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Inzaghi: “Quarto posto meritato, stiamo crescendo”

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Al termine del match contro il Bologna, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, commentando la vittoria in trasferta:

“I bolognesi si sono trovati di fronte una grande Lazio, onore ai miei ragazzi. Avremmo dovuto chiudere con un gol in più il primo tempo, ma Mirante ha fatto una bella parata su Savic. Venire a Bologna e non concedere molto è sinonimo di crescita. Ho una squadra matura che può interpretare la gara in modo diverso e mi sono poi messo a 3 senza che i ragazzi ne risentissero. Nessuno screzio tra Keita e Milinkovic, si sono abbracciati subito dopo il battibecco nella sostituzione. Milinkovic è cresciuto molto, si è presentato quest’anno dal primo giorno di lavoro e anche se gli cambio ruolo da tutto, si merita quello che sta vivendo. Meritiamo il quarto posto, non ci poniamo obiettivi, giochiamo partita dopo partita. Mi soddisfa la crescita che vedo gara dopo gara. Anderson è un talento e può giocare ovunque, si sacrifica per la squadra, è tutto più semplice con giocatori così disponibili. Biglia ha preso una botta al derby mercoledì e stasera ha sentito tirare il muscolo tibiale, ma speriamo non sia nulla di grave.”

Il tecnico biancoceleste ha poi continuato: “Mancano un po’ i gol di Felipe Anderson anche se sta disputando un’ottima stagione. Ha fatto 8/9 assist indispensabili. È un ragazzo disponibile che può giocare in vari ruoli. È sfortunato nell’ultima scelta, ma arriveranno anche i suoi gol. Chi vincerà la classifica cannonieri? Ciro sta facendo una stagione incredibile. Al di là dei gol. È un grandissimo giocatore. L’ho voluto con tutte le mie forze perché sapevo cosa avrebbe potuto darci e si sta togliendo belle soddisfazioni con i suoi compagni”.

 


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CorSera | Lazio, Immobile solo 6 gol ma da gennaio sarà l’arma in più

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Un’arma in più, forse perfino quella principale. Per rientrare, a fine campionato, fra le prime quattro, nella seconda parte della stagione Sarri potrà tornare a sfruttare Immobile. Il capitano della Lazio, dopo 15 giornate di campionato, è fermo a 6gol (in 5 hanno fatto meglio di lui). Mai, da quando è a Roma, aveva segnato così poco. Complici gli infortuni l’attaccante biancoceleste ha giocato solo 11 partite, ma in 2 di queste (Udinese e Monza) ha totalizzato appena 33 minuti. Rispetto ai suoi standard è stato poco presente e, di conseguenza, ha segnato meno. Come media realizzativa però non è affatto la sua peggiore stagione. In questa edizione della serie A Immobile ha segnato un gol ogni 136 minuti giocati. Nelle prime 15 del campionato 2016-17 aveva segnato 9 reti (quindi il 50% in più rispetto al 2022-23), ma, considerando il tempo trascorso in campo, aveva fatto peggio (una rete ogni 145 minuti). In tal senso, sempre considerando le prime 15 partite di serie A, l’annata migliore di Immobile è stata quella 2019- 20, quando era a quota 17 con una media di un centro ogni 70 minuti. Nel campionato in corso non ha potuto dare il contributo che solitamente garantisce, ma da gennaio tornerà finalmente riposato. Non vorrebbe chiudere il campionato con meno di 20 centri (da quando è a Roma gli è capitato solo nel 2018-19, quando si fermò a 15): servirebbero 14 reti nelle restanti 23 giornate. Non impossibile. «Nella classifica marcatori all time della serie A ci sono nomi importanti che hanno fatto la storia del calcio – ha detto a Sport Italia -. Sono scaramantico sui numeri, non li leggo tanto. Mi affido a quello che succede in campo e alla squadra che mi aiuta a scalare queste classifiche. Alla fine vedrò dove sarò arrivato». Il pensiero dunque c’è. E con Sarri che ha rivisto le proprie idee tattiche per permettere alla Lazio di cercare più la profondità esaltando così le caratteristiche di Immobile, Ciro può effettivamente continuare a scalare la classifica marcatori di tutti i tempi. «Non ho mai visto una perso- na avere più passione per il calcio di quella che ha il mister – ha spiegato Immobile -. Ha dedicato, dedica e dedicherà la sua vita al calcio». Un po’ come lui, che la dedica alla ricerca del gol. Per questo da gennaio Immobile può essere un’arma in più per Sarri. CorriereDellaSera/Elmar Bergonzini

 


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