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FOCUS I Versatilità tattica e carisma: ecco come Inzaghi ha riportato il sorriso sui volti dei laziali

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La Lazio è tornata a trionfare nel derby. La prima squadra della Capitale, nell’andata della semifinale di Coppa Italia, ha infatti superato 2-0 la Roma. Un successo, che mancava nella stracittadina dal famoso 26 maggio 2013, frutto del duro lavoro e dell’attaccamento alla maglia che la squadra biancoceleste ha dimostrato ancora una volta ieri sera in campo. “Non abbiamo dormito per studiare i dettagli” ha confessato capitan Biglia nel post-gara. Determinazione e voglia di vincere che, insieme ad una condizione atletica perfetta, ha permesso alla Lazio di mettere in difficoltà gli avversari sin dai primi minuti. Un successo fondamentale. L’artefice principale? Sicuramente mister Simone Inzaghi.

MOSSE E SCELTE VINCENTI – L’ex allenatore della Primavera ha preparato il match in maniera perfetta. La scelta del 3-5-2 con la coppia Wallace-Bastos in grado di tenere sotto controllo costantemente Salah e Nainggolan grazie ai raddoppi degli esterni Lukaku e Basta, con De Vrij capace di annullare per 90′ Dzeko, ha permesso ai biancocelesti di coprirsi in maniera adeguata. Non solo. Inzaghi ha affidato ad Anderson le chiavi dell’attacco, permettendogli di svariare alle spalle di Immobile e creando così lo spazio per gli inserimenti di Parolo e Milinkovic. La scelta di mandare in campo Keita nella ripresa è la prova di quanto questo derby sia stato analizzato alla vigilia: il senegalese, per l’ennesima volta ha spaccato la partita. Il numero 14 è entrato subito in gara ed ha permesso alla sua squadra di raddoppiare, portando a casa una vittoria prestigiosa. Mosse e scelte che consacrano una volta per tutte l’ex attaccante: arrivato alla Lazio nell’aprile 2016, a causa dell’esonero di Pioli, ha dimostrato, anche dopo un’estate tormentata per il mancato arrivo di Bielsa, di essere pronto per una grande piazza. E’ preparato ed è il mister perfetto per un gruppo di ragazzi come quello capitolino. Ha gestito nel migliore dei modi il malumori di Keita, da sempre suo pupillo, è riuscito ad adattare Anderson nella linea dei centrocampisti, affidandogli anche compiti difensivi, ed ha permesso ad Immobile di dimostrare le proprie doti sotto porta. L’esultanza e la passeggiata sotto la Nord di ieri sera, ovviamente con i suoi ragazzi, descrive più di tutto la sua lazialità. Pura ed incondizionata. Sempre professionale e concentrato sui prossimi impegni della sua truppa, ma allo stesso tempo disponibile nei confronti di addetti ai lavori e tifosi.

MERITI E FUTURO – Arrivato in punta di piedi, alla sua prima esperienza alla guida di un club di Serie A, quasi un anno fa, ormai è un punto fisso non solo per società e giocatori, ma anche per i laziali. Anche i più scettici infatti, con il tempo, hanno dovuto riconoscere ad Inzaghi i meriti per i risultati che sta raggiungendo. Il più importante? Riportare il sorriso sui volti dei tifosi biancocelesti. Quest’ultimi sperano di vederlo ancora a lungo sulla panchina della prima squadra della Capitale. La Lazio può continuare a sognare, anche in Coppa Italia, grazie al suo generale preparato ma dall’animo gentile. Grazie a Simone Inzaghi.

 


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MONDIALI 2022 | Il Messico batte l’Arabia Saudita per 1-2

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La gara tra Arabia Saudita e Messico è terminata 1-2 grazie alle reti di Martin e Chavez a inizio secondo tempo. In pieno recupero c’è stato anche tempo per la rete di Al Dawasari. Con il risultato di Polonia e Argentina, la classifica è la seguente:

Argentina 6

Polonia 4

Messico 4

Arabia Saudita 3


Alle 20 scenderanno in campo Arabia Saudita e Messico. Ecco i 22 titolari:

ARABIA SAUDITA (3-4-3): Al Owais; Tambakti, Al-Boleahi, Al-Amri; Abdulhamid, Al-Hassan, Kanno, Al-Ghannam; Al-Buraikan, Al-Shehri, Al-Dawasari. All. Renard

MESSICO (4-3-3): Ochoa; J. Sanchez, Montes, Moreno, Gallardo; Pineda, E. Alvarez, Chavez; Lozano, Martin, Vega. All. Martino 


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