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Per Lei Combattiamo

Amore. Tre secondi per dirlo, ore per spiegarlo. Centodiciasette anni per provarlo: auguri Lazio

enrico.delellis@libero.it'

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Bella. Anzi bellissima. Centodiciassette anni e non sentirli. Una bella donna che si guarda allo specchio. Le rughe solcano il suo viso, lo sguardo somigliante a un’aquila: fiero, leale, impavido. I ricordi riaffiorano alla mente. Il primo pensiero vola verso il padre, Luigi Bigiarelli. Senza la sua idea innovativa nel lontano 1900, adesso non ci sarebbe lei. Il secondo pensiero, va a una persona fondamentale nel proseguo della storia, il Generale Vaccaro: “La Lazio è altro“, niente fusione con altre squadre che poi diedero vita alla seconda squadra della capitale: la Roma. Il primo trofeo? La Coppa Italia del 1958, vinta contro la Fiorentina grazie ad un gol di Prini, ex viola. Sessantamila persone festanti colorano la città di biancoceleste, colori limpidi, puri. La storia va avanti. Eventi nefasti si sono avvicendati successivamente a sogni di vittorie. La Serie B, il calcio scommesse, perdite importanti. Tutto questo avrebbe annientato chiunque, ma non la Lazio. La “Banda” del 74′ regala il primo scudetto. Squadra composta da uomini veri, da leggende che sono rimaste legate con un filo invisibile al tifoso biancoceleste, e non solo. Chinaglia, Wilson, Garlaschelli, Frustalupi, Pulici, Maestrelli, Lenzini, Re Cecconi (Ah Cecco!), cognomi impossibili da dimenticare, volti che difficilmente verranno scordati. Dopo la gioia arriva quasi sempre la caduta, la storia si ripete. Arriva la B. Un uomo incontrato quasi per caso: burbero, con un carattere niente male, ma con un cuore d’oro, entra a gamba tesa, nel destino. Il suo nome è Eugenio Fascetti: il salvatore. “Chi non se la sente può andare via“, bastano queste poche parole per racchiudere un mondo, una visione di spogliatoio, un mito. Termina il periodo buio e inizia quello della rinascita. Ancora una volta è il fato a fare incontrare una persona speciale. L’Italia sta cambiando, gli anni 90′ sanno di rivoluzione mediatica, una nuova era è pronta a spalancare le braccia verso il futuro. Tutto questo porta semplicemente un nome: Sergio Cragnotti. La Lazio nel suo periodo vive una seconda giovinezza. Bella e ribelle. Domina in Italia e in Europa, tanto da mettere paura a società del calibro del Manchester United e Real Madrid. Tanti i giocatori in “smoking” che hanno indossato la gloriosa maglia in quel periodo: da “Mi è sembrato di vedere Signori, Signori“, “Veron Juan Sebastian gol, Veron Juan Sebastian gol“, “Roberto gol, la la la, Roberto gol“, “Un capitano c’è solo un capitano“. Arriva il secondo scudetto, e non solo: Coppa Italia, Supercoppa Italiana, Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea. Anche in questo caso il momento di massimo splendore, viene sostituito dal dramma. Il rischio fallimento è alle porte. I tifosi si mobilitano per salvare la storia, la Curva Nord è la prima a scendere in piazza. La notte piano piano, fa spazio alla luce, Claudio Lotito salva la società impedendo il baratro. Altri attori protagonisti, hanno avuto un ruolo di spicco nel film biancoceleste: Piola, Giordano, Fiorini, Piscedda, Simeone, Mihajlović, Klose, Lulic. Brividi. Il momento di spegnere le candeline è arrivato. La mezzanotte è scoccata, la torta è presente sul tavolo. Un angelo che porta il nome di Gabriele Sandri, fa partire “i Giardini di Marzo“. Auguri Lazio.

 


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Formello

FORMELLO – Fase tattica e lavoro atletico: oltre ai nazionali assenti Basic e Immobile

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Prosegue a Formello la preparazione della Lazio agli ordini di mister Sarri, con i biancocelesti che tra meno di un mese ripartiranno in campionato dalla trasferta di Lecce. Per la seduta odierna di nuovo in gruppo Gila e Zaccagni, che erano tra la lista degli assenti di ieri. Oltre a Milinkovic-Savic e Vecino oggi tra gli assenti c’è ancora Toma Basic, assieme stavolta a Ciro Immobile. Dopo una lunga sessione di torello, è stato il turno della fase tattica, seguita dalla consueta partitella finale, alla quale non ha preso parte Gila. Al termine della seduta il gruppo ha svolto lavoro atletico, al quale Patric, Romagnoli, Marcos Antonio e Gila hanno preso parte con intensità minore.

 


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