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Per Lei Combattiamo

Frezzolini: “Con il Chievo non sarà una passeggiata. Lombardi? Mi sta sorprendendo”

enrico.delellis@libero.it'

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Di seguito i lanci dell’intervista realizzata a Giorgio Frezzolini dalla trasmissione radiofonica “Laziali On Air”, in onda dalle 10 alle 13, dal lunedì al sabato, sugli 88.100 FM di Elleradio.

Per Giorgio Frezzolini, ex portiere ed attuale preparatore dei numeri uno dell’Atalanta, Lazio-Chievo non sarà mai una partita qualunque. Frezzolini ha difeso per anni la porta gialloblu, ma è romano DOC ed è cresciuto nel settore giovanile della Lazio, squadra di cui si è sempre detto tifosissimo. Per parlare del match di sabato è intervenuto sugli 88.100 di Elleradio, nella trasmissione “Laziali On Air”.

Che tipo di match sarà Lazio-Chievo? “Sarà una partita non facile per i biancocelesti. Il Chievo riesce sempre a costruire squadre solide, funzionali ai suoi obiettivi ed è guidato da un allenatore molto preparato come Maran. Al momento però sta attraversando un momento poco brillante. La Lazio dovrebbe avere voglia di riscatto dopo l’opaca prestazione allo Juventus Stadium”.

Da tifoso laziale, cosa non ti è piaciuto della prestazione della Lazio contro la Juventus? Qualcuno parlava anche di scansarsi… “Questo è fantacalcio, sono cose brutte da pensare e soprattutto irrispettose verso chi scende in campo. Chiacchiere da bar da chi vuole trarre vantaggi da queste basse polemiche. Allo Juventus Stadium purtroppo è difficilissimo vincere, le giocate dei campioni bianconeri spostano gli equilibri della partita in qualunque momento”.

Su Cristiano Lombardi: “E’ un orgoglio avere in squadra come titolare un ragazzo che viene dal settore giovanile. E’ sicuramente un elemento di valore, non credevo potesse ritagliarsi questo spazio in Serie A ad inizio stagione, ma sta dimostrando sul campo di saper fare molto bene e di avere ancora grandi margini di miglioramento”.

Il prestito di Cataldi al Genoa ha invece destato qualche perplessità: “Le aspettative attorno a Cataldi erano alte. Forse non c’è stata la crescita che ci si poteva attendere. Cambiare aria e proporsi lontano da Roma potrebbe essere la carta giusta per tornare a dimostrare sul campo il proprio valore. I sei mesi a Genova potrebbero dunque rivelarsi un’esperienza positiva, capace di riportare a Roma un Cataldi più pronto e consapevole”.

Un altro giovane che ha stupito è Strakosha. Da portiere qual è il tuo parere su di lui e su Marchetti? “Strakosha sta facendo molto bene, mi ha sorpreso positivamente. Il suo precorso di crescita finora è costante, si è sempre fatto trovare pronto all’occorrenza, anche se maggiore continuità gioverebbe sicuramente per capire al cento per cento le sue potenzialità. Marchetti ormai è un portiere di cui si conosce il valore, anche se adesso sta vivendo un momento un po’ altalenante. Gli va data fiducia per permettergli di ritrovare la stabilità a cui ci aveva abituati”.

C’è stato un vuoto generazionale tra i portieri italiani, ma nelle ultime due stagioni c’è stata un’inversione di tendenza, a partire da Donnarumma, ormai considerato erede naturale di Buffon. Si tratta di casualità o è il frutto di investimenti? “Prima c’erano maggiori possibilità economiche e si puntava sul portiere già pronto, magari straniero, anche perché erano venuti a mancare i veri preparatori. Ora si punta maggiormente sul settore giovanile, i ragazzi trovano più spazio e, giocando, alcuni portieri di nuova generazione riescono finalmente ad emergere”.

Simone Inzaghi ad inizio stagione era stato accolto da un pizzico di diffidenza… “Devo ammettere che anch’io avevo alcune perplessità, che sono state però cancellate di netto dal suo incredibile lavoro. Ha saputo ricostruire un gruppo e dare spazio ai giovani e sta dimostrando di essere un allenatore preparato che ha voglia di fare e di emergere. Ha tutte le potenzialità per costruirsi una carriera importante perché ha fame di calcio”.

Domanda da tifoso e non da addetto ai lavori. Una società che fa bene a livello di scouting, ma che non riesce poi a blindare i suoi talenti, non rischia di costringere a disfare continuamente il lavoro svolto e dunque il tutto diventa nocivo per la crescita del club? “Secondo me sì, perché in questo modo i risultati sono altalenanti e non si costruisce una base solida per il futuro. Un giovane di valore va tenuto a tutti i costi, a meno che non raggiunga poi dei parametri troppo alti che devono essere però molto elevati e rappresentare un’eccezione. Ci vuole maggiore lungimiranza da questo punto di vista”.

Al momento Biglia, De Vrij e Keita sono fortemente in bilico… “De Vrij è il giocatore attorno al quale costruirei la difesa del futuro, quindi ritengo molto importante la sua conferma. Un giocatore con le caratteristiche di Biglia è molto difficile da individuare sul mercato. Keita è un giocatore di grande valore, ma ha mostrato troppa insofferenza e mi sembra non faccia più parte del progetto. Se proprio dovessi rinunciare a uno dei tre, sceglierei lui. Poi è chiaro che se la società dimostra progettualità ed ambizioni, può rinunciare anche a qualcosa a livello economico”.

La Lazio riuscirà a tornare in Europa? “Secondo me sì. La Champions rimane un sogno, perché al momento le prime tre in classifica hanno qualcosa in più, ma per l’Europa League l’impresa è impossibile, bisogna solo migliorare il rendimento contro le rivali d’alta classifica”.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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