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ESCLUSIVA | Moggi: “La Lazio proverà a fare risultato contro la Juventus. Biglia? Giusto rinnovare, ma non è un campione”

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Archiviata con un sonoro 4-2 la vittoria contro il Genoa in Coppa Italia, per la Lazio di Simone Inzaghi è già tempo di campionato. Appuntamento a domenica, nel “lunch match” delle 12.30. All’orizzonte la strada dei biancocelesti si tinge di bianconero, lo Juventus Stadium ospiterà una partita importante per entrambe le squadre: la Lazio per confermarsi sugli ottimi livelli raggiunti finora, la Juventus per lasciarsi alle spalle e dimenticare il crollo al Franchi contro la Fiorentina, sperando in un passo falso delle inseguitrici. Ad analizzare il big match della 21esima giornata di Serie A, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it un personaggio rimasto nell’immaginario collettivo di tutti, Luciano Moggi, dg della Juventus per 12 anni, durante i quali i bianconeri hanno conquistato 7 scudetti (di cui 2 revocati), 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa UEFA ed 1 Coppa Intertoto, oltre a raggiungere altre due finali di Coppa Italia, tre di Champions League, e una di Coppa UEFA, prima del terremoto Calciopoli.

Sarà senza dubbio una bella partita, combattuta. Entrambe le squadre potrebbero vincere, la Lazio non andrà a Torino per chiudersi nella propria metà campo. Resta da vedere se la Juventus reagirà al passo falso di Firenze, ma dubito che gli uomini di Allegri si faranno cogliere nuovamente impreparati. Per questo motivo penso i bianconeri siano i favoriti, anche se questa Lazio sta facendo molto bene, e proverà a fare risultato“.

14 maggio 2000: nel diluvio di Perugia la Juventus di Ancelotti annega senza trovare un’arca a salvarla dalla disfatta; sul prato dell’Olimpico intanto, migliaia di tifosi biancocelesti assistono all’apoteosi di una squadra stellare, campioni d’Italia. Una macchia forse, sulla brillante carriera dirigenziale di Luciano Moggi. “Credo sia difficile che la Lazio possa raggiungere i fasti dei primi anni 2000′, squadre come la Roma e l’Inter le sono davanti. In particolare i nerazzurri, con Pioli alla guida hanno ritrovato un’identità di gioco“.

Zidane, Inzaghi, Buffon, Thuram, Trezeguet, Ibrahimovic, Nedved, fino al clamoroso scambio con l’Inter che portò Fabio Cannavaro alla corte di Fabio Capello e il portiere Fabien Carini sulla sponda nerazzurra del naviglio: impossibile non toccare l’argomento calciomercato con chi, per anni, ne è stato il protagonista. In particolare, l’ex dg era intervenuto a gamba tesa sul finire di dicembre, nei confronti di Lucas Biglia, sostenendo che “E’ un buon giocatore, ma non un campione(ndr), scatenando la risposta dell’agente del regista argentino, Enzo Montepaone (“Da dieci anni dà la palla a Messi! Non è un campione! E tu a chi dai il pallone?”, ndr). Ma Moggi non sembra aver cambiato idea… “Ne sono ancora convinto. Biglia può far comodo a qualsiasi squadra, e la Lazio dovrebbe rinnovare il suo contratto. Ma non chiamatelo campione…“.

Immobile, De Vrij, Biglia, Keita, giocatori che la Lazio ha saputo valorizzare, e che sono stati in alcuni frangenti della stagione decisivi, ma “secondo me nessun giocatore della Lazio può fare al caso della Juventus, nemmeno quel Sergej Milinkovic Savic spesso accostato ai colori bianconeri, e che quest’anno sta dimostrando di possedere qualità non indifferenti. Il giocatore non mi dispiace, possiede fisicità e un ottimo colpo di testa, e contro il Genoa ha dimostrato di saperci fare anche con i piedi, segnando un bel gol. Ma credo che alla Juventus manchi un po’ di estro che i bianconeri hanno perso con la partenza di Pogba, ma rifiutare 100 milioni è impossibile…“, sentenzia l’ex dirigente tra le altre di Roma e Napoli.

Poi Moggi si lascia andare nei ricordi:”A differenza della dirigenza attuale, che con la cessione di Pogba ha preferito investire pesantemente sul solo Higuain, con la cessione di Zidane nel 2001 facemmo un ragionamento diverso. Volevamo cambiare rotta, costruendo una squadra combattiva, e per questo acquistammo Buffon, Thuram, ma soprattutto Pavel Nedved“.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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