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FOCUS – Cataldi-Genoa, quando un prestito cambia la carriera. Da Suso a Kessie, fino a Florenzi: la cabala è con Danilo

jacoposimonelli@yahoo.it'

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Un addio doloroso ma necessario. Danilo Cataldi lascia la Lazio per 6 mesi, destinazione Genova, sponda rossoblu. “Amo la Lazio ma voglio giocare di più”, le sue parole profetiche alcuni giorni fa. Troppo forte la concorrenza del centrocampo biancoceleste per il numero 32. Biglia e Parolo intoccabili, le ascese di Milinkovic e Murgia, oltre la garanzia Lulic: difficile trovare spazio avendo solo il campionato da onorare. Dopo il prestito a Crotone e due anni romani da rincalzo, ecco allora l’idea Genoa. Mezza stagione da protagonista alla corte di Juric per (ri)prendersi la Lazio e gli Europei Under 21 con l’Italia. Gli obiettivi del classe ’94 sono chiari. Ecco perché un prestito per giocare di più e crescere non è poi un’idea così scandalosa. Questi 6 recenti esempi lo dimostrano.

Claudio Marchisio (Juventus-Empoli): L’attuale vice capitano della Juventus – e idolo di Cataldi – ha ‘studiato’ in Toscana. Con l’Empoli, il classe ’86 ha assaggiato per la prima volta un campionato di Serie A da protagonista, giocando anche in Europa League. Prestito fruttuoso? Ora da anni è la colonna della Juventus e dell’Italia, giocando indifferentemente da regista e interno di centrocampo. Quindi sì, Empoli è stata una tappa fondamentale.

Alessandro Florenzi (Roma-Crotone): Un anno in Calabria, prima di prendersi la Roma. Il classe ’91 in Serie B si è fatto le ossa, giocando praticamente in ogni ruolo, duttilità che lo ha consacrato anche in giallorosso. Così ora Florenzi, oltre a essere un perno della Roma, è anche presente e futuro della Nazionale. Sarebbe stato lo stesso anche senza il prestito al Crotone? Probabilmente sì, ma nel dubbio la mano sul fuoco non ce la mettiamo…

Franck Kessie (Atalanta-Cesena): Rivelazione dell’Atalanta che vola. Questo ivoriano in pochi mesi ha conquistato la Serie A e tutte le big. Forza fisica, qualità e vizio del gol, il prototipo del centrocampista moderno. Il classe ’96 ha però svoltato lo scorso anno a Cesena, convincendo i nerazzurri a puntare su di lui. Scelta azzeccata? Il Liverpool ha pronti 40 milioni di euro per lui, rispondete voi.

Roberto Gagliardini (Inter-Vicenza): Altro prestito, altra plusvalenza targata Atalanta. ‘Il Pogba bianco’ ha conquistato l’Inter, che ha speso per lui quasi 30 milioni di euro, grazie a un inizio di stagione da sogno a Bergamo. Ah, nel frattempo si è preso anche la Nazionale. Il presidente Percassi si sfrega le mani.

Mattia Caldara (Cesena-Atalanta): Romagna terra di futuri campioni. Come Kessie, il classe ’94 si è imposto in bianconero al Cesena, prima di arrivare a un’altra squadra bianconera: la Juventus. I campioni d’Italia in carica hanno infatti bruciato la concorrenza per questo difensore centrale, stregati dal suo inizio di campionato con l’Atalanta rivelazione.

Suso (Genoa-Milan): Chiudiamo con lo spagnolo, forse il più vicino a Cataldi. Perché senza il prestito al Genoa, difficilmente il classe ’93 sarebbe diventato l’anima di questo Milan. Il suo primo impatto in rossonero era stato anonimo, il secondo invece da protagonista. Liguria fondamentale per lui. Da gennaio a giugno all’ombra della Lanterna, con 6 gol e tante giocate da protagonista. L’ex Liverpool sotto la guida di Gasperini (mentore di Juric, nuovo allenatore di Danilo) si è imposto, è rinato. Galliani, che lo ha preso per appena 200 mila euro, ancora ringrazia l’amico Preziosi per lo stage.

Insomma, siamo così sicuri che tra un anno Cataldi non possa far parte di questa lista?

 


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Lazio, finalmente le rotazioni: ecco quanto hanno giocato i nuovi arrivati

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Lotito nella finestra di mercato estiva ha speso come mai prima d’ora, regalando a mister Sarri non solo 8 nuovi acquisti, ma anche la possibilità di far ruotare i giocatori tra le varie competizioni. A differenza degli altri anni, infatti, tutti i nuovi innesti sono stati già scesi in campo per diversi minuti, permettendo i titolari di riprendere fiato.

Il meno utilizzato, per ora, è Luis Maximiano. Il portiere era titolare nella partita di esordio di questa stagione contro il Bologna, ma dopo 6 minuti ha rimediato un cartellino rosso, costringendo Provedel a prendere il suo posto.

Dal 14 agosto Provedel è titolare fisso, sia in campionato che in Europa League. In questo modo, tra i nuovi acquisti è quello che ha giocato per più minuti, in tutto 802. In campionato ne ha giocati 622’ (gli 82 di Lazio Bologna e le restanti partite 90’) e in Europa League 180’ (i 90 di Lazio-Feyenoord e di Midtjylland-Lazio).

In ordine, subito dopo troviamo Romagnoli con 638 minuti, di cui 475 in Serie A e 163 in Europa League. In campionato ha giocato tutti e 90 i minuti contro Bologna, Torino, Inter e Napoli, rimanendo in panchina contro il Verona e scendendo in campo per 81 minuti contro la Samp e 34 con la Cremonese. In Europa, invece, ha giocato 73 minuti contro il Feyenoord e tutta la partita con il Midtjylland.

fraioli

Al terzo posto c’è Vecino, il pupillo di Sarri. Il centrocampista è stato l’ultimo ad arrivare saltando tutta la preparazione ad Auronzo di Cadore, ma, nonostante ciò, è uno dei più utilizzati. Sono 378 i minuti in cui è sceso in campo, di cui 255 in Serie A e 123 in Europa. Non ha mai giocato una partita intera, però piano piano si è riconquistato la fiducia del suo ex mister che lo ha mandato in campo inizialmente 7 minuti contro il Bologna nella prima partita, poi man mano ha aumentato il minutaggio. Dopo il Bologna sono arrivati i 62’ contro il Torino, i 57’ contro l’Inter, i 37’ con il Napoli, 25’ contro il Verona e 67’ con la Cremonese. Solo con la Samp è rimasto in panchina. In EL, invece, ha giocato 70’ contro il Feyenoord, in cui ha segnato 2 gol e servito un assist, e 53’ contro il Midtjylland.

fraioli

Subito dopo troviamo Gila, che con i suoi 201 minuti totali si piazza al quarto posto. Solo 21 minuti per lui in campionato (9 con la Samp e 12 con la Cremonese), ma tutti i 180 in Europa League.

Terzultimo posto per Casale, con 146 minuti in campionato. Non ha ancora mai calcato i campi dell’Europa League, ma ha giocato 90 minuti contro il suo ex Verona e 56’ contro la Cremonese.

Infine, prima del meno utilizzato Luis Maximiano, troviamo Marcos Antonio con 138 minuti. In Serie A è sceso in campo 4 volte: contro il Torino (28’), l’Inter (6’), la Samp (18’) e il Verona (65’). In Europa League, invece, ha giocato solo 21 minuti contro il Midtjylland.

 


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