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Vierchowod: “De Vrij deve crescere ancora tanto. Inzaghi? Un ragazzo umile”

enrico.delellis@libero.it'

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Di seguito i lanci dell’intervista realizzata a Pietro Vierchowod dalla trasmissione radiofonica “Laziali On Air”, in onda dalle 10 alle 13, dal lunedì al sabato, sugli 88.100 FM di Elleradio.

Campione del Mondo nel 1982 ed ex difensore, tra le altre, di Sampdoria e Fiorentina, le squadre che in successione sta affrontando la Lazio in campionato, Pietro Vierchowod è intervenuto sugli 88.100 di Elleradio, nella trasmissione “Laziali On Air”, per parlare del momento della squadra di Simone Inzaghi.

Una prima considerazione sul rendimento della difesa della Lazio: “Prima di parlare dei singoli parlerei della fase difensiva in generale, con i reparti che giocano molto stretti e riescono a collaborare tra loro. L’anno scorso la squadra era spesso lunga e giocava concedendo troppi spazi, facendosi sorprendere spesso dalle infilate avversarie. Quest’anno i vari reparti giocano più vicini e compatti e la squadra si ritrova a subire molto meno”.

Stefan De Vrij al momento è uno dei migliori difensori del campionato italiano e d’Europa? “L’olandese ha bisogno di tranquillità, di compiere un proprio percorso senza ritrovarsi sotto il peso di aspettative eccessive. Ho visto molti giocatori essere valutati cifre stratosferiche dopo un ottimo campionato e poi sparire dopo due anni. Bisogna lasciare De Vrij libero di crescere e di sbagliare nel caso, avrà modo di dimostrare pienamente il suo valore”.

Su Simone Inzaghi: “Lo conosco bene, ho giocato con lui a Piacenza. La squadra rispetto agli anni scorsi è messa meglio in campo, è più corta, capace di giocare più sullo stretto ed esprimere un’eccellente personalità. Inzaghi è entrato in punta di piedi, ma ha saputo imporre le sue idee. Ha avuto la fortuna di fare pratica nella Primavera della Lazio ed è entrato subito in sintonia con gli elementi della rosa, conoscendo al meglio l’ambiente”.

La Lazio di Genova che impressione ha fatto? “C’è da dire che la Lazio non si è trovata di fronte la migliore Sampdoria della stagione. Ha saputo mettere i blucerchiati in difficoltà, andando a fare gioco, ma anche sapendo aspettare e ripartire sfruttando i cali di tensione della Samp. A Genova la Lazio ha potuto esprimere il suo calcio in maniera più congeniale. Contro la Roma invece ha interpretato la partita con un pizzico di presunzione. Non snaturando le sue caratteristiche, la Lazio può sicuramente disputare un grande campionato”.

Che partita sarà Lazio-Fiorentina? “La Fiorentina giocherà stasera e potrebbe consumare energie in più, anche se un eventuale successo contro il Genoa potrebbe regalare un’iniezione di fiducia non indifferente. La Lazio però, giocando come contro la Samp, potrebbe mettere in difficoltà anche i viola, che pure sono una squadra assolutamente da non sottovalutare grazie ad alcune individualità importanti”.

Un giudizio sul campionato di Juventus e Milan, sue ex squadre: “Credo che non ci siano paragoni al momento. La Juventus sembra ancora troppo superiore, molti dicono che non stia esprimendo il miglior gioco, anche a causa degli infortuni, ma allora chiediamoci cosa faranno i bianconeri quando saranno al cento per cento. Il Milan ha una dimensione più simile alla Lazio, una squadra che può inserirsi nel discorso europeo, ma che deve ancora crescere. La seconda e la terza piazza al momento sono alla portata di diverse squadre. Nonostante i buoni risultati recenti anche la Roma non mi sembra ancora una spanna sopra le altre. Contro il Milan ha vinto, ma non convinto”.

Dove possono arrivare Juventus e Napoli in Champions League? “Alla luce di quanto detto la Juventus mi sembra più attrezzata a livello europeo. Sicuramente può superare gli ottavi contro il Porto, una squadra che fa possesso palla ed ha qualità, ma che è ancora inferiore ai bianconeri. Il compito per il Napoli sarà difficilissimo, il Bernabeu è sempre una bolgia ed il Real ha un’esperienza che riesce sempre a mettere a frutto in Champions”.

Quali sono i giocatori più forti che hai marcato nella tua carriera? “Sicuramente Maradona e Van Basten: il primo l’ho marcato da centrocampista, il secondo da difensore. Ricordo anche Zico e Careca che erano capaci di farmi soffrire tantissimo in campo. Era un’epoca in cui tutti i più grandi calciatori volevano venire in Italia, ora i club del nostro paese sono più orientati verso calciatori di seconda fascia. Negli anni ottanta anche squadre come Ascoli e Avellino riuscivano a portare nel nostro paese big internazionali”.

E fra i tuoi compagni di squadra, chi sono stati i migliori? “Avevo un debole per Falcao, un giocatore di un’intelligenza calcistica straordinaria. Ma ricordo anche Souness ai tempi della Sampdoria, aveva una classe eccezionale”.

Com’è stato invece giocare nella Sampdoria con quello che poi è stato anche un mito laziale come Roberto Mancini? Si poteva pensare che sarebbe potuto diventare un grande allenatore? “Già da calciatore amava guidare la squadra in mezzo al campo, indirizzandola in un certo modo. Aveva questa attitudine che poi si è rivelata completamente quando ha deciso di fare l’allenatore”.

Un’ultima considerazione su Ciro Immobile. Da ex difensore, qual è la valutazione sul bomber della Lazio? “E’ un ottimo giocatore, che sta tornando a grandi livelli dopo le difficoltà estere. Credo che il modulo della Lazio sia pienamente congeniale alle sue caratteristiche, sa fare delle ripartenze e delle giocate in velocità la sua arma migliore. Partendo dalle retrovie riesce ad essere micidiale per le difese avversarie, il suo tallone d’Achille può palesarsi quando deve muoversi in spazi più stretti e viene controllato più da vicino dagli avversari”.

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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