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Settore giovanile, i risultati del weekend

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Nelle partite disputate nel weekend arrivano quattro vittorie ed una sconfitta nel settore giovanile. Di seguito le gare nel dettaglio:

UNDER 17: Milan-Lazio 3-0

Le giovani aquile classe 2000 di Fabrizio Fratini erano tornate alla vittoria la scorsa settimana nella sfida contro l’Udinese, quest’oggi arriva una nuova sconfitta, la Lazio perde 3-0 sul campo del Milan. Il tecnico biancoceleste deve sopperire a molteplici assenze e, vista la sosta del campionato Under 16, chiama all’appello diversi elementi classe 2001, uno fra questi Andrea Spoletini all’esordio nella categoria Under 17 e lo fa da titolare. Il Milan trova subito il gol al 14’ del primo tempo, i rossoneri tengono in mano le redini del match e dilagano. La squadra lombarda dal suo secondo posto della classifica dimostra la propria supremazia, mentre la Lazio incassa un’altra sconfitta. Si conclude il girone d’andata per il campionato Under 17, la Lazio di mister Fratini torna in campo l’8 Gennaio per la sfida contro il Cittadella, nel girone di ritorno si deve sicuramente invertire la rotta e trovare maggiore costanza di risultati.

LAZIO (4-3-3): Alia; Petricca, Armini, Zitelli, Spoletini; Guadagno, Peguiron, Paglia; Piscitelli, Birzò, Pellacani. A disp.: Noto, Putti, Frattesi, Chilà, Cerbara, Pelliccioni, Fontana, Mengoni, Fidanza. All.: Fabrizio Fratini.

GIOVANISSIMI PROVINCIALI FASCIA B GIRONE M: Nuova Tor Tre Teste-Lazio 1-3

Prosegue la marcia positiva dei Giovanissimi Provinciali Fascia B di Leonardo Fratangeli, i biancocelesti espugnano il ‘Francesca Gianni’ battendo 3-1 i padroni di casa della Nuova Tor Tre Teste. Inizia subito in discesa la sfida per le giovani aquile classe 2004, al primo giro d’orologio arriva l’autogol degli avversari ed è 1-0. Al 4’ Fragella sigla il raddoppio biancoceleste. Nel primo minuto della ripresa la Nuova Tor Tre Teste accordia le distanze realizzando l’1-2, la Lazio continua a tenere in mano le redini della sfida e solo al 27’ cala il tris con Brocato. Al triplice fischio finale la Lazio di mister Fratangeli batte gli avversari 3-1 e mette in cassaforte altri tre punti.

LAZIO (4-3-3): Borrelli (30’st Thacina); Del Latte, Serratore G., Anderlini, Del Mastro (28’st Cialone); Vanni (15’st Cippone), Frangella (4’st Ghirelli), Policano (32’st Scipioni); Ravasi (10’st Brocato), Giuncato, D’Uffizi (29’st Serratore L.). All.: Leonardo Fratangeli

GIOVANISSIMI FASCIA B ELITE: Lazio-Grifone Monteverde 2-0

I Giovanissimi Fascia B Elite biancocelesti guidati dal tecnico Andrea Cardone collezionano il nono risultato utile consecutivo in altrettante giornate di campionato. Nella partita casalinga tra Lazio e Grifone Monteverde sono i biancocelesti a portare a casa i tre punti vincendo 2-0 grazie alle marcature di Santilli e Soddu. Le giovani aquile classe 2003 sbloccano il risultato al 10’ del primo tempo con il gol messo a segno da Santilli, nella ripresa è ancora il decimo minuto fatale per gli avversari, il neoentrato Soddu gonfia la rete per il 2-0 biancoceleste. I ragazzi di mister Cardone conquistano l’ottava vittoria mantenendo il primato in classifica e la prossima settimana sarà big match contro l’Ostiamare che si trova subito dietro i biancocelesti.

LAZIO (4-3-3): Benvenuti; Talamonti (1’st Floriani-Mussolini), Pollini, Migliorati (1’st Ferramisco), Ferrato (1’st Vitale); Adilardi (1’st Soddu), Castigliani (7’st Mari), Manzo; Santilli, Serafini, Marinacci (12’st Malito). A disp.: Peppoloni, Franco. All.: Andrea Cardone.

GIOVANISSIMI PROVINCIALI: Vicovaro-Lazio 0-1

Una Lazio di carattere e tanto cuore riesce a strappare tre punti al Vicovaro, i biancocelesti espugnano il ‘Berenghi Tancredi’ di misura grazie alla rete di Prosperini. Nel nono turno di campionato i Giovanissimi Provinciali di Angelo Iervolino se la vedono con la squadra più ostica ed attrezzata incontrata fino ad oggi, ma hanno la meglio le giovani aquile. La Lazio classe 2003 trova il gol al 32’ del primo tempo con Federico Prosperini, capocannoniere della squadra; il Vicovaro prova ad agguantare il pari, la Lazio continua il pressing sciupando ghiotte occasioni da gol, venendo fermata anche da un palo, il risultato non cambia. All’ultimo giro d’orologio, i ragazzi di mister Iervolino si procurano un calcio di rigore ed hanno la ghiotta occasione di raddoppiare, ma proprio l’autore del gol dagli undici metri sbaglia, Prosperini regala comunque la vittoria alla propria squadra. Un gruppo unito e determinato ha messo in scena una prestazione di livello per imporsi su un ostico avversario inanellando così la nona vittoria consecutiva in altrettante giornate di campionato.

