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Pinzi cuore biancoceleste: “Il 26 maggio ero in Nord come un tifoso qualsiasi, emozione unica”

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Giampiero Pinzi veste attualmente la maglia del Brescia, ha passato una vita con l’Udinese ed è stato anche al Chievo. Ma non ha mai nascosto la sua passione per la Lazio. Nato a Centocelle, quartiere della periferia romana, ha fatto il suo esordio proprio con la maglia del cuore il 2 novembre del 1999: era la stagione dello scudetto biancoceleste, ma Pinzi in campionato non giocò mai. Eriksson lo impiegò contro la Dinamo Kiev in Champions e poi in qualche partita di Coppa Italia.

Nell’estate del 2000 il passaggio all’Udinese dove è rimasto fino al 2008 affermandosi come uno dei migliori centrocampisti del campionato; ha poi vestito la maglia del Chievo per un paio di stagioni per poi far ritorno a Udine per altri cinque anni. Di nuovo al Chievo per una stagione, durante l’estate scorsa è sceso di categoria per sposare il progetto di Brocchi al Brescia. Corsa, cuore e buona tecnica, questo è Pinzi. E qualche cartellino rosso di troppo in carriera (quello rimediato contro l’odiata Roma, quando giocava nell’Udinese, per il pugno rifilato a Cufrè è rimasto negli annali) ma soprattutto grande passione per la Lazio per cui farà senza dubbio il tifo stasera. Una curiosità: durante il derby del 26 maggio vinto dalla Lazio era in Curva Nord come un tifoso qualsiasi.

Mancano poche ore a Lazio-Roma, semifinale d’andata di Coppa Italia. Come finirà secondo te?

Come tutti i derby sarà una partita molto tesa, molto equilibrata, che verrà decisa sia all’andata che al ritorno dai singoli episodi

Quali saranno gli uomini decisivi?

Io spero uno qualsiasi della Lazio, uno a caso basta che si riesca nell’impresa di approdare in finale a discapito della Roma

Eri in Curva Nord durante la famosa finale di Coppa Italia vinta grazie al gol di Lulic. Che ricordi hai?

Una giornata di grandissima tensione, sia nei giorni precedenti che a pochi minuti dal fischio d’inizio. Poi abbiamo vinto e quel giorno lì ho sicuramente avuto una delle delle più grandi soddisfazioni da tifoso. Vincere la finale in casa è stata un’emozione veramente unica. Ultimamente mi viene un po’ difficile tornare all’Olimpico, ma quando c’è la possibilità sicuramente lo faccio

Anche perché hai portato bene l’ultima volta…

Certo, certo. Ci attacchiamo a tutto (ride, ndr)

Cosa ne pensi delle barriere in curva che hanno poi allontanato i tifosi dallo stadio?

Penso che non esiste il calcio senza il cuore centrale della partita, sono le curve sono che ti fanno vivere l’emozione. In questo caso ancora di più perché è un derby. Poi dividere la curva così non vedo che benefici abbia portato e possa portare. Noi giochiamo per far felici i tifosi, la più grande soddisfazione è quando regali loro una gioia e sicuramente giocare in uno stadio deserto non è bello e non è il calcio che tutti amiamo

Già da domenica le barriere sono state abbassate, in un secondo momento verranno tolte sembra. Secondo te in questo modo tifosi torneranno?

Se le abbassi dieci centimetri non penso che cambi il succo, è sempre un impedimento. Adesso andare allo stadio è diventato una rottura, tra tornelli, controlli, parcheggi lontani. Quindi oltre a eliminare le barriere bisogna pensare anche a rendere il tutto più agibile. Pensano che i delinquenti si racchiudano tutti dentro lo stadio quando invece uno va lì solo per passare una giornata di sport e di passione

Tu hai giocato per tutta la carriera al nord, soprattutto a Udine dove non ci sono proprio barriere tra campo e tifosi. Perché lì è possibile e invece a Roma bisogna addirittura dividere le curve stesse?

Penso sia possibile dappertutto, ci sono delle regole e vanno rispettate. A Udine sicuramente non è mai successo nulla. Dobbiamo prendere esempio dall’Inghilterra: dopo gli hooligans, non ci sono più stati tutti quei casini perché ci sono delle regole certe per chi va allo stadio 

Veniamo al Brescia, la tua squadra attuale. Che non sta vivendo un buon momento. Cosa è successo?

Purtroppo durante il girone di ritorno stiamo andando un po’ sotto le aspettative, eppure abbiamo disputato un buon girone d’andata. E’ un momento di grande difficoltà, quello di B è un campionato molto equilibrato. Domenica abbiamo questo appuntamento con il Verona che per i nostri tifosi è la partita dell’anno e dobbiamo dare tutto quello che abbiamo per risollevarci in classifica e dar loro una grande gioia.

ilposticipo.it

 


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TMW | Lazio, domani a Graz per una finale anticipata: obiettivo cancellare Midtjylland

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È la terza giornata del girone ma è già una finale. Del resto non può essere altrimenti se alla partita precedente hai perso 5-1. Così Martusciello, il vice di Sarri, ha presentato Sturm Graz-Lazio di domani alle 18.45: “Rappresenta il passaggio del turno. È una partita da ultima spiaggia, c’è da vincere e convincere. Bisogna continuare cosi e evitare quei down dell’ultima prestazione europea”. Nel gruppo F sono tutte a pari punti, 3: insomma, è veramente ti decisivo il match di giovedì.

Fraioli

Il problema di Midtjylland – Non che ci volesse una laurea a Coverciano per capirlo, ma a Formello sono tutti d’accordo che la causa della disfatta in casa del Midtjylland non siano le rotazioni nella formazione iniziale, con 5 cambi rispetto alla squadra schierata quattro giorni prima col Verona. Gila per Casale, Hysaj per Lazzari, Luis Alberto per Basic, Cataldi per Marcos Antonio e Pedro per Zaccagni. Quasi mezza squadra, sì, ma giocatori di primo livello, considerati titolari, superiori per valore assoluto agli avversari danesi. Il problema quindi, più che nei nomi, è stato nell’atteggiamento con cui la Lazio è scesa in campo: poco umile, spocchiosa, sicura di essere bella e vincente. Il famoso germe di Sarri.

Fraioli

Sì alle rotazioni – Contro la Cremonese e lo Spezia il gruppo ha risposto alla grande, ha reagito ma non basta per rimettere la nave in porto sicuro: c’è lo scoglio di Graz da superare per tornare in acque tranquille. Sull’aspetto mentale lavorerà Sarri, deciso a continuare nell’alternare alcuni giocatori (Vecino, Marcos Antonio, Gila si candidano), perché il tour de force non risparmia nessuno e lunedì c’è lo scontro diretto di Firenze. TuttoMercatoWeb/Riccardo Caponetti

 


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