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Libero | Milinkovic Savic: la Lazio ha un Ibra a centrocampo

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Sulla schiena ha optato per il nome, Sergej, nonostante i cognomi siano ben due. Una conseguenza della prassi spagnola, terra natia di Milinkovic-Savic, perché a Lleda nel 1995 giocava papà Nikola Milinkovic, ex calciatore jugoslavo. Savic invece è il cognome ereditato dalla madre Milana, ex giocatrice di basket. Dunque non per caso ma per dna, Sergej appare come un giocatore di basket (è alto 192 centimetri) prestato al calcio: magistrale come un cestista nel controllare il corpo, ma raffinato con il pallone tra i piedi. Il suo arrivo alla Lazio nell’estate 2015 fu un’intuizione di Igli Tare, che lo osservò trionfare da protagonista ai Mondiali Under 20 con la nazionale serba (dopo la vittoria con l’Under19 agli Europei del 2013).

Il ds biancoceleste anticipò la concorrenza di mezza Europa offrendo 9 milioni al Genk e garantendo in prima persona la bontà dell’investimento e proprio grazie a questa tenacia, Milinkovic-Savic rifiutò la Fiorentina, nonostante avesse già in mano la penna per la firma sul contratto (il suo agente, in parola con Tare, bloccò l’affare e Sergej uscì in lacrime dalla sede del club viola). Pioli rimase folgorato dalle potenzialità del ragazzo, ma faticò a inquadrarlo tatticamente, così è toccato a Simone Inzaghi assumersi la responsabilità della sua consacrazione. Una volta trovata la continuità, Milinkovic-Savic è diventato la valvola su cui l’intera squadra fa perno: se la Lazio vuole salire il campo si affida al suo dominio fisico (il modo in cui Spalletti usa Nainggolan) alza il pallone su di lui per evitare il pressing (vince ben 4,7 duelli aerei a partita). Sembra Ibra, ma a centrocampo (lo svedese, secondo il Daily Mail, rinnoverà con lo United fino al 2019). Ricorda Lampard, invece, per la capacità di spaccare le partite (il gol nel derby è il 6 in 27 partite stagionali). Per completarsi, deve migliorare la pulizia di gioco (71,6% di passa completati) e assumersi più responsabilità sulla trequarti (1,3 passa chiave a partita). Comunque, la sua è una maturità precoce: a 22 anni e alla seconda stagione in A ed è già decisivo nella Lazio, tanto che la Juve, che già lo corteggiò in estate, tornerà alla carica, così come le big d’Inghilterra. Ma un tesoro costa caro, per la precisione, 30 milioni di euro, tanto lo valuta la cara-bottega di Lotito.

Libero – Claudio Savelli

 


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MONDIALI 2022 | Il Messico batte l’Arabia Saudita per 1-2

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La gara tra Arabia Saudita e Messico è terminata 1-2 grazie alle reti di Martin e Chavez a inizio secondo tempo. In pieno recupero c’è stato anche tempo per la rete di Al Dawasari. Con il risultato di Polonia e Argentina, la classifica è la seguente:

Argentina 6

Polonia 4

Messico 4

Arabia Saudita 3


Alle 20 scenderanno in campo Arabia Saudita e Messico. Ecco i 22 titolari:

ARABIA SAUDITA (3-4-3): Al Owais; Tambakti, Al-Boleahi, Al-Amri; Abdulhamid, Al-Hassan, Kanno, Al-Ghannam; Al-Buraikan, Al-Shehri, Al-Dawasari. All. Renard

MESSICO (4-3-3): Ochoa; J. Sanchez, Montes, Moreno, Gallardo; Pineda, E. Alvarez, Chavez; Lozano, Martin, Vega. All. Martino 


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