LAZIO (4-3-3): D’Alessandro; Chinè, Di Rauso, Morricone (32’st Marsicola), Gigante (6’st Cera); Mastropietro, Aiudi (28’st Zarantonello), Cericola (21’st De Santis); Prosperini, Peres (24’st Antonucci), Ricci (4’st Masciopinto). A disp.: Di Vincenzo. All.: Angelo Iervolino.

GIOVANISSIMI PROVINCIALI FASCIA B GIRONE P: Lazio-Città di Cerveteri 14-1

Non si fermano più le giovani aquile classe 2004 di Tommaso Rocchi. I biancocelesti conquistano l’ottava vittoria consecutiva e lo fanno tra le mura amiche del ‘Gentili’. La Lazio batte il Città di Cerveteri 14 ad 1. Entrano nel tabellino dei marcatori con tre gol il solito Botticelli, doppiette siglate da Bianchi e Gennari, siglano un solo gol Vecchi, Rossi, Bedini, Napolitano Carboni e Falsarella mentre una rete viene regalata dagli avversari con l’autogol. Una partita a senso unico, la Lazio di mister Rocchi ha dominato in lungo ed in largo l’intera sfida, alla fine del primo tempo regolamentare già conduceva per 10-0. I giovani biancocelesti classe 2004 sono inarrestabili e dopo 9 giornate vantano di aver realizzato un totale di 80 gol, mentre sono 5 le reti subite.

LAZIO (4-3-3): Carasai (5’st Sacchetti); Gagliari, Bedini (5’st Del Mastro), Pellegrini M. (5’st Minelli), Nuccorini (5’st Nannini); Napolitano (5’st Mercanti), Bianchi, Rossi (5’st Carboni); Vecchi, Botticelli (5’st Gennari), Falsarella. All.: Tommaso Rocchi.

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Beppe Signori: “Scudetto con la Lazio? Non ho rimpianti. Immobile? Poche somiglianze con lui”. E su Neymar…

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La bandiera biancocceleste Beppe Signori ha rilasciato un’intervista esclusiva alla redazione di Chiamarsi Bomber, dove si sono affrontati più temi: da Zeman all’arrivo alla Lazio, passando per Ciro Immobile e un aneddoto su Neymar. Ecco le sue parole:

Hai sempre detto di aver avuto tanti bravi allenatori ma un solo maestro, Zdenek Zeman. Com’è nato il vostro feeling?

“È un feeling nato nei mesi e negli anni che siamo stati insieme. Lui per me è stato più di un allenatore, è stato un maestro che mi ha insegnato a giocare a calcio, i movimenti e i tempi di gioco. Non ultimo mi ha trasformato da trequartista anomalo ad attaccante vero”.

Come mai zemanlandia non è più ripetibile nel calcio moderno?

“Non so se non è ripetibile ma in quel Foggia ci fu un feeling incredibile tra allenatore, giocatori, tifosi e città. Una favola che ci consentì di arrivare settimi in campionato. Non so se è replicabile, servirebbero gli attori protagonisti che portino quel qualcosa in più e che ci sia coesione tra tutte le parti”.

Nel 1992 arrivi a Roma sponda Lazio con la pesante eredità lasciata da Ruben Sosa. Esordio con una doppietta ed entri subito nel cuore dei tifosi laziali. Nella stagione 94-95 una delle Lazio più belle della storia, ma arrivate secondi dietro la Juve. Hai il rimpianto di non aver mai vinto uno scudetto?

“No nessun rimpianto perché sono stati anni fantastici dove ho vinto tre classifiche marcatori in serie A e due in Coppa Italia. A livello personale mi sono preso tante soddisfazioni. A livello di squadra non abbiamo raccolto tanto ma perché eravamo una Lazio in fase di costruzione, quella che poi ha portato allo scudetto del 2000. Non avrò mai vinto uno scudetto ma ho raggiunto il massimo traguardo per un calciatore ossia vedere i tifosi che scendono in piazza per evitare la mia partenza. Quel gesto per me vale 10 scudetti”.

Hai lasciato la Lazio, dopo caterve di gol, appena prima che diventasse una delle squadre più forti d’Italia a causa di un rapporto mai decollato con Eriksson. Tornando indietro rifaresti le stesse scelte?

