Esclusiva
ESCLUSIVA / Falcone: “La Sampdoria in casa si esalta, ma la Lazio può vincere. Derby? Va dimenticato in fretta”
La sconfitta in un derby non è facile da assorbire. Poi se parliamo del derby di Roma…Un ko pesante per i ragazzi di Inzaghi, soprattutto per come è arrivato. Gli errori di Wallace e Marchetti hanno influenzato la gara, così come le decisioni arbitrali, dal rosso di Cataldi ai comportamenti di Strootman. Delusione, rabbia. Ma a Formello si guarda avanti, questa squadra ha dimostrato il suo valore e di poter stare nelle zone alte della classifica. Domani sera c’è la Sampdoria, una squadra in grande forma e imbattuta da cinque turni. La redazione di LazioPress.it ha contattato in esclusiva l’ex difensore dei blucerchiati Giulio Falcone. Con la maglia della Samp dal 2003 al 2007, anni belli e con un ricordo in particolare: “E’ stata una bella esperienza, giocare a Marassi è emozionante. C’è un’atmosfera speciale, il pubblico ti carica e ti sta vicino”.
Metà classifica con 22 punti, di cui 16 conquistati in casa. “Giocare a Marassi è sicuramente un vantaggio per la Sampdoria”. Ma non così determinante: “La Lazio non deve farsi influenzare dal pubblico, può fare risultato”. Occhio però alla squadra di Giampaolo, in casa si trasforma: “E’ vero che a Marassi ha un ruolino di marcia importante ma anche in trasferta ha dimostrato di poter dire la sua. Una squadra forte, giovane e con entusiasmo. Gioca bene e ha due attaccanti di valore come Quagliarella e Muriel“. Giampaolo vs Inzaghi: “Due ottimi allenatori”. Ripartire dopo la scorsa stagione non era semplice per Inzaghi. Ma il tecnico biancoceleste ha vinto la sua scommessa: “E’ stato bravo a credere in se stesso ma soprattutto nel valore e nel potenziale dei suoi giocatori. La squadra segue il mister. Inzaghi ha dato un gioco ai suoi, nuove certezze. Ha rivitalizzato alcuni singoli e ha puntato molti sui giovani”.
Come metabolizzare una sconfitta come quella nel derby? “Si deve dimenticare al più presto e pensare a vincere la prossima gara. Non è facile ma è l’unica strada”. Un ko arrivato per alcuni episodi: “E’ stata una partita equilibrata, la Lazio aveva approcciato bene alla sfida. Poi gli errori individuali sono stati determinanti”. Guardare avanti. “La Lazio ha un organico di livello – conclude Falcone a LazioPress.it – può fare un grande campionato. Ha giocatori di qualità e di esperienza. Giovani con ottime prospettive, una buona società e un allenatore con idee e voglia di vincere. Gli manca solo l’ultimo step in termini di personalità e cattiveria per arrivare al livello dei top club in Italia”. Vincere a Marassi e dimenticare il derby. Non c’è altra strada per la Lazio di Inzaghi.
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ESCLUSIVA| Cesar: “Vorrei che la Lazio vincesse contro l’Atletico ma sarà tosta: il pubblico può aiutare. Vi racconto la mia attività…”
Questa sera la Lazio affronterà in casa l’Atletico Madrid per dare definitivamente il via a questa edizione di Champions League. Una gara importante che vedrà, finalmente, il ritorno del pubblico allo stadio dopo le disposizioni del 2020. Un pubblico che potrà dare un supporto fondamentale in un momento comunque delicato che servirà anche a rialzare la testa. Un giocatore che di gare di questo tipo ne ha giocate sia con la Lazio che con altri club è sicuramente Cesar. Per parlare della partita di questa sera e della sua attualità “Cesaretto” è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it.
Come ti senti per stasera? Che partita sarà?
Sarà difficile, la Champions ha questo nome per l’importanza delle squadre che giocano. Anche le emergenti arrivano attrezzate e contro una squadra così attrezzata e conosciuta nel mondo come l’Atletico Madrid la Lazio deve darsi da fare e non poco per ottenere un risultato positivo. Giocheranno in casa e con gli stimoli giusti, dovranno mettere in pratica quello che è il bel gioco che la Lazio riesce a esprimere a tratti.
Secondo te vedremo la stessa Lazio del campionato?
Questo è un grande errore che commettono le squadre, usare approcci diversi in competizioni diverse perché hai stimoli. Penso che lo stimolo debba essere indossare una maglia del genere, qualunque partita sia. Ovvio che cambino l’atmosfera e gli avversari ma bisogna rappresentare al massimo la squadra in ogni partita. La base è la maglia, indossarla, onorarla e dare il massimo sempre e comunque.
E tu anche hai giocato con la Lazio partite importanti quindi sai quanto è importante la spinta del pubblico allo stadio…
Certamente, è tutto molto soggettivo perché l’ambiente è importante, la tifoseria è importante. Ho avuto la fortuna di giocare la Champions con la Lazio e con l’Inter, però penso che sia soggettivo perché è bello avere un pubblico che ti supporta ma se non giochi all’altezza delle partite del genere poi il pubblico potrebbe non essere a favore. In ogni caso è stimolante giocare la prima in Champions in casa dopo tanti anni e con un avversario importante.
Un pronostico?
Per quanto io sia laziale e ci tengo è ovvio che vorrei che la Lazio vincesse, però se analizzi l’Atletico, la Lazio altalenante in campionato è giusto pensare positivo per la passione che ci lega, ma sarà tosta.
Di cosa ti occupi adesso?
Abbiamo un’agenzia di eventi a livello calcistico e lavoriamo in tutta Italia. Oltre a questo c’è la Cesar Academy che ha un format differenziato da tutto ciò che si è visto: di solito gli stage si fanno a fine stagione, invece qui facciamo collaborazioni con società per cui nel periodo delle loro attività entriamo nei loro meccanismi portando la nostra disciplina e professionalità. Valutiamo direttamente noi questi ragazzi in campo. Mi piace tantissimo il lavoro che sto facendo. Trovare non solo i ragazzi e stimolarli. Il prossimo stage sarà a Sanremo, già siamo qui con la Virtus Sanremo Calcio per poter cercare ragazzi che hanno valori e sono predisposti a trovare una società professionistica.
Tu hai sempre con uno sguardo al futuro, quindi…
Sì, basta guardare una partita di calcio dei ragazzi, a livello amatoriale o dilettantistico, ma anche tra i professionisti… Se tu non hai sacrificio passione e dedizione ti autoescludi dal sistema professionistico. Si può allenare anche la concentrazione e la dedizione, portandoli a riflettere su cosa fanno loro per il loro sogno. La mentalità che manca oggi è che uno deve saper dare tutto sé stesso.
Cosa ti senti di dire, quindi, direttamente ai giovani?
Lavoro, dedizione, concentrazione, umiltà, rubare con gli occhi, accettare, cercare e voler evolversi e imparare. Questi sono i metodi per diventare professionista anche giocando in squadre dilettantistiche, perché in questo modo potrà essere seguito da squadre professionistiche.
Per concludere, torniamo alla Champions di stasera. Qual è il tuo ricordo più bello avendola giocata con la Lazio?
Non era ancora Champions, ma il gol di testa fuori casa contro il Benfica, l’unico gol di testa che ho fatto in carriera che ci ha portato a giocare la competizione. E’ il ricordo più bello che ho, quando abbiamo giocato con la banda Mancini, ci siamo divertiti tantissimo.
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