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ESCLUSIVA | Di Livio: “Coppa Italia fondamentale, contro la Juventus servirà la migliore Lazio per fare punti”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Trofei vinti dopo infaticabili scatti di corsa e di sudore, mai un dubbio sulle sue qualità come uomo che come calciatore, un filo doppio speciale ha sempre legato il suo cuore a quello di ogni tifoseria delle squadre in cui ha militato: questo è Angelo Di Livio, “Soldatino” per chi lo conosce bene. La redazione di Laziopress lo ha rintracciato in esclusiva per parlare di Juventus-Lazio. Ma non solo.

Domenica sarà Juventus-Lazio. Squadra di Allegri in cerca di riscatto dopo la sconfitta di Firenze, i biancocelesti vengono da due vittorie consecutive. Stando alla classifica, sarà una sfida tra due grandi del campionato…

“Bisogna riconoscere il merito a Simone Inzaghi che sta facendo un campionato all’altezza della situazione. Possiamo anche considerarla una sorpresa questa. Però poi c’è da andare a Torino in un campo difficile, dove la Juventus sicuramente sarà molto arrabbiata per la sconfitta di Firenze. E’ un test importante: la Lazio dovrà, forse, fare la migliore prestazione della stagione se vorrà portare punti via dallo Juventus Stadium. Immobile è tornato al gol dopo parecchie partite senza segnare, mentre dall’altra parte gli occhi saranno tutti puntati sulla coppia Higuain-Dybala che non staranno facendo benissimo, ma che sono comunque giocatori da tenere sempre in considerazione”.

Juventus ancora in corsa sul fronte Champions League, oltre che ovviamente sul fronte scudetto. Dove può arrivare?

“Questa è la filosofia di una società straordinaria che cerca sempre di portare avanti tutti gli obiettivi. La Juventus ha ancora la possibilità di vincere il sesto scudetto consecutivo, ma è chiaro che gli occhi sono tutti puntati sulla Champions League perché ormai è da tanti anni che non riescono a portare questo trofeo a Torino. Ma è un po’ la mentalità della società: loro non trascurano né tralasciano niente, cercano sempre di vincere il più possibile”.

Di Juventus-Lazio ne ha giocati tanti: c’è qualcosa che ricorda in particolare?

“Sono sempre state belle partite. Ricordo soprattutto quando venivamo all’Olimpico era sempre una sfida difficile, perché la Lazio di Cragnotti era una squadra molto forte che ci ha sempre dato del filo da torcere. Era un periodo forse magico per i colori biancocelesti”.

La Lazio si confermerà per un posto in Europa?

“Quest’anno c’è molta concorrenza, ma è anche un anno da sfruttare. Adesso c’è anche il mercato e sarebbe bello uno sforzo della società nel mettere a disposizione un elemento in più a Simone Inzaghi: vista anche la partenza di Cataldi, secondo me a centrocampo la Lazio ha bisogno di un elemento anche per sostituire a volte Biglia, Parolo o lo stesso Milinkovic-Savic. Al di là del nome, un centrocampista che potrebbe ricoprire tutti i ruoli secondo me sarebbe un acquisto importante”.

Ed un crocevia importante possono già essere gli ottavi di Coppa Italia contro il Genoa…

“Assolutamente sì, è una partita da non sottovalutare per tanti motivi. La Coppa Italia è una competizione comunque sempre molto importante: all’inizio le squadre un po’ la snobbano, poi quando si va avanti c’è sempre più interesse attorno a questa competizione. Soprattutto per quelle squadre che da anni non vincono un trofeo. Un top club non deve trascurare nessun obiettivo di nessun torneo, e la Coppa Italia è importantissima da vincere”.

In carriera ha vinto tanti trofei, con la maglia bianconera e non solo. Ha qualche rammarico?

“L’Europeo del 2000. Aver perso la finale contro la Francia in quella maniera è un rammarico che chiunque ha partecipato in quella squadra si porterà sempre dietro. Vincere 1-0 a 20′ secondi dalla fine e poi perderlo in quella maniera brucia ancora”.

Dopo un addio non senza polemiche con la Juventus, è arrivato alla Fiorentina in anni difficili quanto importanti per quella che è la società viola di oggi. Cos ha significato vivere tutto quel periodo, dove si è toccato il fondo per poi risalire la china, con la fascia da capitano al braccio?

“Ci sono dei valori da portare avanti, che sono poi quelli del rispetto della gente e dell’attaccamento alla maglia. A Firenze ho fatto un po’ di tutto: sono arrivato per partecipare alla Champions League e dopo pochi anni mi sono ritrovato in C2, però per rispetto della tifoseria e attaccamento alla maglia ho deciso di rimanere e di dare il mio contributo per far risalire la Fiorentina in serie A. E’ stata una storia bellissima che non rinnego e, anzi, rifarei sempre. Per me ci sono valori importanti nella vita”.

 


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Serie A, una panchina sempre più vicina al cambio allenatore: ecco di chi si tratta

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La sconfitta casalinga di oggi contro il Monza potrebbe esser stata fatale: Marco Giampaolo è sempre più a rischio esonero, la sua panchina sembra ora destinata a saltare dopo la quarta sconfitta consecutiva in campionato della Sampdoria, quinta nelle ultime sei. Come riporta Gianlucadimarzio.com, la decisione sembra essere praticamente presa e, in caso di addio di Giampaolo, sono due le possibilità che si aprono, entrambi eventuali ritorni: Claudio Ranieri e Roberto D’Aversa, predecessore proprio dell’attuale allenatore della Sampdoria, ancora sotto contratto fino al 2024.

 


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