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ESCLUSIVA | Carli, ds Empoli: “Lazio al limite delle nostre possibilità, stadi di proprietà vera riforma del calcio”

chiaraluce_paola@libero.it'

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Sabato sera andrà in scena Empoli-Lazio: e se la squadra di casa sarà agguerrita per conquistare punti in chiave salvezza, la”banda” di Simone Inzaghi dovrà ritrovare cinismo e cattiveria per continuare la corsa verso l’Europa che conta. La redazione di Laziopress ha raggiunto in esclusiva il direttore sportivo degli empolesi, Marcello Carli. Non si è parlato solo di campo, ma di calcio a 360°: priorità ed obiettivi di un sistema da cambiare. Davvero.

L’Empoli arriva alla partita contro la Lazio dalla sconfitta contro l’Inter, dove la squadra ha comunque disputato una discreta gara: da cosa si riparte?

“L’Empoli ripartirà come una piccola squadra sa di dover affrontare la partita contro una grande. Secondo me la Lazio è sui livelli di Roma, Inter, Napoli e Juventus: ha qualche punto in meno, ma per qualità di giocatori e gioco espresso ne poteva avere sicuramente 4-5 in più. Sappiamo che è una partita al limite delle nostre possibilità, e la dobbiamo affrontare come una squadra che non deve sbagliare niente, fare una grande prestazione sperando che la Lazio abbia una giornata non felicissima. Dovremo avere anche un pizzico di fortuna, dare tutto e vedere quello che succede: gli ingredienti per le partite contro le grandi sono questi”.

Anche la Lazio arriva da una partita, quella contro il Milan, che sa un po’ di beffa: tante le occasioni create dalla squadra di Simone Inzaghi ma alla fine arriva solo un pari. E’ così impossibile da fermare?

“Lo dico perché la Lazio ha una qualità di giocatori incredibile. Davanti ha un parco attaccanti fortissimo: un centravanti della Nazionale italiana, Felipe Anderson, Keita, Biglia, Milinkovic… ne posso dire anche altri cinque di grande livello: questa è la realtà. Ed è una squadra allenata bene. Sappiamo che sulla carta sono più forti; però, da parte nostra, siamo riusciti anche a fare un pareggio contro la Roma, anche se con fatica: metteremo tutto in campo per cercare di fare un risultato straordinario ed importante per noi. Dobbiamo pensare a fare punti per salvarci, ma la Lazio resta una squadra forte e di livello: serve una grande partita, c’è poco da fare”.

La classifica al momento vi vede salvi a +8 dalla terzultima Palermo: sebbene le statistiche dicono che avete meno punti rispetto alle ultime due stagioni, il distacco dalla lotta salvezza è incrementato. Si aspettava questo campionato?

“Sapevamo che questo sarebbe stato per noi un campionato di sofferenza perché avevamo perso tanti ragazzi forti per iniziare un ciclo nuovo, e questo è sempre difficile. Abbiamo anche cambiato allenatore, la società per tre anni consecutivi non si è mai salvata: tante componenti ci portano a pensare che sarà un anno combattuto fino all’ultimo per poter compiere un altro miracolo. La passata stagione è stata particolare, quasi irripetibile vista la nostra dimensione: eravamo già salvi al girone d’andata, virato a 30 punti. Il fatto che ci sia questo distacco è perché le altre squadre fondo classifica hanno conquistato meno punti. Ma noi guardiamo al Genoa a +3, Cagliari, Bologna e Sassuolo a +5: vogliamo cercare di riagguantare anche quelle sopra. Sapevamo che avremmo avuto una terna di partite difficilissima (Inter, Lazio e Juventus) e dobbiamo affrontare il momento con determinazione. Sono convinto che la mia squadra possa crescere perché a gennaio abbiamo preso El Khaddouri, che è un giocatore importante che crescerà, e con lui il resto del gruppo”.

