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ESCLUSIVA | Chiocchio, vocegiallorossa.it: “Roma non farti sorprendere da questa Lazio. Milinković lo vedrei bene nei giallorossi”

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La semifinale d’andata della TimCup è alle porte. Poche ore è l’arbitro Irrati fischierà l’inizio di questo derby al cardiopalma. Lazio e Roma si presentano a questa sfida con due stati d’animo chiaramente diversi. I biancocelesti arrivano da un ottimo momento, sia in campionato che in coppa e lottano per strappare un pass per l’Europa. I giallorossi, invece, stanno raccogliendo punti su tutti i campi e tentano l’aggancio ad una inarrivabile Juventus. In vista delle delicatissima sfida, in esclusiva a LazioPress.it, ha parlato il videdirettore del portale romanista vocegiallorossa.it, Gabriele Chiocchio:

Arriva il derby di Coppa Italia. Cosa è cambiato nelle due formazioni, anche a livello mentale, dalla sfida di campionato di dicembre?
«Proprio dal derby di campionato la Roma ha iniziato un percorso nuovo, prima di tutto cambiando modulo e passando stabilmente ai tre dietro, ma soprattutto cambiando attitudine e ampliando le proprie capacità: non è diminuita più di tanto la capacità propriamente tecnica, ma è aumentata a dismisura una componente fisica forse inedita nella storia recente dei giallorossi, con tanti giocatori molto prestanti in campo contemporaneamente (i tre di difesa, De Rossi e Strootman, Nainggolan, lo stesso Džeko) e lo si è visto in modo abbastanza evidente nella gara di domenica contro l’Inter, in cui i nerazzurri hanno provato a contrastare i giallorossi proprio sotto questo aspetto, finendo sconfitti in quasi tutti i duelli individuali, oltre che ovviamente nel punteggio. La Lazio, secondo me, ha avuto invece il merito di cambiare poco o nulla dopo la sconfitta nel derby, evento che in qualche caso ha determinato scompensi anche nelle partite successive. Già dalla partita di Genova contro la Sampdoria i biancocelesti hanno ricominciato a marciare come nulla fosse successo e questo si rispecchia nell’ottima classifica e appunto nella semifinale di Coppa Italia conquistata nonostante il quarto di finale da giocarsi fuori casa».

Gara d’andata in casa della Lazio, gara di ritorno in casa della Roma. C’è una squadra favorita?
«È chiaro che, dovendo giocarsi il famoso euro, avrebbe più senso puntare sulla Roma: difficile negare una disparità tecnica determinata in ogni caso da differenze finanziarie e di gestione delle risorse. Questo è però chiaramente una responsabilità dei giallorossi, chiamati a non farsi sorprendere da una squadra qualitativamente e numericamente meno dotata, ma protagonista di una stagione sopra le aspettative, come quasi sempre accade quando la Lazio parte a fari spenti e senza l’impegno europeo».

Nainggolan e Džeko. A chi affidarsi per la stracittadina?
«Hai citato l’uomo più in forma e quello più pericoloso a livello realizzativo, visti i 29 gol stagionali già realizzati con tre mesi di stagione ancora da giocare. Tante volte, però, i tifosi romanisti amano classificare i derby a seconda di chi l’ha deciso: ci sono stati “il derby di Cassetti”, “il derby di Balzaretti”, “il derby di Yanga-Mbiwa” e penso di poter definire l’ultimo come “derby di Kevin Strootman”, anche per quanto accaduto poi nei giorni successivi. Non mi ricordo, ad esempio, un “derby di Salah”: l’egiziano non ha inciso molto nella stracittadina di andata della scorsa stagione (conclusa per l’intervento scomposto, se così vogliamo definirlo, di Senad Lulić), non ha colpito contro una Lazio ai minimi termini nello scorso aprile ed era out per infortunio a dicembre. Magari, questa volta, toccherà a lui».

La Lazio crea tanto ma concretizza poco. Chi sarà l’uomo derby per i biancocelesti?
«Credo sia arrivato il momento in cui Lucas Biglia cominci ad avere un peso nella stracittadina. Il gioco della Lazio, sia con Pioli in passato che con Inzaghi in questa stagione, passa attraverso i suoi piedi e l’argentino contro la Roma non ha mai disputato grandi gare, pur mettendo cuore nello scendere in campo anche in non perfette condizioni. Un altro nome che mi intriga molto è quello di Sergej Milinković-Savić, un giocatore la cui fisicità e presenza nella gara si incastrerebbero perfettamente proprio nella Roma attuale».

Neanche 30 mila presenze allo stadio Olimpico. Riusciremo prima o poi a rivedere un gran derby anche sugli spalti?
«La mia idea è che quello tra istituzioni e tifosi sia un contrasto in cui molti hanno torto e in pochi ragione. Basterebbe che entrambe le parti facessero un passo verso quella opposta e il problema della scarsa presenza all’Olimpico sarebbe più facile da risolvere. Va comunque detto che, almeno per quanto riguarda il versante Roma, il discorso della presenza ridotta in curva è relativa solo ai gruppi organizzati, giacché in ogni occasione in cui la squadra gioca all’Olimpico in realtà in quel settore gli spazi “blu” sono relativamente pochi. Banalmente, rivedremo un tutto esaurito nei derby se e quando saranno ripristinate le condizioni per cui questo accadeva grosso modo fino al 2010».

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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