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ESCLUSIVA | Panella: “Chinaglia e Giordano i miei idoli. Lazio Club NYC una necessità. Russell Crowe? E’ dei nostri”

enrico.delellis@libero.it'

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“Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”. Molti sono quelli che deve affrontare Francesco Panella tra New York (dove gira la trasmissione di successo Brooklyn Man in onda su Gambero Rosso bouquet di Sky) e Roma (dove è il proprietario di uno dei ristoranti più importanti della Capitale).

La cucina non è l’unica passione della sua vita, anche la Lazio ne fa parte: “Sono diventato laziale grazie a mio padre. Che mi ha trasmesso l’amore per questi colori, non solo a me, ma anche ai miei fratelli“. Francesco con altri “padri fondatori” è parte integrante del Lazio Club New York: “Abbiamo deciso con gli altri ragazzi di dare forma a questo progetto, anche perchè qui non c’è una realtà che ci rappresenta in maniera adeguata. Ci siamo guardati in faccia e con un spirito emotivo, abbiamo capito che era una necessità che mancava in questo posto. Un Roma club nella grande mela già esiste da tempo, ma noi non vogliamo imitare nessuno. Noi con i nostri valori tiferemo e cerceremo sempre di stare vicini alla squadra.

Stiamo ricevendo molte richieste di partecipazione da tutto il mondo“. Ogni tifoso che si rispetti da bambino ha avuto un idolo: “Il mio punto di riferimento è stato Giorgio Chinaglia, anche se la grande amicizia che lega me e la mia famiglia con Bruno Giordano è qualcosa di importante e ha influito tantissimo nella mia vita. In estate passava tantissime ore al ristorante. Mi portava sempre la sua maglia, lo andavo a vedere sempre in tribuna, poi una volta diventato più grande sono passato in curva. Bruno parlava molto di Giorgio“.

Tra un aereo e un altro non mancano andettoti e curiosità, soprattutto sula sofferenza nel vivere la lazialità a 6.888,94 chilometri di distanza: “Quando sono in America e la partita inizia a mezzogiorno, mi sveglio alle sei e non è semplice alzarsi così presto quando il sabato chiudi il ristorante all’una di notte. Ovviamente per la Lazio faccio questo e altro. E’ un orologio biologico che mi fa questo effetto e non c’è fuso orario che tenga. Per me è impossibile perdere la partita, sono munito di più telefoni, sono sempre alla ricerca del segnale migliore. Molte volte ho spostato anche dei voli per vedere la mia squadra.

E’ una passione alla quale non rinuncio“. Momenti belli, ma anche brutti che sono presenti nelle mente di tutti i tifosi. Dagli spareggi a Campobasso, alla Supercoppa Europea alzata nel cielo di Montecarlo contro il Manchester United degli invincibile, per finire al 26 maggio in una giornata che ha stabilito la storia e la supremazia nella città eterna. Con una macchina del tempo ha toccato ogni data che gli ha dato emozioni forti: “Da tifoso mi ricordo sempre quelli di sofferenza, anche perchè ciò che ci distingue dagli altri è la forza di resistere a tutto, di andare controcorrente.

Mi ricordo le trasferte di Napoli in occasione degli spareggi e quel Lazio-Vicenza, che rimarrà per sempre nel mio cuore. Insieme ci metto anche le “gite” a Pescara e Bergamo, piazze molto delicate (ride, ndr). Mi ricordo anche un Ascoli-Lazio dove Bruno Giordano si ruppe una gamba. Rimasi sconvolto fu un duro colpo. Il 24 maggio era a New York presi un biglietto al volo per lo stadio. Il 26 appena atterrato a Roma sono andato direttamente allo stadio.

Quando vivi lontano questi avvenimenti ti fanno stare male. C’è un mix di ansia e angoscia incredibile. Dopo il  gol di Lulic non ricordo più niente. Solo qualche giorno dopo ho realizzato quello che effettivamente era successo“. I ricordi del passato lasciano spazio all’attualità con Inzaghi e i suoi ragazzi che fanno sognare: “Mi aspettavo questa Lazio, nonostante l’estate scorsa piuttosto movimentata. I valori in difesa sono cambiati, sono un grandissimo estimatore di Ciro Immobile ed ero sicuro che affiancato a Keita e Anderson ci avrebbe fatto divertire. Inzaghi è il nostro leader uno di famiglia.

