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Il Corriere della Sera | Lulic sotto inchiesta spera di evitare l’accusa più grave, ma a Marassi ci sarà

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Un’uscita infelice, assolutamente meritevole di essere punita, ma – forse – niente di più grave all’orizzonte per Senad Lulic. Dopo aver acquisito agli atti l’intervista incriminata rilasciata dal giocatore della Lazio ai microfoni di Mediaset Premium nel post partita del derby perso domenica scorsa per 2-o, sembra infatti che l’orientamento dei giudici federali sia improntato a depotenziare l’accusa, non considerando le frasi dette dal laziale nei confronti del difensore romanista Tony Rudiger meritevoli di essere inquadrate in un ben più pesante contesto razzista. La valutazione dei fatti e l’accorata difesa che sta preparando la società biancoceleste, potrebbero evitare a Lulic una maxi squalifica di 10 giornate, ma dovrebbe costringere ugualmente Simone Inzaghi a fare a meno del suo prezioso jolly tattico per 4-5 giornate. Al giocatore bosniaco, insomma, è possibile che venga contestata la violazione del solo l’art.1 bis del codice di giustizia sportiva, quello che riguarda i comportamenti scorretti e il principio di lealtà sportiva. Se dovesse essere confermato questo «orientamento» da parte dei giudici, per Lulic si prospetterebbe insomma una squalifica molto più contenuta rispetto alle ipotesi della prima ora, quando per lui si era subito ipotizzato uno stop lunghissimo. Forte era infatti il timore che «la risposta provocatoria ad una provocazione» — come l’ha definita Lulic lunedì scorso sul suo profilo Facebook – potesse costargli una stangata generata dall’applicazione dell’art. 11, che prende in considerazione le responsabilità per i comportamenti discriminatori commessi dai tesserati della Federcalcio. Ora Giuseppe Pecoraro, che da quest’anno guida la procura federale, dopo aver aperto nella giornata di ieri un procedimento sul caso , ha fino a sessanta giorni di tempo per lavorarci sopra e decidere il da farsi. Scontato il deferimento che porterà poi al processo. Il giocatore sarà comunque a disposizione sabato prossimo, quando la Lazio sarà impegnata sul campo della Sampdoria nell’anticipo serale della sedicesima giornata di campionato (ore 20.45): la sentenza, infatti, è attesa nel corso della prossima settimana. Probabile, quindi, che contro i blucerchiati si chiuda l’anno calcistico di Lulic. Sempre ieri il giudice sportivo Mastrandrea ha deliberato riguardo alla rissa scoppiata a bordo campo durante il derby, poco dopo il primo gol della Roma nesso a segno da Strootman. La maglia trattenuta all’olandese — fermato per due giornate per simulazione – che aveva lanciato dell’acqua da una bottiglietta a Cataldi, è costata infatti a quest’ultimo un turno di squalifica. Cataldi era stato espulso dalla panchina, per quella reazione, dall’arbitro Banti.

Il Corriere della Sera – Sergio Torrisi

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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