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PAROLA AL MONDO LAZIO – Il post derby: sconfitta preoccupante, o Lazio ancora in corsa?

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Ancora una volta un traumatico post derby: è ormai dal 26 maggio 2013 che la Lazio non riesce a conquistare una vittoria nella stracittadina. Anche ieri i giallorossi si sono imposti, trovando la via del gol a causa di due gravi errori di Wallace e Marchetti, ma dimostrando allo stesso tempo di meritare il successo. La redazione di Laziopress.it ha contattato alcuni giornalisti vicini al mondo Lazio, per fare un’analisi di questa ennesima sconfitta.

Secondo Marco Anselmi (Radiosei): “La Lazio ha sofferto della sindrome di Narciso da cui è affetta da anni: quando si sente imbattibile perde. Questa sconfitta finalmente riporterà qualcuno con i piedi per terra, soprattutto i giocatori di alto spessore, che ieri si sono nascosti molto bene“.

Il modulo non sembra aver inciso nella sconfitta per Francesca Turco (Radio Olympia incontro) : “I primi 30 minuti sono stati molto positivi, la Lazio pressava alta e lo faceva anche con i tempi giusti. Purtroppo sono stati pagati cari due errori di ingenuità. Magari Inzaghi poteva provare prima ad inventarsi qualcosa per riprendere la partita”.

Protagonista in negativo del match oltre a Wallace è stato Marchetti, non impeccabile sul 2 a 0 di Nainggolan. Secondo Francesco Tomei (Sky Sport) il ruolo da numero uno è indiscussione: “Strakosha ha grandissime potenzialità, ma non è ancora pronto per disputare un campionato da numero uno. Il ciclo di Marchetti a Roma è finito, tra gennaio e giugno spero che la società acquisti un nuovo portiere”.

La sconfitta di ieri per molti ha ridimensionato gli obiettivi dei biancocelesti. Anche Daniele Baldini (Radiosei) ha espresso la sua su questo pensiero: “Dico che la Lazio esce ridimensionata da questo match, perchè mi piacerebbe avere una squadra in grado di lottare con i top club che abbiamo in Italia. Se dicessi di no, vorebbe dire accontentarsi di lottare dal quinto posto in giù come stiamo facendo adesso. Il popolo biancoceleste merita di più“.

Luigi Salomone (Il Tempo) e Marco Ercole (Repubblica) concordano su alcuni cambi fatti sulla formazione iniziale:“Avrei schierato dall’inizio De Vrij, e avrei lasciato Keita in panchina, per poi sfruttare al meglio la sua velocità a partita in corso”. Salomone ha poi continuato: “Non credo la squadra subirà il contraccolpo psicologico, anche se una sconfitta nel derby potrebbe causarlo. Bisogna concentrarsi sui punti che ci sono a disposizione, in modo da conquistare un posto in Europa. La Lazio ha perso solo tre partite, e tutte con le prime della classe, Juventus, Milan e Roma, nelle restanti partite ha convinto”. Dello stesso avviso Ercole: “Non bisogna buttare nè dimenticare quello che la squadra ha fatto finora, escluso il derby”.

Emiliano Bernardini (Il Messaggero) sostiene che siano mancati alcuni singoli: “L’approccio di alcuni singoli alla partita non è stato dei migliori, per esempio Keita e Anderson, spesso lezioso. Inoltre il centrocampo della Lazio è risultato poco incisivo, e giocatori come Biglia e Parolo sembra sentano troppo la pressione del derby”. E ancora Salomone su un eventuale utilizzo del 352: “Sarebbe stato più adatto alla partita. Una difesa a 3 con De Vrij avrebbe compattato maggiormente la squadra, in una partita in cui è importante l’attenzione e la pazienza. Riguardo la prestazione di Marchetti credo che la Lazio debba guardarsi attorno. Purtroppo è andato via Berisha, che a mio avviso l’anno scorso non ha demeritato”. Ercole invece ha ancora fiducia nell’estremo difensore biancoceleste:“Marchetti ha il carisma e l’esperienza che Strakosha non ha, quindi io mi affiderei ancora all’attuale portiere titolare della Lazio“, mentre Bernardini spera in un intervento sul mercato: “Il ruolo del portiere è delicato, e Marchetti negli ultimi tempi non ha dimostrato di essere in forma e concentrato. Il ruolo da rinforzare credo sia quello del portiere, ma allo stesso tempo far crescere Strakosha”.