Quando tu conosci casa tua è tutto più semplice. Sa toccare le corde giuste, conosce gli umori della piazza alla perfezione, ci ha messo sempre la faccia. Chiaro che nessuno avrebbe mai pronosticato i 50 punti in classifica a settembre“. Questione stadio, molti optano per il Flaminio, altri vorrebbero un impianto più tecnologico e al passo con i tempi, anche qui la risposta è abbastanza chiara: “Il Flaminio è un pezzo di cuore, perciò potrei morire dalla gioia per un ritorno lì. Però da imprenditore capisco benissimo anche la volontà di fare una costruzione nuova.

Tutto va bene, la cosa importante è che il nuovo stadio della Lazio venga costruito dentro il Raccordo Anulare, deve essere Roma“. Tanti gli attori famosi con il quale Francesco Panella ha avuto modo di cenare ma soprattutto fare quattro chiacchiere tra questi non può mancare Russell Crowe, noto simpatizzante biancoceleste: “Mi ha confermato mille volte la sua passione verso i nostri colori. L’ultima volta che è stato a Roma è andato a vedere la Finale di Coppa Italia Juventus-Milan visto che è un grande appassionato di questo sport. Dopo la partita venne al ristorante da me e la prima cosa che mi disse: “Peccato che non c’era la Lazio altrimenti sarebbe stato più bello“.

 


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ESCLUSIVA | Lucas Leiva: “Il derby di Roma è speciale, spero vinca la Lazio. Immobile? Difficile trovargli un vice”

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Il giorno tanto atteso è arrivato. Oggi è il giorno del Derby. Alle 18:00, nella 13° giornata di Serie A, si affronteranno Roma e Lazio. Una partita che non ha bisogno di presentazioni, che va oltre la classifica ed il percorso fin qui svolto. La redazione di LazioPress.it, in vista della stracittadina, ha intervistato, in esclusiva, l’ex centrocampista della Lazio Lucas Leiva. Queste le sue parole sul derby, sulla squadra di Sarri e su uno dei grandi assenti di quest’oggi: Ciro Immobile.

Sei rimasti nei cuori di tutti i tifosi della Lazio. Cosa ti manca di più della Capitale e della Lazio?

“Io e la mia famiglia abbiamo passato cinque anni fenomenale a Roma. Abbiamo lasciato tanti amici. Mi manca la città ed i miei compagni, però sono contento di esser tornato nella mia squadra del cuore”.

Hai visto una crescita della Lazio in questo avvio di stagione? A quale obiettivo possono ambire i biancocelesti?

“La Lazio è cambiata tanto, con tanti giocatori nuovi, quindi hanno bisogno di tempo. La Lazio è una società che aspetta, quindi devono anche adattarsi all’ambiente. Speriamo che possano fare bene in campionato”.

Quale è il derby che hai nel cuore?

“I derby che ho vinto rimangono sempre nel cuore. Il derby di Roma sicuramente è speciale e spero tanto che la Lazio vinca un’altra volta”.

Nel tuo ruolo, Sarri ha scelto Cataldi.

“Cataldi sta crescendo tanto e sono contento perché è un ragazzo d’oro che lavora tanto e vive per la Lazio. Sarri ha voluto cambiare tanti giocatori, non vedo nessun problema.

Penso che potevo aiutare tanto ancora, però come ho detto, tornare in Brasile per aiutare la mia squadra del cuore, è stata la scelta giusta”.

Si ferma Immobile e la Lazio fa fatica a vincere. È fondamentale avere un suo vice?

“Immobile è un giocatore importante per come gioca la Lazio. E’ normale che fanno fatica a vincere senza di lui. Trovare un vice non è facile, anche perché deve accettare la panchina e sappiamo che Immobile vuole giocare tutte le partite”.

 


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