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Il Messaggero | Inzaghi in ansia per Milinkovic, intanto Lotito pensa a blindarlo

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Affaticamento muscolare al quadricipite femorale della coscia destra. Questo il cauto bollettino medico diramato dalla Lazio. Inzaghi incrocia le dita perchè la paura è che Milinkovic abbia una piccola lesione. Se così fosse, sarebbe un problema enorme per il tecnico biancoceleste. Si dovrà valutare poi l’entità e capire i tempi di recupero. E’ scontato che il pensiero di tutti corre già al derby d’andata del primo marzo. Ieri Sergej non si è allenato con i compagni, ha svolto le visite mediche di rito alla clinica Paideia. Inzaghi lavora per gradi e pensa prima di tutto a domenica perchè la lazio ha bisogno di tornare a fare i tre punti per riprendere il cammino che porta all’Europa. Se Milinkovic non dovesse farcela il tecnico biancoceleste si ritroverebbe con scelte obbligate: Lulic a centrocampo e Keita nel tridente d’attacco. Lo staff della Lazio mostra ottimismo e conta di avere il serbo già in campo. Probabilmente si allenerà a parte per capire come reagirà il muscolo. Inzaghi non vorrebbe mai toglierlo dal campo, ma sa anche che farlo giocare in condizioni non perfette ad Empoli è un rischio troppo grosso da correre.

IL DILEMMA E’ un dilemma che il tecnico spera di sciogliere il prima possibile. Sergej ha un’importanza fondamentale nel gioco della Lazio. E’ lui che va a prendere il rinvio del portiere e va soprattutto a duellare di testa con gli avversari. In fase di possesso poi si sposta più centralmente mettendosi tra le linee a fare il rifinitore. Servono anche le sue imbucate per mandare in porta Immobile. Il gol è un problema da non poco conto ultimamente. Attaccare sempre e solo per vie centrali sta diventando un tema troppo scontato e così Simone sta provando soluzioni alternative. Quella del trequartista mascherato è sicuramente una, non a caso lo scorso anno Sergej nelle 19 gare disputate da titolare, 15 le ha giocate proprio come rifinitore. Milinkovic è un colosso di 21 anni che sa usare tutte e due i piedi da fenomeno, forte fisicamente, tempi di testa perfetti e facilità di calcio impressionante. Si muove con passo flemmatico ma intelligente, in campo appare dinoccolato. E’ uno di quei giocatori di cui alla lunga te ne innamori. Ed è stato così per Inzaghi che nelle 7 gare sulla panchina laziale dello scorso anno non lo ha mai schierato titolare facendolo subentrare solo in 3 occasioni. Ora è diventato un titolare fisso: 22 presenze, 4 reti e 5 assist. Protagonista assoluto, parola ai numeri. E ai record: contro l’Atalanta Milinkovic ha percorso 13 chilometri e 128 metri vincendo 12 duelli aerei, stabilendo così il primato della Lazio degli ultimi 3 anni. ma anche talismano. Ogni volta che ha fatto gol la lazio ha sempre vinto. Dalle parti di Formello è una legge ed è lui a dettarla: Milinkocrazia. Un miglioramento enorme da quando si è legato ai colori biancocelesti quasi 2 anni fa. Lo sa Inzaghi e lo sa il presidente Loitito che sta lavorando per blindarlo.

L’OBIETTIVO  I rapporti con l’agente Kezman sono ottimi, ma è inutile negarlo che Sergej fa gola a tanti. Forse a tutti. Juventus e Milan gli hanno strizzato l’occhio, ma lui è un freddo e attende. “Vuole la Champions con la Lazio”, giura il procuratore. Il presidente biancoceleste ha già pronta l’offerta per blindarlo respingendo la corte delle altre: contratto fino al 2022 a 1,4 milioni a salire. Attualmente ne guadagna 1.

Il Messaggero – Emiliano bernardini

 


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La Repubblica | Lazio, Maxi e Marcos acquisti flop via al rilancio

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Maximiano per la rivincita, Marcos Antonio per il rilancio. Il mese di gennaio dovrà rivelarsi un punto di svolta per l’avventura alla Lazio del portiere portoghese e del centrocampista brasiliano. A prescindere dal mercato, infatti, i biancocelesti punteranno molto sull’ottimizzazione delle risorse interne. La questione delle tasse da pagare entro il 22 dicembre – che sia concessa o meno la rateizzazione, come chiedono i club al Governo – impone a tutte le squadre una stretta sui piani per la sessione invernale. Se poi, nel caso della Lazio, si aggiunge la questione dell’indice di liquidità, ancora negativo, diventa inevitabile a Formello puntare sulla valorizzazione, nella seconda parte di stagione, degli elementi che fin qui hanno brillato meno. Per Maximiano l’occasione arriverà in Coppa Italia, di nuovo contro il Bologna. Un segno del destino per l’ex Granada, pagato 10,7 milioni in estate e rimasto a guardare gli exploit di Provedel dopo l’ingenuità al quarto minuto della prima giornata – proprio contro il Bologna di Arnautovic – che gli costò l’espulsione. Ha lavorato sodo in questi mesi, il portiere portoghese, anche se non è mai stato preso in considerazione nemmeno per l’Europa League: a sorpresa, zero presenze nelle Coppe. Ora la data del 19 gennaio sul suo calendario è cerchiata di rosso. Da febbraio poi ci sarà anche la Conference League per ritagliarsi minuti in campo e provare a rilanciarsi e riscattarsi. Discorso simile anche per il regista ex Shakhtar Donetsk. «Marcos Antonio ha bisogno di tempo per capire bene i concetti di gioco di Sarri», ha detto giorni fa Roberto De Zerbi, il tecnico che proprio in Ucraina lo aveva allenato con successo. Già in estate ne aveva parlato molto bene allo stesso Sarri, consigliandogli di puntare su di lui. «È un brasiliano con la testa da tedesco per la professionalità che dimostra tutti i giorni. Credo che si prenderà il suo spazio», ha assicurato. Per il classe 2000 il “duello” con Cataldi fin qui non è stato semplice. Ma gli attestati di stima dall’allenatore e dai compagni non sono mai mancati. Si è applicato molto, Marcos Antonio, per imparare i movimenti e i dettami tattici del 4-3-3 e le volte in cui è stato chiamato in causa ha già dimostrato, accanto ai difetti da limare, di saper dare del tu al pallone. Era stato il primo nuovo acquisto, cinque mesi fa: costato 7,3 milioni più bonus e accolto con entusiasmo, arriva ora il momento per Marcos di far vedere che la fiducia di tutti nel suo potenziale è stata ben riposta. La Repubblica

 


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