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ESCLUSIVA – Pettinari: “Lazio credi nella Champions. Bergamo piazza ideale per fare calcio. I social? Hanno sostituito il bar”

enrico.delellis@libero.it'

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Non mollare mai“, slogan che molti tifosi di squadre di calcio hanno fatto proprio. Un ragazzo però di questo motto ne ha fatto un autentico stile di vita: Leonardo Pettinari, sa benissimo cosa vuol dire non arrendersi mai nella vita. Cresciuto calcisticamente in una scuola calcio nella “sua” Prato, La Quercie a pochi passi da Firenze, dopo aver indossato maglie importanti come quella della Reggina, Cittadella e Atalanta. Con la maglia bergamasca vince il campionato di Serie B e arriva l’esordio in A, contro il Cagliari. La sua carriera prosegue a Varese. Proprio durante la sua avventura in Lombardia, gli viene diagnosticato un problema cardiaco. Finisce la sua carriera a soli ventisette anni.  Il mondo del pallone però è impossibile da dimenticare. Adesso parte una seconda avventura come allenatore nel settore giovanile della Fiorentina. In esclusiva la redazione di LazioPress.it l’ha contattato per parlare della gara di domenica tra la Lazio e l’Atalanta.

Domenica si affronteranno le due squadre più in forma del campionato. Ti aspettavi un cammino così da parte delle due rose?

“Francamente no. All’inizio per come si doveva delineare il campionato nessuno si aspettava l’Atalanta così in alto in classifica, anche perchè gli obiettivi erano diversi. Poi come spesso il calcio regala ci sono stagioni inspiegabile e penso che adesso non si può parlare più di sorpresa, ma di certezza. Hanno messo in prima squadra tanti giocatori: validi e di qualità, che sono finiti sul taccuino di grandi società. Poi ci sono giocatori importanti come il Papu Gomez. Secondo me potrebbe tranquillamente giocare in squadre anche più blasonate di quella atalantina. La Lazio è un discorso un pò diverso, magari anche qui nessuno si aspettava un campionato di vertice, però ha una rosa di tutto rispetto, che per il livello del nostro campionato può stare tranquillamente in alto. Stanno trovando la giusta continuità, giocano un bel calcio”.

Tatticamente che partita ti aspetti? Chi tra le due ha più da perdere?

“Da amante del calcio mi auguro in una bella partita. Sono due squadre che si trovano in classifica in un posizione invidiabile, perciò non hanno da perdere tanto. Entrambe devono giocare per vincere. A mio avviso è leggermente favorita la Lazio, anche perchè sulla carte è superiore. Per l’Atalanta portare un punto da Roma, non sarebbe male”.

La Lazio può ambire alla Champions?

“Non è facile perchè ci sono squadre come Juventus, Roma e Napoli che da anni ormai sono nel giro Champions League. Il discorso coppe potrebbe alle squadre appena citate togliere molte energie fisiche e mentali e la Lazio potrebbe approfittare di questo aspetto. Possono sicuramente centrare questo obiettivo, ma rimanere così in alto per tutto il girone di ritorno non sarà una cosa semplice”.

Per l’Atalanta invece si può parlare di Europa League…

“Vale lo stesso discorso fatto per i biancocelesti. Se riusciranno a mantenere questo stato fisico e di continuità di risultati, non smantellando troppo la squadra in questa sessione invernale di mercato, sicuramente potranno dire la loro per un piazzamento in Europa League”.

Sei un amante del “Loco” Bielsa, come molti avresti visto di buon occhio un suo arrivo nel nostro campionato. Alla fine sulla panchina biancoceleste è rimasto Simone Inzaghi. Col senno del poi la Lazio ci ha guadagnato?

“Inzaghi mi ha sorpreso tantissimo, anche perchè non lo conoscevo nel dettaglio come allenatore. Si sta dimostrando molto valido. Secondo me ha messo tanto del suo dentro questa squadra. Vedere giocare i biancocelesti è piacevole e da fuori si vede anche che il gruppo è molto unito e solido. Sono prerogative fondamentali per raggiungere obiettivi importanti. Quando un allenatore riesce a fare tutto questo vuol dire che è bravo. Ho visto la partita contro il Crotone e mi ha impressionato molto. Chiaro che Bielsa sarebbe stato più un attrazione mediatica. Dico la verità molto probabilmente sarei venuto a vedere anche qualche allenamento, visto che da tutti è considerato come un maestro di questo sport. Però non è detto che avrebbe fatto meglio dell’attuale tecnico, anzi molto probabilmente vista la stagione avrebbe potuto fare solo peggio. Anche questo è il bello del calcio”.

Conosci benissimo la piazza di Bergamo. Qual è il segreto?

“L’Atalanta è considerata una società di media classifica questo per quanto riguarda la prima squadra. Il settore giovanile è uno dei più prolifici in Europa. Ci sono minimo una trentina di giocatori che stanno disputando la Serie A, tutti usciti da questa squadra. Se parliamo invece di strutture e di scouting, credo che non hanno niente da invidiare a società più blasonate. Ho avuto il piacere di indossare questa maglia e l’onore di poter vivere in una piazza ideale per giocare a calcio”.

In questo calcio moderno a gamba tesa è entrato il mondo dei social. Trovi che sia un bene o un male?

“Ci sono tanti mezzi soprattutto adesso con questa tecnologia per far sapere il tuo pensiero. Penso che alla fine dipenda molto dall’intelligenza della persona. Uno può usare i social in mille modi, chiaro che se sei un professionista che gioca a grandissimi livelli, magari devi saperti controllare. Non mi piace il fatto che molte società vietino ai propri tesserati l’uso di Twitter, piuttosto di Facebook. Questi programmi hanno sostituito la vecchia figura del bar: prima uno si doveva sfogare e per farsi sentire andava in piazzetta oppure in un locale e lo strillava. Adesso nel mondo di oggi per fare tutto questo basta prendere un telefono e scrivere centoquaranta caratteri. Ripeto la differenza la fa la testa della persona. Evitare certi comportamenti sarebbe opportuno”.

Felipe Anderson è pronto per il grande salto?

“Le sue qualità non sono in discussione. Deve imparare ad essere più continuo nell’arco di una stagione, ma anche in una partita. Quando decide di giocare, difficilmente diventa marcabile. Lo stesso discorso vale per Keita, che molto probabilmente non ha problemi in campo, ma con alcuni suoi atteggiamenti fuori dal rettangolo di gioco. Nell’uno contro uno diventa devastante, ha qualità fuori dalla norma. Ho visto qualche partita delle qualificazioni alla Coppa d’Africa, è un giocatore che può vincere le partite da solo volendo. Però per giocare in un top club bisogna essere “accesi” per novanta minuti e diciannove partite su venti. Questo manca a Felipe Anderson e Keita”.

Il futuro di Leonardo Pettinari?

“Momentaneamente sono entrato da poco a lavorare nella Fiorentina, sono tornato a casa. Sto provando come preparatore tecnico nelle giovanili dai 2002 ai 2005. Sicuramente il mio obiettivo è quello di entrare come allenatore nel mondo del calcio. Ho saputo trasformare la sfortuna per quello che mi è successo in fortuna, visto che ho iniziato presto a studiare e ad allenare. Mi piace stare sul campo, mi sarebbe piaciuto starci di più come giocatore, spero di restarci di più in futuro come allenatore”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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