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La Repubblica | Inter, ultimo treno Champions. E Pioli vuole Biglia a gennaio

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E’ un caso o forse no, dato che di recente è tornato il coraggio e pure l’equilibrio, ma intanto è spuntato un leoncino sul petto dell’Inter. Visto così non fa paura a nessuno, ride e non ringhia, è arancione, ha un muso con otto angoli, insomma sembra più un orsacchiotto per far divertire i bambini. Ma il leoncino ha il suo perché, è il simbolo del Suning group che da ieri campeggia sulle maglie di allenamento dei giocatori, e ormai barderà pure la Pinetina: il centro sportivo sarà intitolato a Suning e alla memoria di Angelo Moratti, per la modica cifra di 15 milioni. Di leoni, di denaro cinese fresco e di saggezza ha enorme bisogno l’Inter in questo tentativo di risalire la corrente dopo un avvio disastroso. Una vittoria contro la Lazio, sorpresa del vertice della A insieme all’Atalanta, sarebbe la terza consecutiva in campionato e darebbe alla classifica tutta un’altra fisionomia, avvicinerebbe i nerazzurri a una Champions che venti giorni fa era chimerica, insomma il cielo si rischiarerebbe d’incanto. Ma dato che stiamo parlando dell’Inter, la squadra con l’encefalogramma più impazzito della A, ogni cautela è doverosa. A maggior ragione se si gioca una gara fatale in assoluto per gli incroci che propone, ma lo fu anche un anno fa (20 dicembre 2015) quando la Lazietta di Pioli sbancò San Siro a sorpresa, battendo l’Inter capolista grazie alle mirabolanti imprese di Felipe Melo, che uscì di senno nel forale, con grottesco rigore procurato ed espulsione. Da quella sera l’Inter di Mancini iniziò a sbriciolarsi. Molto è cambiato però. Antonio Candreva segnò i due gol decisivi, ma adesso gioca (benissimo) nell’Inter, ed è allenato da Pioli, che un anno fa alla Lazio lo privò della fascia di capitano per darla a Biglia, che era in campo in quel 2-1 e lo sarà stasera. Pioli, che adora l’argentino, spinge per averlo all’Inter già a gennaio. Che i due abbiano mantenuto in memoria i rispettivi numeri di telefono e che li usino per parlarsi non è proprio un mistero, ma la trattativa è difficile: la Lazio per il prezioso e un po’ fragile Biglia chiederebbe almeno 25 milioni di euro. Dipenderà dalla capacità dell’Inter di cedere a gennaio i numerosi esuberi che si ritrova, mentre le grandi manovre per i futuri assetti societari e tecnici sono avviate da tempo: il nome di Walter Sabatini continua a circolare all’Inter come prospetto, quasi quanto quello di Diego Simeone per la panchina ( e adesso c’è pure Spalletti), ma di acqua deve ancora passarne sotto i ponti. A cominciare da oggi, da questo confronto tra sfidanti per il terzo posto, dove c’è pure un incrocio in panchina: Simone Inzaghi e Stefano Pioli hanno lavorato a braccetto alla Lazio per due anni, uno allenatore della prima squadra e l’altro della Primavera. «I nostri obiettivi sono cambiati, pensiamo anche noi alla Champions, avverte Inzaghi, mentre Pioli sa che la ricetta per l’Inter è una sola «Se non prendiamo gol, quasi sicuramente vinciamo», perché in attacco qualcosa accade sempre. Anche se Icardi non segna da tre partite.

La Repubblica – Andrea Sorrentino

 


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Il Messaggero| Vicina quota 40.000 contro lo Spezia. Lotito sarà a colloquio con Sarri e Tare per le prossime mosse del club

edo9923@hotmail.it'

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Undicimila i biglietti venduti per domenica, i tifosi biancocelesti ormai costituiscono il quarto bacino d’Italia. Si muovono in massa anche in trasferta: hanno rimosso la batosta in Danimarca, hanno prenotato in 1.000 un posto a Graz, in 2.500 si sono già rifatti gli occhi a Cremona. C’è la possibilità di centrare, almeno in campionato, la terza vittoria di fila. Non arriva da oltre un anno e mezzo, da aprile 2021, era stata conquistata proprio contro lo Spezia. Sarri non parla alla vigilia, un po’ perché squalificato (al suo posto Martusciello in panchina), un po’ per scaramanzia. Riecco anche il Capitano, Immobile voleva giocare con Inghilterra e Ungheria, figuriamoci se avrebbe davvero rinunciato allo Spezia sei giorni dopo. Ciro ieri era subito in campo. Vuole esserci a ogni costo per superare i 187 gol, contro lo Spezia l’anno scorso trovò una tripletta, contro i club liguri si è sempre scatenato. Sarri tiene sempre in considerazione i piani b Cancellieri e Pedro. Oltretutto per il futuro, a sorpresa, prende quota in quel ruolo anche l’idea Luka Romero.

 

Non vuole perdere questo talento a zero, Lotito, arrivato ieri alle 19.15 a Formello per un brindisi (con Rao, Fabiani, la comunicazione e il marketing) per la sua elezione al Senato. Il patron commosso, ha rinviato un altro cin cin e il discorso con Sarri, Tare e la squadra a domani pomeriggio nella pancia dell’Olimpico. Il tecnico vuole regalargli il successo, ma chiede sempre un terzino sinistro a gennaio: è in ballo Parisi dell’Empoli, c’è Valeri in risalita, anche se su quest’ultimo andrebbe fatto poi un intenso lavoro difensivo nel passaggio da esterno alla linea a quattro, stile Lazzari. Cataldi aveva preso una botta giovedì pomeriggio, ha già recuperato. Luis Alberto vuole riprendersi una maglia dal primo minuto. Sarri terrà conto anche del tour de force di 12 gare in 43 giorni, fra campionato e Coppa. La Lazio ne giocherà all’Olimpico sette, più della metà. E allora bisogna sfruttare il calore e la spinta fra le proprie mura, quest’anno, su 4 sfide casalinghe, i biancocelesti ne hanno vinte 3 e persa appena una contro il Napoli capolista. In generale, nell’anno solare 2022, a prescindere dall’affluenza sugli spalti, in 17 match sono arrivate appena 3 sconfitte di cui quelle con Milan e Napoli, praticamente a fine gara. Poi 9 successi e 5 pareggi, inserendo nel computo Europa League e Coppa Italia.

Il Messaggero

 


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