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Massimo Maestrelli, racconta il padre: “L’amore per la Reggina, l’era alla Lazio e Chinaglia”

enrico.delellis@libero.it'

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Massimo Maestrelli è il figlio di Tommaso, grande allenatore di calcio negli anni 60 e 70. Massimo è stato un procuratore ma ha lasciato presto questo ruolo per entrare nel mondo assicurativo. In esclusiva per CalcioWeb lo abbiamo intervistato partendo dall’onorificenza del francobollo dedicato al padre passando alla storia sportiva attraverso la Reggina e Lazio raccontando l’amore per la città calabrese e l’orgoglio amaranto e ricordando Giorgio Chinaglia.

Che emozione ha avuto quando ha saputo che suo padre è stato raffigurato in un francobollo?

Da figlio sono orgoglioso di questa di avere un padre così a prescindere dalle cose che ha fatto con la Reggina e la Lazio. Mio padre era un uomo gentile, molto amato, a modo, sensibile e onesto ed è stato il massimo con me. Nonostante tanti anni, sono sempre impressionato dal rispetto che la gente ha ancora verso mio padre. So che verrà intitolato il Piazzale Stadio Nord a mio padre e ringrazio tutti quelli che lo hanno promosso. Mio figlio Tommaso sta cominciando a giocare a pallone e gli ho spiegato che mio padre è stato un grande sportivo per la città di Reggio Calabria e spero che lui possa vestire la maglia amaranto.

Che legame ha Lei con la cittadinanza reggina?

Sono stato a Reggio Calabria 5 o 6 anni fa quando ci fu un evento dedicato a tutti coloro che hanno fatto parte della storia della Reggina. Scendere giù è sempre un’emozione. Ho emozioni bellissime anche se ero piccolo, ma la cittadinanza per mio padre ha sempre avuto una gratitudine immensa. Mi sento un po’ reggino anche io! La domenica dopo la Lazio vedo subito i risultati della Reggina. L’ho seguita quando è stata in Serie D e anche adesso che è il Lega PRO. Stare in una categoria così è molto dura, soprattutto per chi ha vissuto i fasti della Serie B e della Serie A. Però sono stato contento quando è stata ripescata e spero che tra qualche anno rivederla in Serie A.

Che emozione ha vissuto quando c’è stata Reggina-Foggia?

Ho seguito con grande emozione Reggina-Foggia, due squadre molto legate alla mia famiglia. La vita e il destino sono strani: Foggia e Reggio Calabria non meritano la Lega PRO ma meritano categoria più importante. Vederla è come sapere che mio padre fosse lì a vegliare sulla partita.

Cosa ne pensa della Reggina nel suo primo anno di Serie A?

C’è da dire che quando la Lazio ha vinto il secondo scudetto c’era la Reggina nel destino, come un bel film. Anche se mio padre non c’era più sarebbe stato orgoglioso. La Reggina in quella giornata di festa è stata un ospite gradito. La Reggina è sempre nel nostro cuore. Quella Reggina lì era un gruppo affiatato. Persone che si volevano bene, che remavano nella stessa direzione e che hanno realizzato risultati importanti.
Quando abbiamo visto che la Reggina era salita in Serie A c’è stata grande emozione. Bisogna essere grati a Reggio Calabria, sono grato sempre alla famiglia Granillo. In più quest’anno c’è Karel Zeman, figlio di Zdenek che è stato sia a Foggia che alla Lazio. Ancora una volta il filo Reggio-Foggia-Lazio si ripropone per me e mi fa enorme piacere.

Cosa ne pensa del derby scorso tra Lazio-Roma?

Mi spiace perdere un derby così. Mi metto nei panni di Simone Inzaghi che ha preparato una partita così da due settimane e purtroppo la perdi per 2 episodi. Per i primi 30 minuti c’è stata solo la Lazio e poi perdere per un errore difensivo (di Wallace ndr) è brutto. Se non ci fosse stato non avremmo mai perso. L’allenatore lì è impotente, ha fatto tutto in maniera perfetta. Keita e Anderson però hanno giocato al di sotto delle loro qualità e si è sentita la mancanza e nonostante quello eravamo in partita. L’errore di Wallace ci ha tagliato le gambe. Perdere la palla in quella maniera è stata una cosa sanguinosa.

Ci fosse stato suo padre, quali accorgimenti avrebbe fatto per risistemare il derby?

Eh, non lo so. Penso che Inzaghi ha fatto di tutto per non perdere. Penso che Cataldi poteva fare qualcosa, ma è stato espulso dalla panchina. Inzaghi ha lavorato bene e non penso che si possa dare colpa a lui.

Che ricordo ha di Giorgio Chinaglia?

Beh, Giorgio è stato sempre di famiglia. Era sempre a casa nostra e io ero sempre a casa loro. Ci ha dato tanto ed era una persona meravigliosa, un grande trascinatore. È stato bello avere un percorso di calcio e di vita insieme.
Fonte: Calcioweb

 


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MONDIALI 2022 | Giappone-Costa Rica, le formazioni ufficiali

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Tra pochi minuti andrà in scena la sfida tra Giappone e Costa Rica valida per i Mondiali in Qatar. Di seguito le formazioni ufficiali delle due squadre:

GIAPPONE, 4-2-3-1: Gonda; Yamane, Yoshida, Itakura, Nagatomo; Morita, Endo; Doan, Kamada, Soma; Ueda. Ct. Moriyasu

COSTA RICA, 4-4-2): Navas; Manley, Calvo, Duarte, Oviedo; Fuller, Tejeda, Borges, Torres; Campbell, Contreras. Ct. Suarez 


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