italiano. E quella finale di Champions persa in finale con il Barcellona che ancora brucia. Era la Samp di un maestro del pallone come Vujadin Boskov, ma soprattutto dei gemelli del gol Mancini-Vialli. Il Mancio decide di lasciare la Sampdoria per sposare il progetto Lazio. Un progetto ambizioso e vincente. Una squadra di campioni, costruita dal presidente Cragnotti per vincere in Italia e in Europa. Tanti i titoli alzati nella capitale: uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea contro il Manchester United, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. La Lazio più forte mai vista, che incuteva timore ovunque andasse.

CARATTERE DA LEADER –  Carattere da leader e colpi di genio. La carriera di Mancini si potrebbe sintetizzare così. Allenatore già sul campo da gioco, la carriera da allenatore rispecchia quella da calciatore. Successi, vittorie storiche e squadre che incarnavano il suo carattere da vincente. Con la Fiorentina e la Lazio conquista due Coppe Italia, poi arriva l’Inter e i tre scudetti consecutivi. In Inghilterra con il Manchester City conquista la Premier al termine di una stagione esaltante, con l’ultima partita (decisiva) vinta nei minuti finali. Arriva la parentesi turca con il Galatasaray prima di tornare in Italia all’Inter, con esiti questa volta negativi. Il Mancio si consacra anche come allenatore, entrando a far parte della ‘Hall of fame del calcio italiano’ nella categoria allenatori.

CUORE LAZIALE –  “Roma è una città straordinaria e poi i suoi tifosi così presenti ed appassionati. Una città dove il calcio è seguito con pathos e partecipazione. All’inizio pensai ‘qui non posso vivere’, la sentivo troppo caotica venendo da Genova ed invece è stato amore. I tifosi di Roma difficilmente conoscono eguali nel mondo: unici! Furono anni di felicità e di gloria: città tentatrice e che offre delle grandi opportunità. A Roma lascio il cuore”. La Lazio nel cuore di Mancini, il Mancio nei cuori di tutti i tifosi biancocelesti.

ECCO ALCUNE PERLE DEL DIECI /

 

 


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SERIE A – L’AVVERSARIO | Tutto quello che c’è da sapere sulla Fiorentina

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Inizia la seconda parte del campionato di Serie A: domenica alle ore 18:00 sarà LazioFiorentina. Allo Stadio Olimpico i biancocelesti ospitano i Viola di Vincenzo Italiano in una sfida fondamentale in ottica Champions, considerando che la vittoria dei capitolini consentirebbe loro di consolidare un’ottima posizione nella zona alta della classifica.

photo Antonio Fraioli

LA FIORENTINA. La squadra di Italiano presenta una situazione diametralmente opposta alla Lazio in termini di risultati: a differenza dei biancocelesti, i Viola vengono da due sconfitte consecutive, tra cui l’ultima proprio in casa contro il Torino. Al momento militano in una zona anonima della classifica: la Fiorentina è a 11 punti dalla zona retrocessione e a 5 punti dal settimo posto che le permetterebbe loro di tornare in Conference League.

LA FORMAZIONE (4-2-3-1) – Terracciano; Dodo, Milenkovic, Igor, Biraghi; Amrabat, Duncan; Ikoné, Bonaventura, Gonzalez; Kouamé.

LA STELLA. Per dare una risposta positiva di ripresa la Fiorentina proverà ad affidarsi a Sofyan Amrabat, ancora non al top della forma. Il centrocampista è chiamato a fare la differenza in campo in questo girone di ritorno, soprattutto dopo la prestazione negativa nella scorsa gara contro il Torino: da una sua apertura sbagliata è scaturito il gol di Miranchuk. In questa seconda parte di campionato Italiano proverà a fare affidamento su di lui e su Mandragora per agevolare la fase offensiva.

IL PRECEDENTE. L’ultimo incontro tra le due squadre si è disputato il 10 ottobre 2022. Un dominio tutto biancoceleste quello che è andato in scena al Franchi, con gli uomini di Sarri che si sono imposti di misura sulla Fiorentina per 4 a 0, grazie alle reti di Vecino, Zaccagni, Luis Alberto e Immobile.

  


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