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ESCLUSIVA / Biggio: “Sono tifoso della Fiorentina grazie a Sócrates. Mi piacciono i laziali”

enrico.delellis@libero.it'

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Non aspettare di essere felice per sorridere. Ma sorridi per essere felice” (Edward L. Krame). Filosofia di vita che ha sposato Fabrizio Biggio, mattatore insieme a Francesco Mandelli, del duo i Soliti Idioti. Successo prima televisivo, poi cinematografico. La redazione di LazioPress.it ha contattato l’attore fiorentino e tifosissimo viola, per parlare con lui della partita in programma domenica sera allo stadio Olimpico.

Come nasce il tuo amore per la Fiorentina?

Il mio amore per questi colore nasce alle elementari, in classe avevo una compagna di classe che mi piaceva veramente tanto, inoltre il padre lavorava come giornalista sportivo. Perciò per fare colpo su di lei ho iniziato a tifare Fiorentina come tutta la sua famiglia. Poi con il passare degli anni l’amore per la squadra mi è rimasto, quello per la ragazza no. Andavo molto allo stadio prima, adesso un pò meno. Mi sono distaccato molto dal calcio, non lo vedo più uno sport sano come un tempo”.

Chi è stato il tuo primo idolo?

Il giocatore al quale sono stato più affezionato è Sócrates. Una volta sono riuscito anche nell’impresa di farmi fare un autografo da lui, quando ancora giocava. Lo custodisco con gelosia. Poi sono arrivati i vari: Baggio, Batistuta. Ricordo ancora come fosse ieri i tafferugli in città alla notizia della cessione del “Divin Codino”, alla Juventus. Mi ha fatto sognare tantissimo, una giocata difficilissima, per lui sembrava una sciocchezza. Per dirla ai tempi moderni, era un giocatore che possedeva X Factor. Una volta ho avuto l’onore di giocare in una partita di beneficenza con il fratello. Altro fenomeno, evidentemente in quella famiglia scorre buon sangue. Mi fece anche un assist meraviglioso che io naturalmente svirgolai alla perfezione. Sono giocatori fantastici che Firenze ha avuto modo di godersi, poi purtroppo sono andati in squadre più forti a vincere”.

Secondo te qual è la differenza di vivere il calcio tra Firenze e Roma?

Il fiorentino è criticone non gli va mai bene niente. Molte volte sento anche dei miei amici laziali lamentarsi, ma niente può reggere il confronto con il tifoso viola. I bar a Firenze sono la massima espressione di tutto ciò, sei li a bere un caffè e senti: “Ma quello chi mette, quello non capisce niente. Bernardeschi deve giocare più vicino a Kalinic”. Il romano per come lo conosco io è più benevolo, non ha quel gusto di criticare tanto per farlo. Mi piace molto il tifoso laziale, lo trovo simpatico e caloroso. Noi italiani per cultura siamo esperti in ogni campo: dalla politica fino al gioco delle bocce. La squadra viola quest’anno sta facendo bene, ammiro tanto Sousa come Inzaghi”.

Domenica si affrontano due squadre in forma. Che partita ti aspetti?

Per noi molto dura, la Lazio è una grande squadra. Inzaghi ripeto sta facendo cose straordinarie, poi ci sono giocatori come Anderson capaci di cambiare le partite. Noi puntiamo forte su Kalinic-Ilicic-Bernardeschi, sperando che siano in giornata. Purtroppo nel calcio la società conta a Firenze la proprietà non ha mai dimostrato di voler fare il salto di qualità, cosa che non vedo nella Lazio e in altre squadre che lottano ogni anno per le prime cinque posizioni”.

Hai una scaramanzia prima delle partite?

Per me il calcio è divertimento, vedere le partite con i miei amici e ridere è il massimo che posso chiedere. Il calcio ormai mi sembra come la Formula Uno, girano troppi soldi e lo spettacolo ci sta perdendo. Ormai per vedere una partita spettacolare, devi guardare almeno 20 partite in tutto il mondo. Proprio come i Gran Premi, dove ormai la tecnologia la fa da padrone. I giocatori ormai hanno tutto: macchine, donne, soldi anche troppi. Non danno più il 100% in campo e questo è un peccato perchè il tifoso rimane la parte sana di questo sport. Per quanto riguarda la scaramanzia, dovrei andare tutte le domeniche al programma Quelli che il Calcio, ogni volta che vado vinciamo sempre”.

Avete mai pensato insieme a Mandelli di ideare un personaggio del mondo del calcio?

Sì abbiamo pensato più volte di fare dei personaggi così e non è detto che a breve non possa uscire. Sicuramente sarà un calciatore bello, che arriva allo stadio tutto preciso, con il profumo buono, le cuffie all’ultimo grido, con tutte le fan che gli corrono dietro. Entra nello spogliatoio si cambia con accessori alla moda, poi entra in campo e non la struscia mai. Credo che l’idea possa piacere al nostro pubblico”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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