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Parla papà Guerrieri: “Lo ha scoperto Inzaghi, segue sempre la Lazio e spera di tornare”

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Sono sulla bocca di tutti. Sono gli Inzaghi boys, i ragazzi di Inzaghi. In Serie A stanno facendo faville, si stanno conquistando stima e spazio. I ragazzini terribili del ’96 come Murgia, e poi i ’95, Lombardi, Strakosha. Tutti si sono conquistati minuti e campo, l’allenatore della Lazio si fida di loro. Qualcuno è in giro a farsi le ossa, come Guido Guerrieri, portiere classe ’96 in prestito al Trapani. Con qualche difficoltà: è stato scavalcato nelle gerarchie, sembra dover riguadagnare un po’ di fiducia perduta. Il papà, Andrea, ci racconta la sua esperienza, il rapporto speciale con Inzaghi, il legame con gli altri ’96, con Murgia&co, i ragazzini terribili a cui Inzaghi ha dato la A, la fiducia, ricevendo in cambio fedeltà assoluta, e massimo impegno sempre. L’unico dei ragazzini terribili alla Lazio dall’età di 6 anni è proprio Guido Guerrieri, premiato in Qatar come terzo miglior poortiere del ’96 a livello mondiale da uno che di portieri se ne intende, Iker Casillas. Una storia di Lazio, di Laziali: i genitori che lo seguono ovunque, una sola costante, la maglia biancoceleste. Ora una storia diversa, complicata, da adulti: una storia per crescere.

Quando ha capito che Guido poteva diventare un professionista?
“L’ho capito quando tutti i preparatori dei portieri, sin da piccolino, ci hanno sempre chiamato da parte per dirci ‘seguite questo ragazzo, ha delle doti particolari. Ci abbiamo creduto grazie a mister Inzaghi, che sotto età lo ha portato all’Arco di Trento (torneo giovanile), facendolo giocare titolare. E’ Inzaghi che lo ha scoperto. Ha avuto preparatori dei portieri grandiosi, da Alessandro Carta agli Allievi, a Zappalà in Primavera, fino a Grigioni in prima squadra. In Primavera anche Guido ha capito che poteva fare il salto, diceva ‘Mi sto allenando con giocatori che prima vedevo allo stadio, che prima tifavo’. Guido non ha mai cambiato squadra, dall’età di 6 anni, quando diceva ‘Voglio diventare come Peruzzi’”. Ora si sente molto con Konko (adesso all’Atalanta), con cui condivideva la stanza spesso in ritiro”.

 A Trapani un buon inizio, poi la squadra ha avuto grossi problemi… 
“Mandarlo al Trapani è stata una scelta nostra: è una società veramente seria, Guido si trova bene, ha avuto qualche problema, pur cominciando bene. Ha risentito di una situazione complicata ed è passato in seconda linea: è voluto rimanere al Trapani, per lui è una sfida, vuole dimostrare di non essere quello che si è visto nelle ultime partite. Mi ha parlato molto bene di mister Calori, di tutto lo staff, della squadra. Finora in Serie B ha fatto 18 partite, ora ha qualche problemino, ma non soffre la concorrenza. Il futuro? Ancora non ne abbiamo parlato, ci penseremo a fine stagione con la Lazio”.

Un rapporto speciale con mister Inzaghi…
“Guido deve molto a Inzaghi, che conosce l’ambiente, ha fatto esordire i giovani che ha cresciuto, ed è un motivatore, oltre ad essere un uomo di calcio, competente. Sa caricare i ragazzi in maniera incredibile, e ha insegnato tanto a Guerrieri, ad essere un portiere moderno, lo faceva giocare spesso alto, con i piedi”.

In Primavera spesso c’era concorrenza con Strakosha, che sta conquistando la stima dei tifosi grazie a prestazioni più che buone in Serie A.
“Guido stima molto Thomas (Strakosha, ndr), sono due ragazzi seri, mi ha sempre parlato bene di lui, un ragazzo che si impegna moltissimo, serio. Marchetti si soffermava spesso ad insegnare a Guido, sia lui sia Bizzarri”.

Con la Lazio il legame è più forte del semplice contratto…
“Guido segue sempre la Lazio, ma con lui parliamo del Trapani (ride, ndr). So che è rimasto in contatto con i suoi ex compagni del ’96, come Murgia, Palombi. Sono tutti ragazzi che ha creato Inzaghi, con lui hanno vinto tanto a livello giovanile, gli devono tanto, almeno quanto Guido deve alla Lazio”.

calciomercato.com

 


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CdSera | Il Mago è sul mercato, ma al Siviglia continua a non piacere

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Luis Alberto è sul mercato. Lo spagnolo non è soddisfatto dello spazio datogli da Sarri in questa stagione e il suo sogno sarebbe quello di tornare a Siviglia, ma il club andaluso non vuole investire su di lui. La Lazio è pronta a cederlo, tanto che in estate c’è stato anche un contatto con Monchi, che però ha risposto picche davanti ad alcuni dati riguardanti il Mago, come le palle perse, la velocità e i palloni recuperati.

La Lazio, però, ha bisogno di vendere se vuole muoversi sul mercato in entrata ed è difficile farlo solo con i soldi che si potrebbero ricavare dalle cessioni di Fares e Kamenovic. L’offerta convincente per Luis Alberto, però, non c’è. Lotito non vuole scendere sotto i 15 milioni, che però per un giocatore di 30 anni che passa molto tempo in panchina non sono pochi. Allo stesso tempo, aspettare è rischioso perché potrebbe continuare a deprezzarsi.

Corriere della Sera 


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