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ESCLUSIVE BEST OF 2016 – Cragnotti: “Klose? Campione di altri tempi. Il 23 maggio sarà un grande evento, non si può vivere senza la propria tifoseria”

enrico.delellis@libero.it'

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Il 2016 è stato un anno particolare in casa biancoceleste. La guida Pioli è finita in un triste pomeriggio di aprile, dopo un derby perso in malo modo. Inzaghi subentrando al mister emiliano, ha dato nuova linfa e riportato entusiasmo tra i tifosi. La redazione di LazioPress.it vuole far rivivere le esclusive più belle di questa annata. Il terzo appuntamento è con l’ex presidente Sergio Cragnotti.

Signore dai forza al mio nemico e fallo vivere a lungo, affinché possa assistere al mio trionfocosì parlò Napoleone Bonaparte molti anni fa al suo esercito. Tanta forza avranno dovuto avere anche i “nemici” dell’ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti visto che durante il periodo della sua gestione i biancocelesti vincevano in Europa e in Italia. Semplicemente, in quel periodo la Lazio era la squadra più forte del mondo capace di battere nella finale di Supercoppa Europea, a Monaco, il Manchester degli “Invincibili” e vincere lo scudetto contro una Juventus potente sul campo, ma anche fuori dal rettangolo di gioco. In esclusiva la redazione di LazioPress.it ha contattato l’ex presidente biancoceleste per parlare con lui di Miro Klose, protagonista della serata di ieri, dell’evento Di Padre in Figlio in programma per lunedì 23 maggio allo stadio Olimpico e del mister della Lazio Simone Inzaghi, suo grande pupillo.

Avresti mai pronosticato una carriera da allenatore di Simone Inzaghi?

Ammirare Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio mi ha fatto tanto piacere. Vedere uno della vecchia guardia prendersi cura dei problemi laziali è sempre una bella cosa. Inzaghi è stato un grande giocatore e sono convinto che diventerà un bravissimo allenatore“.

Di quella squadra molti giocatori sono diventati poi allenatori: da Mancini a Mihajlović, passando per Simeone. Quella Lazio è stata fonte di ispirazione?

Era una grande squadra fatta di uomini prima che di campioni. Onestamente non so dire chi mi aspettavo fosse più pronto all’epoca per intraprendere nel futuro la carriera da allenatore. Però tutti erano uomini di calcio con grande esperienza. Penso anche a gente come Marchegiani, adesso un grande opinionista, oppure Veron che è diventato un presidente. Era una cosa prevedibile che ognuno di loro dopo aver smesso di giocare avrebbe percorso una grande carriera, chi da allenatore chi da dirigente“.

Ieri è stata l’ultima partita di Miro Klose con la maglia della Lazio. Un giocatore che avrebbe potuto trovare posto nella tua Lazio?

Vedere giocare Miro Klose con la maglia della Lazio è stato molto bello. E’ un grande professionista, si è fatto valere in ogni campionato e anche nelle competizioni europee. Credo che anche lui una volta che terminerà la sua carriera da giocatore potrà tranquillamente iniziare quella da allenatore”.

Lunedì 23 maggio, l’Olimpico tornerà a riempirsi per l’evento Di Padre in Figlio. Quanto fanno bene al mondo biancoceleste manifestazioni di questo tipo?

Una squadra di calcio non può vivere senza la propria tifoseria. Ecco perchè si dice che questa è il dodicesimo uomo in campo ed è fondamentale averla accanto nei momenti difficili. Sicuramente l’evento di lunedì prossimo sarà un grande spettacolo. E’ sempre bello vedere l’Olimpico pieno e colorato di biancoceleste“.

La stagione che si è chiusa ufficialmente ieri è stata molto deludente. Cosa ti aspetti dal prossimo campionato e soprattutto riconfermeresti Inzaghi?

Non conosco Sampaoli, il nome che gira in questi giorni, perciò non posso dare giudizi. Credo che la dirigenza della Lazio sia capace ad individuare sia i giocatori che il mister per far tornare il prossimo anno la squadra competitiva. Mi auguro che il presidente abbia il grande fiuto e la capacità per costruire una Lazio più forte. Inzaghi ha fatto molto bene e gli auguro tutto il meglio per il proseguo della sua carriera”. 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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