L’Empoli è stata una delle protagoniste della sessione di calciomercato da poco conclusa: parte Saponara, arriva El Khaddouri…

“Abbiamo fatto un mercato di gennaio diverso da tutti gli altri. L’anno scorso avevamo finestre importanti per i nostri giocatori, e anche con una posizione di classifica ottima non abbiamo smosso niente. Quest’anno con il discorso Saponara è andato diversamente: stava facendo un campionato al di sotto delle sue possibilità, e siamo arrivati all’idea che il percorso di Riccardo con noi andasse terminato perché non vedevamo in lui quella voglia e quella determinazione di chi ha il desiderio di ribaltare una situazione non bella. Ci è arrivata un’opportunità, che abbiamo colto. Per quanto riguarda El Khaddouri, abbiamo avuto la possibilità di prendere un giocatore importante. E’ stato un rischio: se non fosse arrivato saremmo potuti entrare in un periodo complicato. Ma ci siamo riusciti, quindi siamo contenti per Riccardo e convinti di non esserci indeboliti”.

Un colpo di mercato che avrebbe voluto mettere a segno?

“Sono uno di quelli ai quali piacerebbe trascorrere l’estate al mare in un posto esotico bellissimo, ma laddove le possibilità economiche non lo consentono sceglie Castiglione della Pescaia e va bene uguale. La nostra dimensione è investire su ragazzi di prospettiva, che siano forti o che lo possano diventare con la crescita: altro non ce lo possiamo permettere. Non ho grandi rimpianti: abbiamo preso sempre chi potevamo prendere”.

Arrivano segnali importanti in tal senso dai settori giovanili…

“Si. Vedo che anche le grandi squadre stanno prendendo più coraggio, mettendo in campo parecchi giovani. Io parto, poi, sempre da un presupposto: li abbiamo fatti sempre giocare, anche per necessità a volte, ma non ci sono giocatori giovani o giocatori vecchi. Ci sono giocatori bravi e meno bravi, dove un giocatore bravo da giovane può sbagliarti una partita in più ma avere un maggior margine di crescita e dare più soddisfazione. L’importante è saper individuare i giocatori bravi: secondo me in Italia ce ne sono, e sono piacevolmente convinto che il settore giovanile stia emergendo molto”.

Questa è una stagione strana, dove per parecchie squadre il destino sembra già segnato: lo vede un caso o pensa che ci sia qualcosa da cambiare?

“Lo vedo casuale: ricordo un anno in cui retrocesse la Sampdoria con squadre che si salvarono a 32 punti. Poi se la questione è se la forbice si sta allargando rispondo di sì: le squadre che vengono dalla serie B, e noi ne sappiamo qualcosa, hanno un gap economicamente difficilissimo da azzerare e non ce la fanno. Ma la vera riforma del campionato è darsi un tempo massimo e nel giro di 4 anni fare gli stadi. Creare un nuovo calcio in Italia? Lo fai solo dalle strutture, altrimenti non lo cambi e la gente allo stadio non viene più”.

Sicuramente qualcosa cambierà con l’elezione del nuovo Presidente della Figc, ed è sfida aperta tra Abodi e Tavecchio…

“Con Abodi abbiamo trascorso alcuni anni in serie B: ha fatto bene, lo considero una persona dinamica e mi piace; per onestà dico anche che Tavecchio, sebbene inizialmente non mi entusiasmasse, non ha lavorato male. Sarà una bella sfida, e che vinca il migliore. Ma in questo momento è una sfida che non mi emoziona molto: mi emoziona di più pensare ad una riforma del calcio che passi per la possibilità che tutte le squadre abbiano lo stadio di proprietà e a dimensione di tifoso. Pensare che se sabato dovesse piovere e che i nostri tifosi e quelli che verranno da Roma prenderanno tre ore d’acqua, dopo tutti i sacrifici fatti per essere presenti, la vedo una cosa da pazzi. L’Olimpico anche é uno stadio bellissimo, ma la pista d’atletica col calcio non centra nulla. In Inghilterra hanno tanti soldi da investire, ma poi le squadre non è che siano molto più forti delle nostre. Di diverso da noi hanno le strutture, nelle quali creano l’evento in una maniera straordinaria. In Italia si confida troppo nell’amore dei tifosi, che va oltre i tornelli, le perquisizioni, la partita che vedi da lontano e l’acqua che prendi in caso di pioggia. Ma se nel 2018 pensiamo ancora che la gente possa venire allo stadio in queste condizioni significa che non ci abbiamo capito niente”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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