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L’angolo del tifoso – Kristijan, laziale in Macedonia: “La Lazio mi fa tremare l’anima. Qui abbiamo un club con 100 laziali”

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Torna l’appuntamento con la rubrica “L’Angolo del tifoso” dove i veri protagonisti siete voi. Oggi è il turno di Kristijan Burovski, un giovane tifoso che segue la Lazio direttamente da Skopje, capitale della Macedonia. Numerosi sono i tifosi laziali nella capitale macedone, muniti di una vera passione per i biancocelesti. Tanti i chilometri di distanza, 529 per l’esattezza, ma per citare una frase della cantante pop Lana Del Rey: “La distanza a volte consente di sapere cosa vale la pena tenere e cosa vale la pena lasciare andare”. Per Kristijan la prima squadra della Capitale, non è un amore fugace, ma eterno. In questa intervista ci fa sapere un po di più della sua fede calcistica:

Da quanto tempo sei tifoso della lazio e come è nato l’amore per il club i biancoceleste?

“Sono laziale grazie a mio padre. Con lui sono andato a Belgrado, nel novembre del 2002, per vedere la partita di Coppa Uefa Lazio-Stella Rossa. Ricordo anche la finale della Coppa delle Coppe contro il Maiorca, il 19 maggio del 1999”.

Qual è stata la tua prima partita allo stadio della lazio?

“E’ stata proprio quella di Belgrado, che finì 1-1. Dopo questa ci sono state diverse partite come quella contro il Levski Sofia, il Rabotnicki e Ludogorets. L’ultima partita è stato il derby di andata di questo campionato con i miei amici laziali e macedoni”.

Qual è il tuo ex biancoceleste preferito? E quello attuale?

“Il mio ex calciatore preferito che ha vestito la maglia della Lazio è Veron. Attualmente quelli che favorisco sono Felipe Anderson e il capitano Lucas Biglia. Del brasiliano mi fanno impazzire i dribbling. L’argentino mostra il suo amore per la maglia e questo mi piace”.

Più o meno quanti siete a tifare Lazio in Macedonia?

“Siamo circa 100. Quando la Lazio gioca, qui a Skopje indossiamo tutti la maglia dei biancocelesti”.

 Il miglior ricordo che hai della Lazio? E il peggiore?

“Il 26 maggio è di sicuro il ricordo più bello. Il peggiore, per quanto mi riguarda, è l’ultimo derby giocato, perso per 2-0”.

Cosa ti aspetti dalla Lazio alla fine del campionato?

“Spero che la squadra riesca ad ottenere la Coppa Italia. Abbiamo dei grandissimi giocatori e sono ottimista riguardo a un posto in Europa”.

Cosa provi quando gioca la Lazio?

“Mi fa tremare l’anima. Mi sale un’adrenalina incredibile in tutto il corpo. Questo è vero e proprio amore. Io e un mio amico abbiamo già prenotato l’aereo per il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Non vediamo l’ora”.

 

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ANGOLO DEL TIFOSO| Simone e Cristina: “I nostri bambini si chiamano Paolo e Giorgio per Di Canio e Chinaglia. Il prossimo sarà Tommaso…”

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Dopo la conclusione della stagione della Lazio all’Olimpico con il pareggio contro l’Hellas Verona torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del tifoso” in cui i protagonisti siete voi sostenitori biancocelesti. In questa occasione la redazione di Laziopress.it ha intervistato Cristina e Simone, una coppia lazialissima che sta provando a passare la passione per i colori biancocelesti anche ai propri figli a partire dal… nome. I due bambini si chiamano infatti Paolo e Giorgio. “Il nome del mio primo figlio nasce 5 anni prima della sua nascita e soprattutto prima di conoscere mia moglie. Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Era il 6-1-2005: palla di Liverani per Di Canio e gol sotto la sud. Mi giro verso i miei amici di curva e dico ‘mio figlio si chiamerà paolo’. Detto fatto. Per il secondo, invece, l’idea nasce insieme a mia moglie Cristina dopo aver appreso la notizia della morte di Chinaglia. ‘Il secondo figlio lo chiameremo Giorgio!’. Inoltre, casualmente, sarebbe dovuto nascere anche il 24 gennaio. Alla fine venne al mondo il giorno dopo, il 25” ha detto Simone.

La prima volta allo stadio, le emozioni e i calciatori preferiti

E la prima volta allo stadio? Due esperienze diverse quelle dei due coniugi, ma entrambe colme di emozioni: “La mia prima partita è stata Lazio- Inter super coppa 1999/2000 dove abbiamo vinto un emozione unica e tutta questa passione è nata grazie a mia zia. Ancora oggi quando salgo quei gradini sento una grandissima emozione” ha detto Cristina. Nessun ricordo, invece, per suo marito Simone: “Mamma e nonno mi portarono allo stadio a 6 mesi. Dai 14 anni diventò invece una passione fissa quella di salire quei gradini“. Pochi dubbi, invece, sulla più grande emozione nella storia della Lazio. “Il 26 maggio, ovviamente” hanno risposto in coro. “E’ la coppa più bella quella vinta davanti ai loro occhi”.

 

I giocatori preferiti e la loro lazialità

Cristina e Simone sono d’accordo anche sul loro calciatore preferito nella Lazio di oggi e nel passato: “Ciro Immobile e Paolo Di Canio“. “Ciro fa innamorare grandi e piccoli. Nostro figlio Giorgio ha voluto la festa dei suoi 5 anni a tema Ciro Immobile. Lo adora” hanno detto. E come vivono la loro Lazialità? “Negli ultimi anni ho mollato con la curva. Con la nascita dei figli è inevitabile che cambi qualcosa. Quest’anno, però, abbiamo iniziato ad andare allo stadio tutti insieme e devo dire che è una grande emozione” ha spiegato Simone. “Una passione, anzi, un grande amore che speriamo di trasmettere ai nostri figli. Ma so che stiamo facendo un grande lavoro. Paolo ha anche la sua migliore amica che va allo stadio, avendo anche lei la madre malata di Lazio, e vederli insieme passeggiare per lo stadio è una grande emozione” ha invece raccontato Cristina. Un modo di vivere la Lazio a 360 gradi e di condividere la propria Lazio con tutta la famiglia.

“Concludo dicendo un grazie a mia moglie che ha sempre sostenuto questa follia dei nomi, aspettando ora il terzo che si chiamerà Tommaso…” ha detto poi Simone, rivolgendosi a sua moglie Cristina.

 

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