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FOCUS – Da Re Cecconi a Parolo, Lazio-Milan in 5 scatti

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Chiamiamole emozioni. L’Olimpico pieno, grandi campioni, partite al cardiopalma. Gol e spettacolo. Tutto questo è Lazio-Milan. Lunedì la Lazio di Inzaghi cerca una vittoria per allungare in classifica sul Milan di Montella. Tre punti separano le due squadre, una gara che vale l’Europa. Un match che riporta alle grandi sfide del passato. Dall’urlo degli 80mila per il gol di Re Cecconi, fino alla doppietta di Parolo nella prima partita con la maglia del meno nove. Emozioni, momenti di vita biancoceleste.

LA BANDA MAESTRELLI – La Lazio di Maestrelli affronta in un Olimpico strapieno il Milan di Rivera e di mister Maldini. Partita tosta, siamo a dicembre ma il clima è bollente.  La Lazio comanda il gioco, crea occasioni da gol una dopo l’altra, ma i rossoneri rispondono e si difendono con ordine. Si arriva al 90′ sullo 0-0, ma ecco che Chinaglia si guadagna una punizione proprio allo scadere. Poi il boato, da Monte Mario fino Prati. Tanta è la gioia per il gol di Re Cecconi, che corre verso i suoi tifosi impazziti per il loro biondo. Tre punti d’oro, una grande Lazio che a fine anno sarà campione d’Italia.

ENTRA GOTTARDI – “Siamo in cielo”, le parole di un festante Cragnotti. Dopo 40 anni la Lazio riporta a casa la Coppa Italia. Un trionfo, un trofeo che mancava da 24 anni (lo Scudetto di Maestrelli e i suoi ragazzi). Una vittoria sofferta, grazie ad un secondo tempo quasi eroico. Albertini porta in vantaggio il Milan nel primo tempo. Lazio in difficoltà, poi entra Guerino. Basta uno sguardo, Gottardi è la scossa che serviva a squadra e tifosi. Prima firma l’1-1, poi si guadagna il rigore del 2-1 firmato Jugovic. Nesta chiude la partita e regala alla Lazio una serata indimenticabile.

PARI SPETTACOLO – Uno spot per il calcio, una partita da ricordare. Il sangue negli occhi, il rammarico (la rabbia) per lo Scudetto ‘scippato’ l’anno prima. Il Milan Campione d’Italia arriva all’Olimpico, la Lazio è pronta a dare battaglia. 90′ minuti di puro spettacolo. Uno straordinario Abbiati protagonista di innumerevoli miracoli, la tripletta di Shevchenko, una doppietta di Salas, la classe di Veron. Finisce 4-4, l’Olimpico applaude.

FINALMENTE LAZIO – Cuore e grinta. 14 anni dopo la Lazio batte in campionato il Milan, un digiuno di vittorie troppo lungo interrotto da una prova super dei biancocelesti. Reja deve rinunciare a Klose, attacco in emergenza: Cissè è partito, dal mercato non è arrivato nessuno. Ibra, Robinho, tanta qualità per Allegri. Ma la Lazio è attenta, disposta bene in campo e concede poco ai rossoneri. Poi nei 15′ finali esce fuori la classe di Hernanes e Rocchi, i migliori in campo, che stendono un Milan presuntuoso, surclassato da un’ottima Lazio.

MENO NOVE – La maglia con l’aquila sul petto non poteva esordire in una serata più bella. Terzo posto e Milan travolto. La Lazio di Pioli è pura bellezza, riscatta lo stop di Napoli e festeggia alla grande la nuova maglia del -9. Partita subito in salita, Menez sfrutta l’errore di Basta e supera Marchetti. La Lazio comincia a macinare e ad inizio ripresa con uno due micidiale ribalta la gara: prima Parolo su assist di Klose, poi è il tedesco a firmare il raddoppio. Firma il tris ancora Parolo, Mexes si fa espellere per una rissa con Mauri. E’ super Lazio, una serata a tinte biancocelesti.

 


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TMW | Lazio, Milinkovic e il “giorno più importante della carriera”. Ed è tornato prima a Formello

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C’era un tempo, non molto lontano, in cui Milinkovic era profeta a Roma ma non in patria. Titolare inamovibile con la Lazio, idolo dei tifosi, ma alternativa (di lusso) con la Serbia. Adesso invece anche in nazionale si sono accorti che un giocatore così non solo non può stare in panchina, ma deve avere un ruolo centrale nell’ossatura della squadra. Bella scoperta, verrebbe da aggiungere. Così, ormai da un anno abbondante, non esce dal campo quando gioca la sua Serbia e nella prima partita di questa sosta contro la Svezia ha indossato anche la fascia al braccio. Per un calciatore, avere i gradi da capitano in rappresentanza del proprio paese è forse il riconoscimento massimo. “Il giorno più importante della mia carriera”, il commento del centrocampista serbo.

foto Fraioli

Anche la Lazio l’ha elogiato sui propri canali social e l’aspetta nelle prossime ore a Formello. Milinkovic infatti tornerà prima degli altri nazionali (senza considerare Immobile, già a Roma) perché era diffidato e nell’ultima partita ha preso il cartellino giallo contro la Svezia e salterà la gara contro la Norvegia. Una buona notizia per Sarri, che ha bisogno di Milinkovic nel lungo tour de force che aspetta la Lazio prima dei Mondiali. Che il Sergente giocherà con la Serbia. TuttoMercatoWeb\Riccardo Caponetti

fraioli


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