Parola poi a Enrico Sarzanini (Leggo), che teme un contraccolpo psicologico: Così come ha detto Inzaghi subito dopo la partita i derby lasciano sempre il segno e bisognerà cercare di cancellare in fretta questa sconfitta. La Lazio dovrà essere brava a chiudere l’anno nel migliore dei modi per non dilapidare tutto il patrimonio accumulato fino ad oggi. questa squadra deve maturare soprattutto dal punto di vista mentale. Non è certamente un caso che con chi ti precede in classifica hai sempre perso senza mai segnare un gol. Secondo me la Lazio tornerà grande quando inizierà a pensare da grande. Strakosha? Marchetti è stato indicato ad inizio stagione come il titolare, ma quando Strakosha è sceso in campo ha impressionato. Non è mai facile cambiare certe gerarchie in corsa, ma se il contraccolpo psicologico per Marchetti si dovesse far sentire, fossi in Inzaghi cambierei”. Chiusura sul modulo utilizzato contro la Roma: “Con il senno di poi è facile giudicare. Se Inzaghi fosse sceso in campo con il 3-5-2 gli avrebbero tutti dato del difensivista. Il vero problema è stato l’approccio alla sfida, totalmente sbagliato”.

A cura di Enrico De Lellis e Mattia Monti

  


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CorSera | Lazio, Immobile solo 6 gol ma da gennaio sarà l’arma in più

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Un’arma in più, forse perfino quella principale. Per rientrare, a fine campionato, fra le prime quattro, nella seconda parte della stagione Sarri potrà tornare a sfruttare Immobile. Il capitano della Lazio, dopo 15 giornate di campionato, è fermo a 6gol (in 5 hanno fatto meglio di lui). Mai, da quando è a Roma, aveva segnato così poco. Complici gli infortuni l’attaccante biancoceleste ha giocato solo 11 partite, ma in 2 di queste (Udinese e Monza) ha totalizzato appena 33 minuti. Rispetto ai suoi standard è stato poco presente e, di conseguenza, ha segnato meno. Come media realizzativa però non è affatto la sua peggiore stagione. In questa edizione della serie A Immobile ha segnato un gol ogni 136 minuti giocati. Nelle prime 15 del campionato 2016-17 aveva segnato 9 reti (quindi il 50% in più rispetto al 2022-23), ma, considerando il tempo trascorso in campo, aveva fatto peggio (una rete ogni 145 minuti). In tal senso, sempre considerando le prime 15 partite di serie A, l’annata migliore di Immobile è stata quella 2019- 20, quando era a quota 17 con una media di un centro ogni 70 minuti. Nel campionato in corso non ha potuto dare il contributo che solitamente garantisce, ma da gennaio tornerà finalmente riposato. Non vorrebbe chiudere il campionato con meno di 20 centri (da quando è a Roma gli è capitato solo nel 2018-19, quando si fermò a 15): servirebbero 14 reti nelle restanti 23 giornate. Non impossibile. «Nella classifica marcatori all time della serie A ci sono nomi importanti che hanno fatto la storia del calcio – ha detto a Sport Italia -. Sono scaramantico sui numeri, non li leggo tanto. Mi affido a quello che succede in campo e alla squadra che mi aiuta a scalare queste classifiche. Alla fine vedrò dove sarò arrivato». Il pensiero dunque c’è. E con Sarri che ha rivisto le proprie idee tattiche per permettere alla Lazio di cercare più la profondità esaltando così le caratteristiche di Immobile, Ciro può effettivamente continuare a scalare la classifica marcatori di tutti i tempi. «Non ho mai visto una perso- na avere più passione per il calcio di quella che ha il mister – ha spiegato Immobile -. Ha dedicato, dedica e dedicherà la sua vita al calcio». Un po’ come lui, che la dedica alla ricerca del gol. Per questo da gennaio Immobile può essere un’arma in più per Sarri. CorriereDellaSera/Elmar Bergonzini

 


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