“Sì perché con quell’allenatore ho avuto problemi personali, non c’era più rispetto tra noi. Rifarei tutto e non mi pento di quello che ho fatto. Nel mio ultimo anno la Lazio ha vinto la Coppa Italia con il sottoscritto che è stato il capocannoniere del trofeo. Da lì è iniziata la cavalcata che gli ha fatto vincere scudetto e Coppa delle Coppe, quindi un piccolo merito ce l’ho anch’io”.

Oggi la Lazio ha un nuovo bomber: Ciro Immobile. Cosa pensi di lui e ci vedi qualche somiglianza con te?

“Sicuramente è uno degli attaccanti più prolifici del nostro campionato, sta dimostrando continuità e spero riesca a battere il record di gol in serie A perché è uno che si impegna, ha grande carattere, grande voglia di vincere, se lo merita. Inoltre è il capitano della Lazio quindi gli auguro ancora tanti gol. Somiglianze ne abbiamo poche, abbiamo caratteristiche diverse: io partivo palla al piede in dribbling da lontano, lui ama la profondità per trovare il gol”.

Hai raccontato in diverse interviste passate che il tuo unico rimpianto calcistico è di aver detto a Sacchi di non voler giocare a centrocampo a Usa ’94. Ti sei mai chiesto se con te in campo in finale sarebbe potuta finire diversamente?

“Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Sicuramente è l’unico rimpianto perché la finale di un mondiale capita una volta nella vita, oggi giocherei anche in porta al posto di Pagliuca. L’unica cosa che rimprovero a Sacchi è che aveva ancora una sostituzione e se mi avesse messo dentro per i calci di rigore ci sarebbe stata una speranza in più”.

Oggi qual è il tuo rapporto con Sacchi e con Roby Baggio tuo “rivale” ai tempi della Nazionale?

“Con Sacchi c’è reciproca stima, ogni tanto lo sento e non c’è nessun tipo di rivalsa. Lui da allenatore era pagato per fare delle scelte, giuste o sbagliate che fossero. Crescendo ho capito che in quell’occasione ho peccato un po’ di presunzione. Con Roby ho un ottimo rapporto, non l’ho mai visto come un rivale. Lui è un amico e lo sento spesso, ci vogliamo bene e lo ritengo uno dei più grandi calciatori italiani”.

Quella del ’94 è ancora oggi ricordata come una delle Nazionali più forti di tutti i tempi. Oggi la situazione purtroppo è ben diversa: a breve ci sarà il mondiale e gli Azzurri non parteciperanno per la seconda volta consecutiva. Cos’è successo al nostro calcio e come può tornare ai vertici?

“La Nazionale sta pagando le conseguenze di aver abbandonato i settori giovanili nell’ultimo decennio. Non abbiamo più calciatori di un certo peso e l’inesperienza ci è costata due mondiali. Però Mancini sta facendo un grande lavoro, ha ricostruito un gruppo che si era sfasciato. Dobbiamo essere ottimisti per il futuro e non scordiamoci che l’anno scorso abbiamo vinto l’Europeo che mancava da tanti anni”.

Dopo aver lasciato la Lazio hai vestito le maglie di Sampdoria e Bologna dove hai conosciuto Mazzone, che esperienze sono state?

“La prima esperienza alla Samp è stata traumatica sia fisicamente che psicologicamente perché avevo lasciato il cuore alla Lazio. Sono arrivato a Genova con l’atteggiamento sbagliato, ho fatto male e chiedo scusa ai tifosi per non essere riuscito a rendere al massimo. Dopo l’operazione all’ernia del disco a Bologna c’è stata la mia rinascita anche grazie a Mazzone che è stato fondamentale gestendomi in maniera incredibile. Nel mio primo anno sono riuscito a fare 23 gol in stagione. Con la squadra siamo riusciti a vincere l’Intertoto e arrivare in semifinale di Coppa Italia e Coppa Uefa che per Bologna è stato un risultato storico. Ringrazio chi mi è stato vicino in quell’esperienza”.

Qual è il compagno di squadra più forte con cui hai giocato? E l’avversario più forte?

“Ce ne sono tanti di grandi giocatori che ho affrontato come Maldini, Baresi, van Basten, Zidane, Ronaldo, Baggio, Zola, Careca e tanti altri. Mentre tra i più forti con cui ho giocato direi Baggio, Boksic, Riedle, Gascoigne e tantissimi altri. Tutti quelli con cui ho giocato mi hanno supportato e sopportato, ero un ottimo compagno di squadra ma senza di loro non avrei fatto tutti quei gol”.

Qualche anno fa il Barcellona ti ha contattato per dare qualche dritta a Neymar su come calciare i rigori da fermo, tuo marchio di fabbrica. Che cosa hai pensato in quel momento? Ne sei orgoglioso?

“Sicuramente è stato un orgoglio perché Neymar voleva capire come calciarli al meglio. Chiaramente ognuno ha la propria tecnica e si deve sentire determinate cose. Lui ci ha provato: i primi due rigori sono andati bene ma poi ne ha sbagliati altri due ed è tornato a calciarli come faceva prima. Mi spiace di non essere stato efficace ma sono orgoglioso di avergli dato qualche consiglio”.

 


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