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ESCLUSIVA | Jacobelli: “Immobile e Petagna saranno decisivi. Keita? Spero resti alla Lazio”

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A 38 anni è il più giovane direttore di un quotidiano nazionale. Ma non è l’unico record che vanta, arrivando a contare un milione e mezzo di lettori al giorno. Radio e tv, dal cartaceo al web, da calciomercato.com al corrieredellosport.it: alcune delle numerose esperienze di Xavier Jacobelli, giornalista bergamasco. Da maggio del 2015 direttore editoriale della redazione digitale dei quotidiani sportivi. La redazione di LazioPress.it l’ha contattato in esclusiva per parlare del match in programma domenica all’Olimpico, del calciomercato che sta tenendo banco con alcuni casi in casa Lazio e del lavoro dei due allenatori.

Affrontare la piazza romana non è sempre facile, lei da giornalista è riuscito a farsi spazio, ad incrementare le vendite dei quotidiani anche a Roma. I tifosi biancocelesti l’apprezzano per la chiarezza che ha sempre messo nei suoi articoli. Cosa pensa del tifo della capitale?

“Questa città vive di calcio, quello che colpisce è la passione con la quale vengono seguite le vicende della squadra del cuore. E’ un fenomeno unico nel panorama calcistico italiano. Importante ora per la piazza biancoceleste è l’esordio di Rossi: sette giocatori tra quelli impiegati da Inzaghi da inizio stagione provengono dal vivaio. Per non parlare poi del brillante girone d’andata disputato, credo che neanche il più ottimista dei tifosi si sarebbe aspettato una Lazio in lotta per la Champions”.

In vista della gara di domenica all’Olimpico, chi pensa possa accaparrarsi i tre punti utili per l’Europa?

“Da appassionato di calcio mi aspetto una grande partita. Quello già detto sul vivaio della Lazio, dicasi per l’Atalanta, che vive una stagione sopra ogni previsione, soprattutto dopo le 4 sconfitte rimediate nelle prime cinque giornate, di cui la prima proprio con la Lazio. Bisogna evidenziare il lavoro di Gasperini, un tecnico che agli inizi della sua carriera ha lavorato per nove anni nelle giovanili della Juventus e che quindi sa come valorizzare e seguire i talenti, accettandone anche i cali di rendimento. Ha avuto il coraggio di lanciarli nella mischia. La svolta è arrivata contro il Napoli quando ha mandato in campo simultaneamente Caldara e Gagliardini, senza dimenticare Petagna. Quando hai un buon settore giovanile, i risultati si vedono, inoltre reputo l’ex Genoa  il tecnico giusto, al posto giusto”.

I sogni europei sono più alla portata dei laziali o degli atalantini?

“Secondo me tutte e due le squadre, possono raggiungere l’obiettivo Europa, perchè c’è un equilibrio sovrano alle spalle della Juve. Da febbraio cominceranno le coppe ed incideranno sul rendimento delle squadre impegnate nelle competizioni internazionali. Sia la Lazio che l’Atalanta, si difenderanno. Per i  bergamaschi il traguardo principale era la salvezza e adesso che hanno raggiunto l’obiettivo, dal punto di vista psicologico sono spensierati. Lo stesso vale per la Lazio, il traguardo primario era quello di tornare in Europa, adesso è lì sù in classifica ed è cresciuta molto. Domenica abbiamo visto la giusta mentalità: quando si vincono partite dopo la sosta, pur non giocando bene, vuol dire che la squadra sta crescendo anche sotto quest’aspetto. Queste partite complicate e difficili che ti impegnano fino all’ultimo respiro ed alle quali reagisci bene, sono segno di crescita della squadra.

Chi sono gli uomini-chiave di queste due squadre?

“In questo momento per la Lazio, dico Immobile perchè il gol che ha ritrovato dopo quasi 2 mesi gli darà la giusta carica. Gli attaccanti possono accusare un periodo in cui non riescono a segnare, ma lui è stato uno dei migliori colpi sul mercato estivo e lo ha dimostrato subito. Sul fronte Atalanta verrebbe facile dire Gomez, ma io dico Petagna, che secondo me è un giocatore che ha trovato con Gasperini il suo ruolo, è il regista offensivo dell’Atalanta. È vero che nasce come punta (3 gol), ma sono più importanti gli assist e la capacità di tenere alta la squadra, farà sicuramente una grande partita e poi stiamo parlano di un ’95. Un giocatore che sembrava essersi smarrito dopo gli inizi promettenti al Milan e invece a Bergamo ha trovato evidentemente la squadra, l’ambiente, i compagni e l’allenatore che ne hanno valorizzato il talento”.

Lei è da sempre nel mondo del calcio, riuscirebbe a paragonare mister Inzaghi a qualche tecnico che ha visto negli anni passati?

“A questa domanda rispose anche lui, un paio di mesi fa. Lui stesso disse che il modello è il suo lavoro. A me piace molto lo stile dell’uomo, prima ancora che del tecnico. È un signore che non va mai sopra le righe. Della signorilità e del rispetto per gli avversari ne ha fatto delle caratteristiche principali nella sua condotta. Poi mi piace molto come lavora con i giovani. Io penso che Simone Inzaghi sia Simone Inzaghi, e gli auguro una grande carriera, come immagino lui faccia. Tra l’altro non dimentichiamo che la sua destinazione era la Salernitana se non ci fosse stata la vicenda Bielsa, quindi lui senza aver nulla da ridire ha dimostrato sia di credere in se stesso che di saper gestire gli equilibri all’interno della squadra. Basta vedere Keita: non era facile recuperarlo dopo le controversie dell’estate scorsa e, anche in questo caso, Inzaghi ha dimostrato maturità ed intelligenza”.

Passiamo nel suo “campo”, il calciomercat0, la notizia su Catadi, immaginava potesse lasciare Roma?

“Cataldi chiede di giocare, andando via probabilmente corona questo sogno. Parliamo di un nazionale Under 21, qualora non giocasse in campionato avrebbe meno visibilità anche per arrivare a giocare con gli Azzurri”.

Pensa sia possibile assistere a delle cessioni “importanti” in questo periodo?

“Spero che nessuno vada via dalla Lazio in questo momento, soprattutto per Keita e Biglia l’augurio è che non lascino Roma, ma per quanto riguarda il capitano le possibilità che rimanga credo si affievoliscano con il passare del tempo, visto che non si trova un accordo per il rinnovo. Parliamo di un contratto che scadrà nel 2018, ma in genere queste vicende si risolvono con largo anticipo per evitare di ritrovarsi un giocatore che dal prossimo gennaio sarebbe libero di scegliersi un’altra squadra”.

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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