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GLI ACQUISTI DI GENNAIO – Biava per risanare la difesa: un amore silenzioso e leale lungo quattro anni

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La sessione invernale del calciomercato si avvicina. Nell’era Lotito, gennaio è stato spesso segnato dagli arrivi di alcuni flop. Ma, fortunatamente, ci sono 5 eccezioni.

E’ il primo febbraio del 2010 quando Giuseppe Biava appone la firma su un contratto che lo legherà alla Lazio per due anni, almeno inizialmente. Classe ’77 e origini bergamasche, il difensore viene prelevato a titolo definitivo dal Genoa per mezzo milione di euro. I biancocelesti non stanno vivendo un buon momento in campionato, tutt’altro. Dopo un avvio di stagione promettente, la squadra cade in una profonda crisi che si protrae per circa tredici giornate in cui gli uomini di Ballardini non riescono a centrare una vittoria. I supporter laziali si aspettano un mercato di riparazione consistente e la società risponde con l’acquisto di elementi che nel tempo si sono poi rivelati sufficientemente validi, o quantomeno utili alla causa biancoceleste. Oltre a Biava, infatti, approdano alla corte di Lotito anche Sergio Floccari e Andrè Dias. A pagare per il momento assai complesso della Lazio è Davide Ballardini che il 10 febbraio lascia la panchina capitolina per fare spazio a Edy Reja.

Biava non ha problemi ad ambientarsi e diventa fin da subito uno dei punti fermi della difesa biancoceleste tanto da concludere i suoi primi sei mesi a Roma con tredici presenze in campionato e una in Coppa Italia. Nel 2010 la Lazio conclude la stagione piazzandosi ad un misero dodicesimo posto. Nella stagione successiva il difensore di Seriate diventa un titolarissimo e disputa ben 35 gare in Serie A, centrando la porta per ben tre volte. Il primo gol con la maglia biancoceleste giunge il 3 dicembre del 2010 in un Lazio-Inter vinto per 3-1 dai padroni di casa: fu proprio la rete di Biava a sbloccare il match. Il sostegno e l’affetto dei tifosi biancocelesti lo fanno sentire a casa e partita dopo partita si sente parte di un gruppo sereno che può ambire a qualcosa di concreto, così nel marzo del 2012 decide di legarsi alla Lazio per un altro anno. Il destino, come ben sappiamo, gli ha dato ragione: il 26 maggio dell’anno seguente, infatti, Biava nella bolgia emozionante dell’Olimpico alza al cielo la Coppa Italia dopo aver vinto per 1-0 contro la Roma. L’impresa è compiutaA pochi giorni dal successo, il difensore prolunga il suo contratto fino al 30 giugno 2014.

“Un grazie particolare va ai miei compagni di squadra, con i quali ho avuto l’onore e il piacere di vivere questo momento importantissimo della mia carriera. Un pensiero speciale ai tifosi, con loro ho provato emozioni uniche, irripetibili e indimenticabili che porterò per sempre nel mio cuore. Grazie Lazio”. E’ il 26 maggio del 2014, uno strano scherzo del destino, quando Giuseppe Biava rende noto il suo addio con queste parole così semplici, composte, vere, sentite e apprezzate da tutti. Il ricordo che lascia nei cuori biancocelesti è quello di un ragazzo umile, con un gran senso del dovere e della professionalità. L’immagine che rimane è quella di un ragazzo che alle polemiche e ai capricci preferisce il diktat, oramai passato di moda, ‘testa bassa e pedalare’.

 


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TMW | Lazio, Kamenovic e Fares: due esuberi da piazzare per fare posto al giovane terzino

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Vendere per acquistare. In un momento in cui i soldi in Italia non girano nell’intero sistema, con l’indice di liquidità in negativo, la Lazio non ha margini per intervenire sul mercato di gennaio senza prima cedere qualcuno. Ecco perché a centrocampo si farà qualcosa (Ilic) solo se andrà via Luis Alberto (difficile), mentre in attacco non arriverà un vice Immobile: Sarri rimarrà così. In difesa però qualcosa può succedere. Da anni la Lazio ha bisogno di un terzino sinistro, Sarri stesso l’ha ribadito più volte, pubblicamente e privatamente al presidente Lotito.

Ecco che l’assist per muoversi sul mercato la Lazio può riceverlo da Kamenovic e Fares, due esuberi del club, entrambi terzini mancini. Sarri non li vede, difficilmente li utilizzerà (il serbo in un anno e mezzo ha giocato solo 45 minuti) e dunque devono essere venduti per comprare un giovane laterale mancino da addestrare per il futuro: Parisi, Valeri e alcuni nomi stranieri sono sul taccuino del ds Tare. Difficilmente la Lazio potrà monetizzare tanto da Kamenovic, 22 anni, e Fares, 26 anni. Però la loro uscita può liberare soldi dal punto di vista degli ingaggi: il serbo guadagna 500 mila euro annui, l’algerino addirittura 1,2 milioni. Troppi, decisamente. Così anche due possibili prestiti, quindi, possono aprire i cancelli di Formello per un nuovo giocatore. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

 


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