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ESCLUSIVA | Verso Lazio-Fiorentina, Piccinini: “Il terzo posto non è poi così lontano”

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“Incredibilee, proprio luii…” Alessandro Piccinini, detto Sandro, intervenuto ai microfoni di LazioPress.it. Classe ’58, nasce a Roma e si trasferisce al nord per studiare all’Università di Torino. Giornalista, conduttore televisivo, telecronista sportivo. Il suo futuro sembra scritto, visto il passato da calciatore di suo padre, invece lui decide di dedicarsi al pallone fuori dal rettangolo di gioco.

Inizialmente ha seguito le orme di suo padre, poi ha abbandonato le giovanili della Lazio ed ha preferito seguire il calcio da un’altra prospettiva…

“Ho capito che non era la mia strada. Dovevo andare a giocare con il Latina che militava in Serie C, si parlava di quattro allenamenti settimanali più la partita ed io diciamo che sono stato molto autocritico con me stesso, così mi sono allontanato dal mondo del calcio. L’autocritica è sempre importante ed io, forse anche a causa della scomparsa di mio padre e quindi alla mancanza di un punto fermo, ho capito da solo che quella non era la mia strada. La passione per il calcio però era tanta, così non l’ho abbandonato”.

Ha iniziato con la tv locale, ha continuato con la radio ed è arrivato al grande schermo. In questo suo “viaggio” ha incontrato Michele Plastino, notoriamente laziale…

“Il rapporto è stato subito di affetto, mi ha insegnato molto. L’esperienza a “Goal di notte”, i suoi continui aiuti e consigli, posso dire che è stato un incontro fortunato. Adesso tra noi c’è una bellissima amicizia”.

Le è stata affidata una Champions tutta italiana (Juventus-Milan), come l’ha vissuta?

“Generalmente quando svolgo il mio lavoro prevale il piacere, di questa occasione ricordo soprattutto la tensione. Avevamo una grande responsabilità, la partita era trasmessa in esclusiva su Canale 5 ed avevamo al seguito 20 milioni di telespettatori. Ricordo un incontro teso ed equilibrato, che infatti terminò ai rigori. Ne uscii soddisfatto, visto che non ho ricevuto nessuna telefonata volta a criticarmi”.

Le è mai capitato di non essere imparziale?

“Anche noi abbiamo le nostre preferenze, come tutti del resto, ma il fatto che la gente mi chieda ancora oggi per quale squadra io tifi, significa che sono riuscito nell’intento di essere neutrale. Appena utilizzo due parole in più su un giocatore, le persone che mi incontrano mi dicono che preferisco la squadra del calciatore in questione, ma io ho la fortuna di non essere tifoso, quindi non ho trasporti particolari, se non quelli legati al buon calcio”.

Alcuni suoi termini sono diventati tormentoni, li citano i bambini che giocano a pallone sotto casa ma anche agli adulti. Che effetto le fa sapere che le sue parole accompagnano il calcio di molte generazioni?

“Mi fa indubbiamente molto piacere, sento ragazzini al parco sotto casa che spesso usano il termine “sciabolata”. Questi termini, nati così mentre lavoravo, sono entrati ormai nella testa di molte persone. Risentirmi attraverso gli altri o nei videogiochi, è sicuramente piacevole”.

Il derby della capitale per i tifosi ha un sapore particolare. Questa atmosfera l’avverte anche un telecronista? Noi ricordiamo bene quel ”Rete, rete! Incredibile: Klose, proprio lui, al 48′!”

“Impossibile non avvertirla, per la partecipazione che tutti i tifosi hanno. Il derby di cui parlo io, però, è quello dello stadio pieno, con i tifosi coinvolti, sempre al fianco della squadra. Ultimamente assistiamo a delle esagerazioni che poi degenerano, fino ad arrivare ad avere gli stadi vuoti. Quel gol, avvenuto poi quasi al termine del match, ha stravolto il risultato.”.

Da telecronista, come avrebbe commentato quel “mucchio selvaggio” detto in termini suoi, che si è creato intorno a Cataldi e Strootman?

“Senza entrare nei particolari tecnici e nella prova tv, penso che l’atteggiamento di Strootman non sia stato corretto a livello morale. Nei panni della società, anche se felice della sospensione revocata al giocatore, lo avrei comunque multato, non in maniera eccessiva, solo quello che basta per dare un insegnamento etico. Nella telecronaca, avrei sicuramente criticato l’atteggiamento del romanista”.

Tra i vari gol della Lazio che le è capitato di commentare, quale ricorda ancora bene, magari anche a distanza di tempo?

“Quello di Fiorini in Lazio-Vicenza. Atmosfera incredibile, stadio strapieno, il dramma della Serie C. Nell’esultare non emergeva solo la gioia, ma anche il sentimento di liberazione che potevano assaporare i laziali. E’ stata la mia prima grande emozione lavorativa e poi Giuliano era un amico, lo ammiravo. A questa partita seguì anche una puntata lunghissima di Michele Plastino”.

La gara di domenica, Lazio-Fiorentina, come l’annuncerebbe?

“La Lazio mi piace, sarà sicuramente una bella partita. Parliamo di due belle squadre, giocano un buon calcio, pensano più ad attaccare che a difendere. Gara importante per la Lazio, potrebbe segnare un decollo, potrebbe dare una svolta. Dopo un inizio di stagione incerto ed i risultati buoni poi ottenuti, potrebbe prendere consapevolezza ed autostima. Quel terzo posto io non lo vedo così lontano per i biancocelesti”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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