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ESCLUSIVA | Pizzul: “Lazio, sognare la Champions non è vietato! Udinese squadra spenta”

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“Fin da ragazzo il calcio è stata la mia grande passione. Ho provato anche a giocarlo. Poi tutto sommato è diventato anche un momento importante della mia vita professionale. Da quando sono diventato giornalista e telecronista ho raccontato soprattutto del calcio. E’ sempre stato un grande amore”. Sono queste le parole con cui Bruno Pizzul, giornalista e telecronista italiano, ha aperto la sua intervista fatta dalla redazione di LazioPress.it in vista della gara di Domenica, Lazio-Udinese.

 Qual è l’emozione più grande che ha vissuto da telecronista sportivo?

“Ce ne sono tanti. Con mio rammarico però, quando mi fanno questa domanda, devo riferirmi a un’emozione di carattere negativo. Una cosa che non riesco a cancellare, dalla mia memoria e dalla mia coscienza di uomo. Quando, essendo stato inviato a Bruxelles per raccontare la finale della partita tra Liverpool e Juventus di Coppa dei Campioni, ho dovuto raccontare una serata tragica con 39 morti, e purtroppo quello è un momento che ha lasciato un traccia profonda”.

L’ultima vittoria dell’Udinese risale al 2-1 contro il Milan. Dopo di che un pareggio e due sconfitte per i bianconeri di Delneri. Cosa pensa che serva alla squadra per rialzarsi e tornare a vincere?

“Per quanto riguarda l’Udinese questo è un periodo avverso. Dopo la pausa invernale i risultati sono stati assolutamente negativi, tranne la partita con il Milan, che è stata vinta con una buona prestazione. Si, ci sono state delle sconfitte tutto sommato anche accettabili contro grandi squadre, altre invece hanno suscitato più di un malumore e preoccupazione. Non ultima quella di Domenica scorsa in casa contro il Sassuolo. Più che per la sconfitta, per la prestazione che è stata senz’altro negativa. La posizione in classifica è soddisfacente perché tutto sommato non ci sono né rischi di retrocessione, a meno che non arrivino una serie di risultati sfavorevoli, né possibilità di inserirsi in posti che valgono per l’Europa. Perciò si presenta per l’Udinese una stagione, da qui fino alla fine, priva di particolari traguardi da raggiungere o pericoli da scongiurare. Dovrebbe essere la condizione ideale perché i giocatori giochino con la dovuta serenità. Invece sembra che Delneri stenti molto a dare alla squadra quello spirito e quella voglia di far bene. La rosa è spenta, poco convinta dei propri mezzi”.

La Lazio di Inzaghi invece, tante occasioni sprecate. Quale crede sia il problema dei biancocelesti?

“La Lazio ha una rosa sicuramente molto buona che è stata messa adeguatamente in luce da Inzaghi. Ha dato alla squadra una fisionomia tattica ben precisa. Le individualità sono sicuramente notevoli. Quello che la Lazio può fare è scongiurare quei passaggi a vuoto, ad esempio col Chievo o col Milan, che ogni tanto succedono ma che fanno parte della storia del calcio. La squadra ha un organico che può consentirgli di aspirare addirittura al terzo posto, anche se ora è difficile. Sicuramente un posto in Europa League è alla portata dei biancocelesti. E’ riemerso a livelli di rendimento Felipe Anderson. C’è Keita. Domenica non ci sarà il regista, Lucas Biglia, perché squalificato e so che li farà giocare Parolo con risultati senz’altro positivi, data la sua grande professionalità. Milinkovic-Savic è un altro giocatore che a me piace moltissimo. La Lazio inoltre dovrà stare attenta a non farsi distrarre dall’idea del derby così ravvicinato. Con l’Udinese parte nettamente favorita ma nel calcio bisogna sempre stare attenti. I bianconeri possono sembrare poco pericolosi ma non si sa mai. Del resto la squadra di Inzaghi, già in qualche occasione, ha perso dei punti che potevano fruttare la vittoria”.

Sotto il punto di vista tattico che partita si aspetta?

“L’Udinese è una squadra che gioca abbastanza compatta. Non ha una grande pericolosità offensiva perché segna pochissimo però ha alcuni giocatori che possono far male con i tiri da fuori, ad esempio Fofana. Però ultimamente la squadra ha denunciato qualche carenza sul piano della tenuta fisico-atletica e quindi credo che Delneri farà qualche sostituzione inserendo qualche nuovo elemento. La Lazio deve stare attenta perché i bianconeri faranno una partita di copertura. Infoltirà il centrocampo e lascerà l’iniziativa ai biancocelesti, nella speranza poi di poter sfruttare il contropiede. Per la Lazio sarà necessario utilizzare molta pazienza, senza innervosirsi, se magari non arriva presto il goal del vantaggio”.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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