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FOCUS – Concretezza, versatilità e goliardia: Radu è il valore aggiunto di mister Inzaghi

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In un calcio sempre più influenzato dal “Dio denaro”, sono rimasti in pochi i calciatori davvero affezionati alla maglia che indossano, quelli che fanno innamorare i tifosi tanto per intenderci. Per quanto riguarda la Lazio, uno di questi è sicuramente Stefan Radu. Il difensore rumeno, arrivato in punta di piedi nel gennaio 2008, si è messo subito in mostra per grinta mostrata in campo oltre che per le sue caratteristiche tecniche. L’ex Dinamo Bucarest si è subito calato nella realtà capitolina, capendo il valore del simbolo cucito sulla maglia biancoceleste. Un leader in campo quando c’è da combattere, e fuori quando c’è da difendere la propria squadra in momenti difficile. L’ultimo dei quali è arrivato sabato sera: dopo il derby perso in male modo, la Lazio è riuscita a ripartire con una bella vittoria sul campo della Sampdoria e, nel post partita, mentre i suoi compagni venivano intervistati in zona mista dai giornalisti presenti, il difensore si è lasciato andare intonando un ormai famoso coro della Curva Nord sulla finale del 26 maggio 2013. Pura goliardia, a tinte rigorosamente biancoceleste. Episodi a cui Radu ormai ha abituato il popolo laziale: il 7 aprile 2012, nella serata in cui venne ricordato Giorgio Chinaglia, la Lazio sfida e supera 3-1 il Napoli all’Olimpico. A fine partita, il difensore centrale, corre sotto la Nord e sventola fiero una bandiera. Vera e propria lazialità, una scena che consacra Radu come idolo della tifoseria. Grinta, un ottimo rapporto con i tifosi e attaccamento alla maglia, ma che altro? Tanta versatilità. Il numero 26 capitolino, anche da Simone Inzaghi è stato impiegato sia al centro della difesa che come terzino sinistro. Una soluzione, la prima, che permette al mister biancoceleste di schierare tutti i suoi migliori centrocampisti con Lulic che scala come esterno difensivo, senza rinunciare all’esperienza dello stesso Radu. Difesa a tre o a quattro per il rumeno non fa differenza, è un punto fermo nello scacchiere laziale. La sua presenza in campo magari non assicura una spinta costante sulla sua corsia, ma in fase difensiva è una garanzia a tutti gli effetti. La prossima avversaria della Lazio si chiama Fiorentina, e Radu si appresta ad affrontare la squadra contro cui esordì nel gennaio 2008, con la determinazione e la grinta che lo caratterizza. Testa alta, sguardo fiero e una bandiera nel cuore, ovviamente a tinte biancocelesti.

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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