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FOCUS – Berisha-Lazio, quando la prima da ex è un incubo: da Carrizo a Bizzarri, fino a Muslera

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“Vinciamo noi”. Chiaro no? Nessun rancore, anzi: “Un’esperienza fondamentale, mi ha fatto crescere anche come uomo ma avevo bisogno di giocare con continuità””. Voleva giocare Etrit, alla Lazio era difficile. Paura della concorrenza? “Non mi ha mai spaventato, come accadeva con Marchetti alla Lazio. La concorrenza fa bene”. Ora Berisha difende i pali dell’Atalanta di mister Gasperini: “Mi ha dato fiducia”. Domani ci sarà una sfida da vertice, in palio c’è l’Europa. Il numero uno bergamasco tornerà per la prima volta da ex all’Olimpico, all’andata giocò Sportiello (ora passato alla Fiorentina). Futuro? Conta il presente, Berisha pensiero: “Non voglio sprecare energie pensando al futuro, vedremo a fine stagione”.

La Lazio e gli ex portieri, una prima volta dall’esito (quasi sempre) negativo. Ecco 6 ritorni significativi negli ultimi anni:

MARCHEGIANI – Un ritorno tra gli applausi di tutto lo stadio. Non poteva essere diversamente. Il portiere della Lazio più forte di sempre, protagonista in Italia e in Europa. Dopo sette anni con la maglia biancoceleste si trasferisce al Chievo. Il 5 Ottobre del 2003 Marchegiani torna all’Olimpico da avversario. La Lazio di Mancini supera la squadra di Del Neri grazie ad una punizione di Mihajlovic.

HANDANOVIC – Una sola presenza con la maglia della Lazio, contro il Parma e senza subire reti. Dopo un anno in prestito al Rimini in B, torna all’Udinese. Il 28 Ottobre affronta i biancocelesti all’Olimpico. Gara dominata dai friulani, un super Ballotta evita un passivo pesante. La rete nel finale di Asamoah decide partita.

SERENI – Anni travagliati quelli di Sereni alla Lazio. Secondo dietro al monumento Peruzzi, ha poco spazio. Nel 2006 viene messo fuori rosa, al termine della stagione riparte dal Torino. 25 Agosto 2007, Lazio-Torino apre il campionato. Partita ricca di emozioni e gol: 2-2 il risultato finale.

CARRIZO – Arrivato come l’erede di Peruzzi, Carrizo si è rivelato uno dei più grandi flop dell’era Lotito. Ma l’argentino verrà (soprattutto) ricordato tra gli eroi del 26 Maggio. Decisivo nella sfida contro il Siena, parando i rigori di Vergassola e Larrondo. Dopo i prestiti al Real Saragozza e al River Plate, Carrizo passa al Catania. Il 18 Marzo 2012 il Catania batte la Lazio, decide il gol di Legrottaglie, in una partita importante per la zona Europa. Determinante Carrizo con il miracolo sul colpo di testa ravvicinato di Dias, sul risultato ancora di 0-0.

BIZZARRI – Dal 2009 al 2013 alla Lazio, poche presenze e tante polemiche: “Reja mi disse che dovevo fare il terzo portiere per non disturbare il primo, Muslera. Poi ho avuto Marchetti che è esploso. Non mi è mai stata data un’opportunità“. Lascia la capitale per andare al Genoa. Ha davanti Perin, anche qui fa panchina. Una sola presenza con il Grifone, il 26 marzo 2014 in occasione della vittoria a Marassi per 2-0 proprio contro la Lazio.

MUSLERA – Un avvio difficile, molti errori e poca personalità. Serve tempo, a Formello puntano tutti su di lui. Delio Rossi lo sa, e le gerarchie cambiano. Carrizo in panchina, gioca Muslera. Con la Lazio dal 2007 al 2011, conquista la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana. Contro i blucerchiati vive una serata indimenticabile: la finale si decide ai rigori e l’uruguaiano neutralizza dal dischetto Cassano e Campagnaro. Dopo 5 anni intensi si trasferisce al Galatasaray. Il 18 Febbraio 2016 affronta per la prima volta da ex la Lazio, nei sedicesimi di Europa League. In Turchia finisce 1-1, al ritorno passeranno il turno i biancocelesti.

“Avevamo due portieri quest’estate, hanno dimostrato entrambi di essere affidabili. La mia scelta è caduta su Marchetti. La cessione in prestito è stata utile per lui e per noi”, le parole di Inzaghi in conferenza stampa su Berisha. La prima da ex per l’albanese, si spera nel segno di Marchegiani…

 


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MONDIALI 2022 | Germania eliminata e Giappone primo nel girone: Spagna seconda

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Succede di tutto nel Gruppo E, che ha visto continui ribaltamenti di fronte decisivi ai fini della classifica finale del girone. Partendo dal match tra Costa Rica e Germania, la vittoria tedesca per 2-4 non basta comunque per la nazionale guidata da Flick: i tedeschi vengono dunque eliminati nella fase a gironi per il secondo Mondiale consecutivo. La Germania era passata in vantaggio grazie al gol di Gnabry, al quale nel secondo tempo la Costa Rica aveva risposto con Teiera e Vargas, che avevano fatto sognare la qualificazione per alcuni minuti con il momentaneo 1-2. Da qui la rimonta tedesca, arrivata con la doppietta di Havertz e dal gol di Fullkrug.

Nel match tra Giappone e Spagna le furie rosse erano passate in vantaggio grazie alla rete di Morata, con il Giappone che però in avvio di secondo tempo ha ribaltato il match con i gol di Doan e Tanaka, arrivati al 48′ e al 51′, decisivi si fini della vittoria giapponese, arrivata per 2-1. Da quel momento la Spagna ha anche rischiato l’eliminazione, complice l’estemporaneo vantaggio del Costa Rica. La classifica finale fa registrare dunque il primo posto del Giappon, che affronterà agli ottavi la Croazia, e il secondo della Spagna, che affronterà invece il Marocco.

 


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