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ESCLUSIVA | Negro: “Il lavoro di Inzaghi è sotto gli occhi di tutti. Champions? Non è vietato sognare”

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Arriva a Roma nella stagione 1993/1994. Diventa subito punto fermo della difesa laziale, giocando prevalentemente alla destra del reparto arretrato a 4. Numerosi i trofei alzati al cielo con la maglia biancoceleste, tricolore compreso . Attualmente alla guida della Voluntas Spoleto ( squadra che milita nel campionato umbro di Eccellenza). Veneto di nascita e romano d’adozione, dopo le 12 stagioni con la prima squadra della capitale. Fisicamente devastante, tatticamente disciplinato: Paolo Negro, intervenuto in esclusiva a Laziopress.it. Con lui abbiamo parlato della stagione biancoceleste, del suo ex compagno di squadra, adesso attuale mister Simone Inzaghi, vera rivelazione della Serie A, secondo molti addetti ai lavori.

Inzaghi per lei è un ex compagno di squadra, quindi lo conosce bene. Come descrive il suo operato da allenatore?

“Simone sta facendo un ottimo percorso. Per come lo vedo io è sicuramente uno che vuole migliorarsi. E’ sempre pronto a studiare per crescere. Molto meticoloso nel lavoro, inoltre non si accontenta mai. Da sempre il massimo”.

Che bilancio farebbe della Lazio fino a questo punto della stagione?

“E’ stata una sorpresa, ha fatto molto più di quello che potevamo immaginare. Ho visto partite molto interessanti, si vede il lavoro di Simone”.

Lei, dopo Favalli e Wilson, ha collezionato più presenze di tutti con la maglia della Lazio e vanta il primato nelle  competizioni internazionali. Vede attualmente un giocatore in grado di diventare un simbolo per questi colori?

“Sono molto onorato di questo mio traguardo. Anche se non sono nato a Roma e laziale, lo sono diventato. Tra mille perplessità  e difficoltà iniziali, sono stato “adottato”, perché i tifosi  hanno visto sempre l’impegno ed il sacrificio che ho messo per questa maglia. Di solito le bandiere sono quelle nate sul posto e con la fede calcistica già dichiarata. Al momento credo si possa ricercare un uomo-simbolo  tra i ragazzi della Primavera”.

Lei, Nesta, Favalli e Pancaro…era difficile passare per un attaccante. Pensa che ci sia stata un’altra difesa di quel calibro dopo di voi?

“…e Marchegiani tra i pali! Secondo me quella è stata la difesa più forte e la soddisfazione più grande è che era tutta italiana. Questo mi riempie di gioia, è motivo d’orgoglio”.

Anche lei ha intrapreso la strada da allenatore, l’intento magari è quello di arrivare sulla panchina della Lazio?

“Magari! Come ho già detto: “Quando Simone andrà al Barcellona, io potrei arrivare alla Lazio. Lui in Spagna ed io a Roma“. E’ chiaro che la Lazio sarebbe un sogno, una grande ambizione, ma vediamo piano piano quello che riesco a fare”.

Secondo lei a quale posizione in classifica possono ambire i biancocelesti?

“L’Europa League è sicuramente alla portata della squadra, ma arrivati a questo punto un pensiero sulla Champions League credo si possa azzardare”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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