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PAGELLE – Biglia comanda la partita, Felipe gioia e dolori. Ottimi Murgia e Patric

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Marchetti 6 – L’Inter lo spaventa nei primi minuti quando colpisce il palo esterno con Kondogbia. Nella ripresa tante uscite sui palloni alti, beffato dal colpo di testa di Brozovic.

Patric 7,5 – La crescita che ha avuto negli ultimi mesi è stata impressionante. Sempre concentrato senza mai commettere sbavature con chiusure tempestive e giocate semplici ma efficaci.

De Vrij 7,5 – Le ultime uscite a San Siro per lui sono state da brivido per cui decide di mettersi alle spalle questi precedenti con una prestazione sontuosa. Dalle sue parti non si passa bloccando chiunque provi ad infilarsi in area di rigore.

Hoedt 7 – Palacio nel primo tempo non vede un pallone, nella ripresa si ripete su Icardi. L’unica volta che lascia la conclusione all’argentino, si oppone con il fianco per deviare in angolo sostituendosi a Marchetti.

Radu 6 – Annulla letteralmente Candreva senza mai farlo partire sulla fascia. Ingenuo nel cadere nelle provocazioni di D’ambrosio che costano il primo giallo. Nella ripresa arriverà poi il rosso per fermare Icardi.

Parolo 7 – “Cesar Prates” avrebbe detto la Gialappa’s quando spara al terzo anello ad un metro dalla porta un pallone vagante. Aldilà dell’errore, sfodera una prestazione generosa facendosi trovare pronto in tutte le zone del campo.

Biglia 8 – Le polemiche per il contratto e in seguito alla lite con il tifoso vengono fugate in novanta minuti da Lucas. Una prestazione degna dei migliori, domina tecnicamente e con personalità il centrocampo dispensando calcio. Prende il pallone sul rigore segnando con sicurezza.

Murgia 7,5 – Non gli tremano le gambe a San Siro. Mette in campo cattiveria andando in contrasto contro giocatori più grossi di lui come Brozovic e Kondogbia. Bravo anche nella gestione del pallone procurandosi più di un fallo che fa salire la squadra. Commette solo un’ingenuità che porta all’espulsione di Radu.

Dal 78′ Wallace 6 – Entra nel quarto d’ora finale per svettare in area sui palloni alti che l’Inter faceva spiovere in area.

Felipe Anderson 7 – Dai primi minuti sembra essere in partita e lo testimonia il vantaggio che segna di testa con un movimento senza palla che dovrebbe fare sempre. Potrebbe anche chiudere la partita in due circostanze ma prima si fa ipnotizzare da Handanovic e poi calcia fuori.

Dal 74′ Milinkovic 6 – E’ l’uomo sbagliato al momento sbagliato. Inzaghi lo mette in campo per far salire la squadra in un momento che però non serviva.

Immobile 6,5 – Avrà corso cento chilometri, dopo la metà campo si vedeva sempre. Una gara encomiabile per l’impegno ma non si sbaglia il raddoppio a tu per tu con Handanovic. Inspiegabile anche il motivo per cui ad inizio gara non lancia Felipe in contropiede solitario.

Lulic 7 – In questa stagione si è scoperto uomo assist: il cross per la testa di Felipe è perfetto e non è il primo che effettua. Ingenuo il fallo che commette allo scadere di primo tempo che gli costa il giallo e quindi la squalifica nel probabile derby in semifinale.

Dal 75′ Lukaku 6,5 – Entra con Inzaghi che rivoluziona in negativo la squadra. Il belga però è attento chiudendo bene le diagonali e portando più volte lontano il pallone.

All.: Inzaghi 6 – Undici iniziale azzeccato con Patric e Murgia che lo ripagano con una prestazione eccellente. Gestione della gara in corso però pessima. Con la Lazio in vantaggio di due reti e in superiorità numerica è riuscito inspiegabilmente a cambiare assetto tattico rimediando l’espulsione di Radu e la rete di Brozovic che riapre la partita.

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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