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ESCLUSIVA | Abbruscato: “Corsa Champions, si parla tanto di Atalanta, perché non di Lazio? Inzaghi, che carattere!”

enrico.delellis@libero.it'

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La bella vittoria contro il Bologna nell’ultimo incontro di campionato ha dato agli uomini di Inzaghi maggior convinzione nei propri mezzi. Partita da molti etichettata come la prova di maturità definitiva, superata grazie alla doppietta di Immobile a pieni voti. Lunedì tra le mura amiche arriverà l’ex amato Siniša Mihajlović con il suo Torino, match fondamentale per cullare da parte dei biancocelesti il sogno Champions League distante appena quattro punti. In esclusiva la redazione di LazioPress.it ha contattato l’ex bomber granata Elvis Abbruscato attuale tecnico della Beretti dell’Arezzo.

Sei partito con una nuova avventura allenare i ragazzi dell’Arezzo, come stanno andando questa esperienza?

Sono molto contento, un’esperienza molto produttiva. Allenare i giovani che sono tra una fascia di età importante è molto stimolante. Alcuni di loro potrebbero già esordire tra i professionisti. Hanno un carattere particolare e vanno gestiti per il meglio, non sono uomini ancora, ma neanche più ragazzi. Per chi vuole fare questo mestiere è una grande palestra”.

A proposito di giovani lunedì Lazio contro Torino due rose molto giovani. Ti aspettavi questo loro cammino in questo campionato?

Si, ero convinto che avrebbero fatto bene entrambe le squadre. Sulla Lazio non avevo dubbi, conosco molto bene Simone Inzaghi, già nelle ultime sette partite dello scorso anno aveva fatto vedere delle cose importanti. In questa stagione si sta confermando alla grande. Si vede la sua mano sulla squadra. E’ un grandissimo allenatore e farà strada“.

Inzaghi ha da sempre un rapporto speciale con i ragazzi. Molti di loro hanno anche esordito in prima squadra. Ci vuole coraggio per lanciarli in modo definitivo nel grande palcoscenico della Serie A?

Ci vuole molta pazienza e coraggio per lanciare i giovani in modo definitivo. Inzaghi è bravo e lo sta facendo. Dico sempre che è più facile allenare una squadra pronta come può essere una rosa di Serie A, piuttosto che una delle giovanili. Normale che un ragazzo a diacessette o diciottoanni è un pò ribelle, abbiamo avuto tutti quel periodo della nostra vita, però quando sentono la fiducia del mister ti danno tutto si butterebbero anche nel fuoco per te“.

Milinkovic Savic è la vera sorpresa di questa stagione?

Rappresenta il nuovo prototipo del centrocampista moderno. Ormai non esistono più i giocatori di rottura. Sono tutti bravi ad andare in profondità e giocare la palla al piede. Assomigliano più a trequartisti o a seconde punte addirittura. Milinkovic è uno di questi. Il gol in Semifinale di Coppa Italia contro la Roma, ma anche alcune sue giocate passate fanno un ritratto di lui di un possibile numero 10 piuttosto di un 8. Stiamo parlando di un potenziale campione“.

Immobile e Belotti il futuro del calcio italiano?

Sono due attaccanti importanti, che sanno attaccare bene gli spazi e si sanno muovere benissimo senza palla. Hanno delle buone caratteristiche tecniche e fisiche. La nazionale potrà contare per molti anni su una coppia ben assortita”.

La Lazio può puntare con decisione alla Champions oppure credi che il Napoli sia nonostante i pochi punti che separano le due squadre in irraggiungibile?

“Sento parlare di Atalanta candidata potenziale alla Champions League e non vedo perchè non dovrebbe rientrare in questo discorso anche la Lazio. I biancocelesti hanno entusiasmo, blasone e pubblico. Adesso arrivano tre partite importanti: Torino, Cagliari e Sassuolo. Sarà importante la condizione fisica dei giocatori e il derby di Coppa Italia, sarà decisivo. Un risultato positivo nella stracittadina può essere importante anche nella corsa al terzo posto”.

Hai affrontato la Lazio molte volte da giocatore c’è qualche aneddoto che ricordi? Chi è stato il difensore più difficile da affrontare?

Ho sempre dei bei ricordi delle partite giocate contro i biancocelesti. Mi torna alla mente un Torino-Lazio una traversa clamorosa colpita dal sottoscritto. Siviglia sicuramente è stato il difensore più ostico. Grandissimo marcatore e giocatore“.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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