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Il Messaggero | A gennaio è già Primavera

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Benedetta Primavera canta a squarciagola Simone Inzaghi. Un acuto che vuole far riecheggiare in tutta Formello. Eh già, perché i “suoi” ragazzi sono stati la sua salvezza e lui è stato la loro fortuna. Sette giovani provenienti dal settore giovanile sono stati impiegati in questa stagione dal tecnico biancoceleste e per cinque di loro si è trattato anche del debutto nel massimo campionato. Ha fatto di necessità virtù, Simone. Se li è portati in ritiro, li ha coccolati e loro si sono trasformati nella sua arma più bella. Gioventù al potere. Il mercato era tutto da fare, gli uomini scarseggiavano e così è stato bravo a guardare oltre. A vedere calciatori lì, dove molti vedevano ragazzini della Primavera.

LOMBARDI E’ giovane ma sembra già un veterano. Laziale nel cuore è stato il primo a debuttare in questa stagione. Esordio con gol contro l’Atalanta. Non poteva immaginare di meglio. Inzaghi lo ha buttato dentro a Bergamo per sopperire alla mancanza di una fascia destra (Candreva all’Inter e Anderson alle Olimpiadi). Ha risposto subito presente il numero 25 biancoceleste, così come ha fatto tutte le altre volte che è stato impiegato. Nove presenze per un totale di 223 minuti giocati. Compresi i 77 di domenica contro il Crotone in cui ha segnato un gol, giustamente annullato per fuorigioco, e si è procurato un rigore.

ROSSI L’ultimo a debuttare è stato invece Alessandro Rossi. Il bomber che con la Primavera ha realizzato 17 reti in 11 gare. Contro il Crotone, 8 minuti per realizzare quel primo passo verso il firmamento laziale: «Questo esordio rappresenta un obiettivo, ma è anche un punto di partenza: da qui si inizia a fare una grande carriera, spero di farla con questa maglia». Lui che nel petto ha un cuore a tinte biancocelesti. Inzaghi ha atteso il momento migliore per lanciarlo ma sa bene che questo è un super Rossi.

STRAKOSHA La sorpresa più piacevole è di sicuro Strakosha. Un esordio obbligato a Milano, contro il Milan. Sei gare totali e 4 gol subiti. In tre occasioni ha lasciato la porta inviolata. E’ cresciuto tantissimo grazie al lavoro certosino di Grigioni.

MURGIA E PRCE Un metronomo in mezzo al campo. Qualità e carattere. Alessandro è un predestinato del calcio. Esordio a Pescara e poi bis con gol a Torino. Sei presenze e 64 minuti totali. Inzaghi lo sta centellinando, ma nella sua testa ha già idea di consegnargli il centrocampo per i prossimi anni. Sta a lui continuare a sfruttare tutte le chance che avrà. Torino da ricordare anche per Franjo Prce. Debutto in serie A. Per il resto tanta panchina, deve crescere tanto e davanti ha 4 centrali che, a meno di cataclismi, non gli lasceranno facilmente spazio.

KEITA E CATALDI Cresciuti anche loro nel settore giovanile, sono ormai due veterani. Forse entrambi ai saluti. Simone stravede per Balde e ha preteso un suo reinserimento in squadra. L’ha gestito alla perfezione ma difficilmente riuscirà a trattenerlo a Roma. Storce un po’ il naso, per il poco spazio, anche Cataldi. Vuole giocare. Inzaghi ha tanti boccioli in campo, c’è profumo di Champions ma per conquistarla c’è bisogno anche di qualche giocatore più maturo.

Il Messaggero – Emiliano Bernardini 

 


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MONDIALI 2022 | Argentina-Messico, le formazioni ufficiali

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Alle 20.00 inizierà il match tra Argentina e Messico, una gara di importanza capitale per la permanenza di Leo Messi e compagni nella competizione. Dopo la sconfitta con l’Arabia Saudita la nazionale dell’ex biancoceleste Scaloni è infatti obbligata a trovare i tre punti. Queste le scelte ufficiali dei due allenatori:

ARGENTINA (4-3-3): E. Martinez; Montiel, L. Martinez, Otamendi, Acuna; De Paul, Rodriguez, Mac Allister; Messi, Lautaro Martinez, Di Maria.

CT: Scaloni.

MESSICO (5-3-2): Ochoa; Araujo, Montes, Moreno, Gallardo, Alvarez; Herrera, Chavez, Guardado; Vega, Lozano

CT: Martino.

A dirigere il match sarà Daniele Orsato.

 


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